Terza dose vaccinale, colpo d’ala in Veneto: soggetti fragili chiamati entro il 20 settembre

Priorità assoluta a immunodepressi, trapiantati e pazienti oncologici. A seguire, gli over 80, la sanità e le case di riposo

VENEZIA. Mogi mogi, alle spalle del Lazio? Non sia mai. All’annuncio-spot del governatore Nicola Zingaretti – «Tra sette giorni avvieremo la somministrazione della terza dose anti-Covid sul territorio regionale» – la sanità del Veneto replica stringendo i tempi. Entro la settimana, si apprende a Venezia, inizieranno le chiamate vaccinali dirette ai soggetti fragili: immunocompromessi, trapiantati e pazienti oncologici in primis. Circa 160 mila persone, già destinatarie con priorità del ciclo completo tra inverno e primavera. Nei loro confronti, l’inoculazione immediata dell’antivirale è ora possibile alla luce del parere espresso dal Comitato tecnico scientifico istituito dal Governo che fissa in 28 giorni l’intervallo minimo tra il richiamo e la terza dose, estendendolo a sei mesi per le altre tipologie.

Esclusivamente Pfizer e Moderna

Nell’occasione, il Cts stabilisce anche l’ammissibilità della vaccinazione eterologa, ovvero attuata con marchi diversi: ciò varrà in particolare per chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca o Johnson&Johnson, successivamente scomparsi dal radar a beneficio di Pfizer e Moderna, divenuti ormai esclusivi. Tant’è: a convocare la fascia più fragile della popolazione saranno i centri ospedalieri specializzati che li hanno in cura o ne supervisionano il follow up, ma l’inoculazione potrà avvenire anche negli hub previa prenotazione nella casella dedicata.

Non si tratta di un impegno titanico per la macchina vaccinale sperimentata in questi mesi, capace di superare le 40 mila dosi quotidiane senza sforzo alcuno, né c’è carenza di flaconi: quasi un milione, ha rivelato Luca Zaia, le dosi ad oggi disponibili in magazzino. Così, posti in sicurezza gli immunodepressi, entro il mese di ottobre si procederà alle altre categorie più esposte e a rischio, ovvero grandi anziani (over 80), personale della sanità, ospiti ed operatori delle case di riposo: circa 400 mila donne e uomini.

Ma due su tre hanno completato il ciclo

A seguire, com’è avvenuto nella campagna tuttora in corso, sarà il turno delle classi d’età secondo criteri decrescenti. La procedura che li riguarda sarà definita da un imminente decreto del ministro della salute, Roberto Speranza. Per parte sua, il generale Paolo Francesco Figliuolo, commissario all’emergenza, ha già comunicato che la distribuzione della terza dose su scala nazionale avrà inizio lunedì. Com’era prevedibile, l’ulteriore campagna volta a stimolare la reazione anticorpale di contrasto alle insidiose varianti del virus (come accade con l’antinfluenzale somministrata con cadenza annuale) coincide con la coda delle vaccinazioni “basiche” tuttora in corso. Ad oggi 3.473.774 veneti (pari al 71,6%) hanno ricevuto almeno una dose e la gran parte di loro, cioè 3.211.520 (il 66, 2%) ha completato il ciclo.

Zaia: no all’obbligatorietà

Permane lo zoccolo duro del rifiuto che allontana il sospirato traguardo dell’immunità di gregge e spinge molti a sollecitare l’obbligo vaccinale per legge... «È una partita che guardiamo da distante e da fuori perché riguarda il Parlamento e quindi abbiamo il massimo rispetto del suo lavoro e di ciò che sarà deciso», il commento al riguardo del governatore Zaia «la mia posizione rimane come sempre contro l’obbligatorietà dei vaccini e la vera sfida per noi amministratori penso sia quella di garantire il servizio a chi intende usufruirne, privilegiando il dialogo e il confronto, pur in assenza di una campagna d’informazione scientifica adeguata a dissipare le fake news da parte delle istituzioni».

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