Premio Campiello: vince Giulia Caminito, Malaguti secondo

Giulia Caminito vincitrice del Premio Campiello 2021

La scrittrice romana: "Lo dedico alle donne perchè possano sempre avere la possibilità di leggere e scrivere ovunque”. In apertura il ricordo di Daniele del Giudice

VENEZIA. E' Giulia Caminito con "L'acqua del lago non è mai dolce" (Bompiani) la vincitrice del Premio Campiello, giunto alla 59esima edizione. La proclamazione è avvenuta la sera del 4 settembre  all'Arsenale di Venezia. Caminito ha ottenuto 99 voti su 270 votanti (30 membri della Giuria dei Lettori - 300 in totale - non hanno espresso preferenze). All'annuncio la 33enne vincitrice è scoppiata in un pianto. "Non mi aspettavo assolutamente nulla, certo non pensavo di vincere. Dedico alle donne il mio premio, perchè possano sempre avere la possibilità di leggere e scrivere ovunque", le sue prime parole, pronunciate stando seduta, perchè, ha detto, "ho un problema di salute".

Al secondo posto si è classificato Paolo Malagutti con "Se l'acqua ride" (Einaudi) con 80 voti; al terzo Paolo Neri con "Sanguina ancora. L'incredibile vita di Fedor M. Dostoevskij" (Mondadori) con 37 voti; al quarto Carmen Pellegrino con "La felicità degli altri" (La nave di Teseo) con 36 voti; al quinto Andrea Bajani con "Il libro delle case" (Feltrinelli) con 18 voti.

Giulia Caminito è nata a Roma nel 1988 e si è laureata in Filosofia politica. Ha esordito con il romanzo "La Grande A" (Giunti 2016, Premio Bagutta opera prima, Premio Berto e Premio Brancati giovani), seguito nel 2019 da "Un giorno verrà" (Bompiani, Premio Fiesole Under 40). "L'acqua del lago non è mai dolce" (Bompiani 2021) è il suo terzo romanzo, che è stato nella cinquina dei finalisti del Premio Strega vincendo il Premio Strega Off.

Il libro premiato con il Campiello racconta una storia ambientata nel paese di Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, dove vive Gaia, nella quale la timidezza affilata e la rabbia soffocata vengono nutrite dalla vergogna, la fatica di un'adolescenza sgraziata sboccia in violenza e la tenerezza si deforma in strazio.

In apertura di cerimonia il ricordo di Daniele Del Giudice (Prremio Fondazione Campiello), scomparso il 2 settembre.

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