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Covid Veneto: su 257 ricoverati in terapia intensiva da maggio, solo 18 vaccinati

Il dottor Paolo Rosi durante la conferenza stampa 

I dati forniti dal responsabile delle Rianimazioni Paolo Rosi: sui 57 deceduti, gli immunizzati erano solamente 3. “Il vaccino protegge quasi completamente dalle conseguenze più gravi”. In questo momento 48 pazienti in terapia intensiva: “Dai 50 in su scatta di nuovo l’emergenza”  

VENEZIA. Il vaccino protegge dalle conseguenze più gravi del Covid: sui 257 ricoverati in terapia intensiva, dal primo maggio, solo 18 erano i vaccinati. I termini percentuali, il 78% sono non vaccinati, il 14% con una sola dose, il 7% vaccinati. E sulle 57 vittime, appena 3 gli immunizzati. “Stiamo ricoverando in terapia intensiva quasi solo i non vaccinati”, ha detto il dottor Paolo Rosi, responsabile delle Rianimazioni del Veneto, nel corso della conferenza stampa dalla sede della Protezione civile, a Marghera. 

Rari i casi dei vaccinati che si ammalano gravemente: “Ci sono, purtroppo, e riguardano persone che avevano comorbilità o una situazione di immunodeficienza”. 

In questo momento i ricoverati in terapia intensiva in Veneto sono 48. “Siamo vicini alla soglia di emergenza, che scatta dai 50 ricoverati in su”, ha spiegato Rosi. Dopo un periodo di incremento dei ricoverati, però, da due giorni il numero sta leggermente calando. 

La Regione Veneto ha anche una proiezione su quelli che sarebbero oggi i ricoverati in terapia intensiva se non ci fosse il vaccino: 140. Viceversa, se tutti i veneti fossero vaccinati (oggi siamo sul 70%), i ricoverati in Rianimazione sarebbero solo 7.

Sui 48 ricoverati di oggi, 32 sono intubati, 3 i casi più gravi di tutti, sottoposti a ossigenazione extracorporea (due a Mestre, uno a Vicenza).

Cala l’età media dei ricoverati: oggi il 58% ha meno di 60 anni (27% sotto i 50, 31% fra i 50 e i 60, 16% sopra i 60, 20% sopra i 70).

Se si parla di incidenza (caso ogni centomila abitanti) il Covid comporta il ricovero in Rianimazione appena per 0,17 casi. 

Fra chi entra in terapia intensiva, oggi, per Covid, la percentuale degli esiti mortali è scesa al 27%, mentre il 73% dei pazienti viene dimesso vivo. Il caso della mortalità è dovuto in primo luogo alla minore età media dei ricoverati, con organismi più resistenti, quindi, non tanto alle terapie, che restano sempre quelle, in assenza di un farmaco che sia in grado di battere il virus.

La durata media del ricovero in area non critica è di dodici giorni, in ospedale con terapia intensiva sale complessivamente a 71 giorni, con picchi fino a 150 giorni.

Ma quanti fra i contagiati finiscono in terapia intensiva? “In questo momento uno su 300 – risponde Rosi – mentre in passato era uno su 200. Il vaccino protegge, questo è sicuro”.

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