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brovedani gestiva il ristorante stellato a sappada

Addio al titolare del Laite cameriere di papa Wojtyla

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sappada

Quando ieri alle 8 è risuonata la campana a morto, a Sappada la notizia della scomparsa di Roberto Brovedani, 59 anni, titolare con la moglie Fabrizia Meroi del ristorante Laite, si è sparsa in un baleno. «Perché Roberto - ricorda l’amico Daniele Kratter - era una grande figura per la nostra comunità». Un ragazzo che aveva scelto di vivere la sua vita ed aveva scalato, gradino dopo gradino, la vetta del successo accanto alla moglie Fabrizia, nata e cresciuta a Cividale del Friuli. A chi decideva di trascorrere qualche ora alla loro tavola, il Laite (in dialetto sappadino "prato al sole"), uno dei migliori ristoranti d'Italia come attestato da stella Michelin, forchette del Gambero Rosso e cappelli della Guida dell'Espresso, era poi questo che restava da portar via: una sensazione di amore, per il lavoro, per l'ambiente, fra di loro.

«Con Fabrizia ci siamo conosciuti nel 1987 - ricordava Roberto - io lavoravo a Sappada, alla Taverna Bladen, Fabrizia è venuta su a fare la stagione. Tre anni dopo abbiamo aperto un ristorantino mettendoci dentro tutte le nostre esperienze di allora, ma anche la voglia di imparare. Siamo partiti in punta di piedi». Poi sono andati dritti per la loro strada. Roberto cresceva con la sua cantina e la passione per i vini, tanto da essere nominato sommelier dell’anno nel 2015 per la guida Ristoranti d'Italia de L’Espresso.

Ma l’evento che l’ha immortalato agli annali porta la data del 12 luglio 1987: quel giorno è stato cameriere di papa Wojtyla in Val Visdende. In cucina Alfia Pomarè di Campolongo, fra i camerieri anche un giovane ed emozionato Roberto Brovedani.

«Di quel pranzo, certamente il più particolare cui ho presenziato nella mia carriera - ricordava - conservo ancora tre bicchieri in cui bevve il pontefice che oggi, va ricordato, è un Santo. Mangiò con accanto due semplici forestali, perché questa fu la sua volontà, con tanti potenti che si sbracciavano per avere un posto a quel tavolo».

« Ho il ricordo di una persona semplice, ma carismatica, con una fortissima personalità. Mentre stava dicendo la messa, lì a pochi passi da me, io preparavo la tavola nel tendone che era stato allestito appositamente e pensavo che pochi minuti dopo il Papa sarebbe stato vicino a noi. E mi sembrava impossibile». —

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