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Flop scherma a Tokyo 2020: fuoco degli atleti su Cipressa, si va verso l’esonero

Andrea Cipressa

I veleni per l’insuccesso della spedizione azzurra: mal digerita anche la convocazione della figlia Erica. Tra i pretendenti alla successione l’ex Cerioni e Vanni

VENEZIA. Era solo questione di giorni, perché sul veneziano Andrea Cipressa si scatenasse la bufera. Che il commissario tecnico del fioretto azzurro avesse ormai le ore contate, era palese dal risultato della squadra maschile che ha chiuso il programma della scherma alle Olimpiadi. E' stato semplicemente aspettato al varco in Italia, dopo che a Tokyo il suo settore ha conquistato 'solo' l'argento individuale con Garozzo, campione uscente, e il bronzo con la squadra femminile.

Cipressa era ormai un uomo al centro del mirino, che in Giappone è arrivato con il bersaglio disegnato sul petto, perché forse non si sarebbe salvato neppure in caso di medaglie d'oro conquistate. Del resto si sa che non era ben voluto da una parte degli atleti e delle società.

I commenti sprezzanti dell'olimpionica Elisa Di Francisca, proferiti durante le gare dagli studi televisivi e non solo, hanno rappresentato l'inizio della caccia all'uomo che si è manifestata in seguito. Un solco da lei aperto e seguito dagli stessi atleti, che nelle ultime ore hanno scritto al presidente federale Azzi per chiedere la destituzione dell'uomo in comando nel fioretto italiano.

Una lettera che 'in teoria' doveva rimanere segreta. Un documento a tu per tu tra atleti e federazione, che però qualcuno ha fatto arrivare ai media. Probabilmente una mossa studiata a tavolino per fare ancora più rumore, e mettere molti con le spalle al muro, a partire dallo stesso commissario tecnico per finire con i dirigenti federali.

Non tutti hanno firmato, ma ci sono i nomi principali: da Cassarà a Foconi, dallo stesso Garozzo ad Avola, passando per Errigo, Volpi e Batini. Le grandi escluse Mancini e Palumbo, poi Sinigalia e De Costanzo. Solo le più giovani si sono messe in disparte, senza prendere posizione e forse per proteggersi dall'imminente valanga. E adesso, cosa accadrà?

Il presidente Azzi, nel fare il bilancio post olimpico, ha lasciato intendere che qualcosa si dovrà modificare. Non solo nei quadri tecnici, ma anche in determinati atteggiamenti degli atleti. Specie tra chi è nelle squadre e chi lo è stato fino all'altro giorno, ma che a tirar veleno verso gli ex colleghi non ci pensa un attimo, Ct compreso.

La scelta di Andrea Cipressa, di convocare la figlia Erica per Tokyo, ha allargato il malumore interno al fioretto azzurro. Tuttavia è stato anche merito della figlia se poi è arrivato il bronzo.

@BIZZI TEAM

Siamo ai giorni della resa dei conti, dei duelli con un solo colpo in canna nella piazza pubblica. Perché tutto ciò che il mondo della scherma italiano poteva tenere per sé, lavandosi i panni sporchi in casa propria, ormai è impossibile da fare. Cipressa dalla sua ha i successi ottenuti negli anni da guida tecnica. Ma in questo momento sembra più un uomo lungo il miglio verde che procede lentamente verso la sedia elettrica. In tanti esulteranno nell'ambiente alla sua dipartita. Ambiente che però ci sta rimettendo la faccia per come la situazione viene gestita. Di dimissioni non se ne parla, va solo capito come agirà la federazione, andando a un esonero ufficiale, probabilmente.

I pretendenti al trono ci sono, di nomi in queste ore se ne fanno tanti. Su tutti quelli dell'ex Ct Cerioni, reduce dall'esperienza russa, e grande trionfatore a Londra 2012 con l'Italia vincitutto. Però su di lui sembra esserci già la Francia, senza contare che ha costi elevati di salario e che sembra possa pure prendere in mano la scuola jesina. L'altro veneziano Bortolaso è sempre in Germania, mentre il mestrino Omeri a guida dell'Aspire Academy in Qatar.

C'è chi ha parlato di un ritorno di Magro in Italia, ma in una ridda di voci che porta anche a Simone Vanni, espressione delle Fiamme Oro come Cipressa, pisano, oro olimpico a squadre nel fioretto di Atene 2004. Un classe '79 della scuola Di Ciolo, e già compagno di squadra di Cassarà. Insomma, la volata sembra lanciata: vincerà il nuovo commissario tecnico, ma a perderci sarà l'immagine di una scherma azzurra che sembra fare acqua da tutte le parti.

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