Mattia Busato, bomba del kata: dalle pizze a domicilio al sogno di una medaglia

È fidanzato con Veronica, compagna di scuola, e adora il trekking

CASTELFRANCO. «Una bomba pronta ad esplodere». Vincenzo Figuccio, coach della Nazionale di karate, ha descritto così lo stato di forma di Mattia Busato, una delle speranze azzurre per la conquista di una medaglia ai Giochi Olimpici.

La nobile disciplina giapponese è all’esordio nella competizione a Cinque Cerchi: ora niente e nessuno potrà impedire a Busato di coronare il suo sogno, il classe ’93 cresciuto a Olmo di Martellago - ora vive a Castelfranco - sa bene che questa rappresenta l’occasione di una vita. Arrivare a questo evento ha richiesto anni di sacrifici, in una specialità, quella del kata, tra le più competitive in assoluto.

L’atleta del CSO Esercito non ha mai perso di vista il focus: dopo essersi messo al collo medaglie continentali e mondiali, ora vuole il podio olimpico.

GLI INIZI

Mattia entra per la prima volta in un dojo quando ancora frequenta le elementari, accompagnato da papà Luigi, e si innamora del karate. Da quel momento comincia una scalata che si preannuncia complicatissima, ma lui dimostra sempre di avere qualcosa in più degli altri, aspetto che lo fa entrare nei radar della Nazionale giovanile.

La svolta arriva a 16 anni: dopo l’esperienza in una società di Maerne, ecco il passaggio al Germinal Sport Target di Castelfranco.

«Quando l’ho visto per la prima volta mi sono immediatamente reso conto di avere davanti un immenso talento», dice Niki Mardegan, direttore tecnico del club castellano. È il 2009, di lì a poco la grande promessa diventerà una straordinaria realtà.

LE PRIME AFFERMAZIONI

Nel 2012, a 19 anni, diventa per la prima volta campione italiano Assoluto, un risultato che lo mette sotto i riflettori. È però nel 2014 che arriva la definitiva consacrazione, grazie alla convocazione per l’Europeo a Tampere (Finlandia).

L’intuizione del dt della Fijlkam, Pierluigi Aschieri, si rivela più che azzeccata, perché Mattia si laurea campione d’Europa battendo in finale Quintero, oro uscente e numero uno del mondo. A 21 anni e da atleta dilettante sale sul gradino più alto del continente, mandando un chiaro messaggio a tutti gli avversari.

L’ARRUOLAMENTO

Due anni dopo ecco arrivare l’ingresso dalla porta principale. Il CSO Esercito scommette su di lui e gli permette di diventare atleta professionista: «La fiducia dell’Esercito è stata fondamentale sia a livello di mentalità che di autostima, per la mia carriera ha rappresentato un passo straordinario».

E c’è spazio anche per lo studio, che lo porta a conseguire la laurea in infermieristica: «Ho continuato il percorso scolastico perché dopo il diploma non sapevo cosa potesse riservarmi il futuro. Nella nostra disciplina lo sviluppo della mente va di pari passo con quella atletica e tecnica, mettermi costantemente in gioco con esami e tirocini dopo sfiancanti allenamenti mi ha forgiato ancor di più».

È così che Mattia racconta lo spirito di dedizione, un aspetto presente fin dai primi anni di adolescente quando la sera porta in giro le pizze per racimolare i primi soldi. Umiltà, tenacia, qualità umane e sportive al di sopra della media: un predestinato che ha inseguito e toccato con mano i propri sogni.

PIU’ DI UNA FAMIGLIA

Per Busato non potrebbero esserci rapporti più genuini di quelli con parenti ed amici. Ragazzo solare, quando non è in palestra ad allenarsi ama passare il suo tempo ridendo e scherzando con le persone a lui più vicine, oltre che dilettarsi con la cura delle piante e con il trekking.

Da ormai quasi dieci anni risiede a Castelfranco con la fidanzata Veronica, conosciuta sui banchi delle scuole media a Olmo e diventata un punto di riferimento per lo sviluppo umano e sportivo del 28enne karateka.

«Ringrazierò sempre i miei genitori, hanno sempre rispettato le mie scelte, facendomi sbagliare quando necessario. Più di una volta ho sbattuto la testa, ma anche gli errori hanno contribuito a rendermi ciò che sono ora. Quando trovi una famiglia che ti rispetta e che ti appoggia hai già vinto in partenza, poi spetta a te mettere il resto».

Anche i suoi gruppi sportivi sono una seconda famiglia, partendo dal Germinal, società che l’ha sgrezzato e gli ha consentito di splendere, fino ad arrivare alla Fijlkam e all’Esercito.

Gli allenamenti alla New Gymnica di Castelfranco lo portano a entrare in contatto con persone che lo conoscono e lo stimano, non facendogli mai mancare una parola di stima e incoraggiamento. Non solo coach, preparatori, famiglia e amici, bensì anche una moltitudine di potenziali “sconosciuti” che fanno il tifo per lui, compreso l’addetto alla manutenzione della macchinetta del caffè. Tokyo chiama, Busato ha già alzato la cornetta.

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LA SCHEDA

«Amo curare i Bonsai da coltivare ogni giorno come le nostre tecniche»

Mattia Busato è nato a Mirano il 2/2/1993. Nel suo ricco palmares figurano sei titoli di Campione Italiano Assoluto, sette medaglie individuali all'Europeo e un bronzo ai Mondiali, oltre che due argenti ai Giochi Olimpici Europei (Baku e Minsk) e svariate medaglie giovanili. Tra le sue molteplici passioni ci sono le camminate in montagna e la cura delle piante: «Amo prendermi cura dei Bonsai, vanno coltivati ogni giorno, al pari delle nostre tecniche per avvicinare la perfezione».

Attualmente sta ultimando la fase di preparazione per la gara olimpica, la squadra azzurra del karate si trova a Gotemba, città ai piedi del Monte Fuji con cui c'è una collaborazione ormai da anni. Il suo esordio è previsto per il 6 agosto al Nippon Budokai di Tokyo. 

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