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Bertan e Pinton, ecco chi sono i due manager di Grafica Veneta finiti ai domiciliari

Giorgio Bertan e Giampaolo Pinton

L’inchiesta per sfruttamento dei lavoratori: l’enfant prodige diventato amministratore delegato a soli 32 anni e l’esperto in sicurezza sul lavoro, ex tecnico Spisal, con un precedente per peculato 

PADOVA. La notizia degli arresti domiciliari a carico di Giorgio Bertan è arrivata a Camposampiero tra un misto di incredulità e sorpresa: 43 anni, enfant prodige di Grafica Veneta, Bertan ha scalato le cariche aziendali in un battibaleno diventando a soli 32 anni il giovanissimo amministratore delegato del colosso della stampa, creato da Fabio Franceschi. Lo stesso patron e presidente del gruppo, nel 2011 anno della nomina di Bertan come ad, ricordava che «Giorgio è entrato in Grafica Veneta da neo-laureato. Ha dimostrato di avere i numeri per gestire un gruppo sempre più complesso ed oggi è il numero due dell’azienda. A lui sono state affidate le deleghe su produzione e strategia».

Ed infatti le sue qualità di manager e di persona corretta e semplice, a Camposampiero sono riconosciute da tutti coloro che lo conoscono. Dopo la maturità al liceo scientifico “Tito Lucrezio Caro” di Cittadella, Bertan aveva completato brillantemente gli studi in Ingegneria gestionale all’Università di Padova.

Entrato subito in azienda, dapprima il giovane ingegnere si era fatto notare nell’ambito della gestione dei conti ed anche in quello tecnico. Le sue capacità gestionali gli avevano permesso di conquistare rapidamente la massima fiducia di Fabio Franceschi, artefice con il suo giovane braccio destro, della crescita globale di Grafica Veneta. Ciò nonostante, l’ad di Grafica Veneta non ha mai perso il contatto con la sua Camposampiero dove vive.

Ex scout in parrocchia a San Pietro, grande appassionato di pallavolo, sport in cui si è distinto a buoni livelli, sposato, due figli, Giorgio Bertan «com’è fuori così è in azienda: trasparente e semplice con tutti e così è diventato un punto di riferimento per tutta l’azienda. Quello che gli sta succedendo è assolutamente inverosimile»,sostengono fonti aziendali. Spetterà ora all’avvocato di Grafica Veneta, Emanuele Spata, assisterlo da questo incubo in cui è piombato proprio nel suo primo giorno di ferie.

PINTON

Stupore a Santa Giustina in Colle per l’arresto di Giampaolo Pinton, 59 anni, professionista molto conosciuto, coinvolto nell’indagine sullo sfruttamento degli operai che lavorano alla Grafica Veneta di Trebaseleghe. Sul web Pinton viene indicato come responsabile dei sistemi di gestione integrati di Grafica Veneta. Del resto il cinquantanovenne è davvero esperto nella gestione della sicurezza nelle aziende avendo lavorato in ben due sedi delle Usl venete.

Fino al 2009 era in forza allo Spisal dell’ex Usl 15 Alta Padovana e dal 2010 è passato all’Usl 4 Alto Vicentino. Nell’ambiente ospedaliero padovano Pinton viene ricordato come tecnico molto preparato e disponibile, un ispettore molto rigoroso, al quale nulla sfuggiva.

Lo sconcerto è dunque molto proprio in considerazione del fatto che conosce bene lo Spisal (Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), dipartimento della sanità che si occupa proprio di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Tuttavia, come riportano le cronache dell’epoca, il rapporto lavorativo di Pinton con l’Usl 4 si era interrotto nel 2012 per una condanna per peculato che gli era costata il posto e l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.

L’allora operatore dello Spisal era stato condannato con rito abbreviato e aveva sostituito la pena detentiva con una maxi multa saldando così il conto con la giustizia.

Da lì aveva voltato pagina e successivamente, vista la competenza che gli veniva riconosciuta, era entrato nello staff dell’azienda di Trebaseleghe.

A Santa Giustina Pinton è conosciuto per il suo impegno giovanile nel volontariato e in parrocchia. Risulta tra i fondatori dei gruppi scout locali, capo scout e attivo nell’ambiente sportivo. Un ragazzo serio, preciso, attento con i ragazzi. Per questo stride l’immagine di lui che viene ora rimandata e in tanti faticano a credere a ciò che gli viene imputato. «Non lo conosco personalmente» dichiara il sindaco Moreno Giacomazzi «spero che le indagini facciano chiarezza».

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