Al lavoro come schiavi, maxi operazione a Padova: due arresti

L’operazione denominata “Pakarta”, che oggi ha visto la sua conclusione, è iniziata nel maggio del 2020 quando nel comune di Piove di Sacco, era stato trovato un cittadino pakistano lasciato a margine della carreggiata con le mani legate dietro la schiena, ferocemente picchiato

PADOVA. Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Cittadella (PD) e del Nucleo Carabinieri Tutela Lavoro di Venezia sono impegnati nell’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare a carico di cittadini pakistani che prevedono la carcerazione, e a carico di due cittadini italiani, che dispongono gli arresti domiciliari.

L’operazione

L’operazione denominata “Pakarta”, che oggi ha visto la sua conclusione, è iniziata nel maggio del 2020 quando, lungo la SS 16, nel comune di Piove di Sacco (PD), era stato trovato un cittadino pakistano lasciato a margine della carreggiata con le mani legate dietro la schiena, che era stato vittima di un violento pestaggio e di rapina.

Altri pakistani, poco dopo, erano stati trovati abbandonati per strada dopo essere stati malmenati e derubati dei loro averi, mentre 5 connazionali si erano presentati al pronto soccorso di Padova dopo avere subito un analogo trattamento.

Gli accertamenti svolti avevano condotto a un unico evento che si era verificato nei comuni di Trebaseleghe (PD) e Loreggia (PD), facendo scattare l’inizio delle indagini che hanno consentito di scoprire una avviata attività di sfruttamento di lavoratori, tutti di nazionalità pakistana, da parte di una violenta organizzazione criminale composta da connazionali, che si avvaleva della facciata di una società, con sede nel trentino, che forniva operai ad alcune aziende del nord.

Le indagini

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, ha svelato i metodi utilizzati dai destinatari delle misure per soggiogare e intimidire i lavoratori, alloggiati in abitazioni nella provincia di Padova, impiegati all’interno di un’importante azienda con sede legale nel padovano, di cui due persone destinatarie di provvedimento, che occupano una posizione societaria apicale, erano a conoscenza della situazione di illegalità.

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