Silvia e Gian Marco, nozze di Lega a Revine. E Matteo Salvini benedice il “sì” di Centinaio

Francesca Verdini e Matteo Salvini, a destra, con gli sposi Silvia Gallina e Gian Marco Centinaio

Il segretario del Carroccio e la compagna Francesca Verdini alle matrimonio del sottosegretario all’Agricoltura

REVINE. «Silvia ti amo» recitava il più grande cartellone pubblicitario che l’8 ottobre scorso compariva sulle strade di Conegliano. «Sono stato io a commissionarlo», ha confessato sabato il senatore Gian Marco Centinaio, abbracciando Silvia Gallina, a pochi minuti dal matrimonio. Ore 17.20 di un pomeriggio con leggere gocce di pioggia a rinfrescare i prati del Cadelach, a Revine.

«Sono curiosa di vederla» confessa il futuro sposo, mentre Silvia si sta preparando alla suite “Venezia”.

Scende, ha a fianco il figlio piccolo. Abito bianco, spalle scoperte, strascico. Gli invitati si alzano e quando arrivano sotto il gazebo, su un tavolo apparecchiato come un altare, il celebrante – Giampaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, lui Gian Marco, è sottosegretario alle medesime politiche – li invita a procedere al rito della luce. Poi arriva il classico canone degli articoli del codice civile e delle domande. E Vallardi, come un monsignore laico, fa declamare a voce alta le risposte. «Mi sembrano convinti» chioserà. Non manca, il celebrante, di fare l’ermeneutica di ogni frase del rito, fino a dire: «Non ci può essere amore senza fedeltà». E, a questo riguardo, il sindaco di Revine, intervenuto pochi istanti prima per il benvenuto, augurerà alla coppia «una lunga vita eterna». Il bimbo, impaziente, strilla, ma la mamma lo rassicura con tenerezza.

A conclusione della celebrazione, che si prolunga oltre il consueto, non manca il rito scozzese, con i testimoni che legano le mani degli sposi con nastri colorati. Il celebrante li invita a consumare il calice. Il calice di prosecco, ben s’intende. “Prigionieri” non possono farlo ed ecco che sono i familiari stessi, ovvero i testimoni, a far loro gustare le saporose bollicine. Quando le prime ombre cominciano a calare, il personale del Cadelach comincia ad offrire quanto di meglio ha saputo perfezionale. Riso Carnaroli con Raboso del Piave e Casatella, come primo piatto; dalla cantina esce il Manzoni bianco Novalis, di Bonotto delle Tezze, e il sorbetto al mojito.

Matteo Salvini apprezza naturalmente: è presente con la sua fidanzata Francesca Verdini, anche lei felice. Arriva il secondo: tagliata di manzetta prussiana cotta alla brace, servita con sali artigianali. Ed ecco che la cantina offre il Raboso del Piave Docg, dell’azienda Cecchetto, ed il Buttafuoco storico Vigna Costera, di F. Maggi. In serata arriva anche il dolce degli sposi. Non manca la musica, di Monica e Lorenzo, marito e moglie, con brani dal vivo. Lo sposo è apparso senz’altro più emozionato della sua dolce metà. L’amico Vallardi lo stuzzica, ma l’uomo pare compreso nella solennità del momento. Salvini lo ha salutato appena arrivato, ed è stato fra i primi a congratularsi dopo le nozze: «Sarà sicuramente un buon passo», è il suo augurio. Non manca il bacio alla sposa e nel frangente raccomanda ai paparazzi: «Trattateli bene, se lo meritano». La coppia andrà a vivere a Pavia.

Video del giorno

Festival di Salute: interviste e dibattiti per scoprire la nuova normalità del dopo Covid. La diretta da Padova

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi