La più giovane di tutti

Gro Harlem Brundtland ha compiuto ottantadue anni ed è la più giovane di tutti noi. Nel 1987 firmò lo storico Rapporto Brundtland, che prende il suo nome e che ha innescato una svolta epocale, proponendo il pensiero dello sviluppo sostenibile. La parola “sostenibilità” nasce lì, nasce allora.

Gro Harlem Brundtland ha compiuto ottantadue anni ed è la più giovane di tutti noi. Che cosa contraddistingue un giovane da un vecchio? L’anima, le idee. Il giovane pensa in avanti, si occupa del futuro, sfoglia un’agenda con attenzione alle pagine bianche: le prossime.

Ministro norvegese a 26 anni, premier a 42, questa donna da sempre guarda al domani. Le chiesero quale fosse il senso della sua carriera; rispose con una provocazione. «Vorrei che i bambini norvegesi maschi esprimessero un desiderio alle loro mamme: poter diventare primo ministro anche loro, un giorno».

La sua vita è confronto e passione, è visione e dramma. Ha rischiato un assassinio, per la sua politica di tolleranza e multiculturalismo. Anders Behring Breivik, neonazista, uno dei killer più atroci della storia contemporanea, andò a cercarla sull’isola di Utoya ma lei se n’era andata poche ore prima.

Breivik rimase a Utoya e fece una carneficina, massacrando settantasette persone. Era il 22 luglio 2011, dieci anni fa.

Firmando a Stoccolma lo storico Rapporto Brundtland, che prende il suo nome, Gro nel 1987 ha innescato una svolta epocale, proponendo il pensiero dello sviluppo sostenibile. La parola “sostenibilità” nasce lì, nasce allora. Oggi è citata da tutti.

Padova ha appena varato un piano di piantumazione di diecimila alberi. Treviso è una delle sei città europee selezionate per il titolo Foglia verde, riservato alle conquiste ambientali dei centri urbani. La questione della sostenibilità è un cardine del nostro tempo. Non è un tema particolarmente distante, non ci vola sulla testa e non possiamo delegarlo solo alle “grandi scelte”.

Lo intercettiamo ogni giorno, concretamente, localmente. Le crociere invasive a Venezia, i tralicci nel Bellunese, l’ammoniaca nel Sile, il cemento, il traffico, le calamità naturali, le materie prime: tutto ci parla di sostenibilità e dobbiamo tenere le orecchie ben aperte.

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