Impennata dei contagi Covid, 318 casi in 24 ore in Veneto

La variante Delta corre, il Veneto stringe sul tracciamento: oltre 5.700 attualmente positivi a ieri, l’anno scorso erano 438

VENEZIALa variante Delta si fa strada in Veneto con numeri che riportano l’andamento della pandemia in regione a due mesi fa. Bisogna, infatti, tornare al 14 maggio scorso per trovare un numero analogo di aumento dei positivi nell’arco delle 24 ore: 318 ieri (12.836 tamponi molecolari, 15.112 test antigenici effettuati), con 117 nuovi casi solo nel Veronese; 304 quelli registrati il 14 maggio scorso. Una crescita che non ha riflesso sull’ospedalizzazione o sui decessi, ma che dà conto di come il virus abbia ormai nettamente rialzato la testa. Con 113 casi attualmente positivi per 100mila abitanti (dati Gimbe relativi al 14 luglio), la nostra regione fa segnare una crescita del 122% dei nuovi casi registrati rispetto alla settimana precedente. «Per il Veneto non c’è il rischio zona gialla» ha ribadito ieri a Padova l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. «L’incidenza ospedaliera è bassa, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia».

IL SALTO

Un’impennata, quella registrata ieri, che porta i veneti attualmente positivi (+253) a quota 5.745. Negli ospedali, detto che c’è stato un altro decesso, la situazione risulta invariata nei reparti ordinari, dove i ricoveri sono 233, mentre crescono di due pazienti le presenze nelle terapie intensive venete (18). E così mentre sulla scena torna ad affacciarsi il dibattito sul numero di tamponi («noi ne facciamo tanti, più di quelli previsti dal governo» ha spiegato il presidente della Regione alla luce dei dati che vedono il Veneto tra i territori che segnano il maggior progresso dei nuovi positivi) la Spagna e l’Olanda si colorano di rosso scuro nelle mappe Ue del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Francia del sud, Irlanda e Belgio di giallo. Certo, non ci sarà un criterio uniforme, ma intanto il Veneto sta stabilmente sul podio italiano sia per quanto riguarda il totale dei casi attualmente positivi (Lombardia, Campania, Veneto) sia per l’incidenza degli stessi ogni 100mila abitanti (Sardegna, Campania, Veneto). Come ampiamente previsto la variante Delta galoppa e, nonostante l’ombrello della campagna vaccinale, a un anno di distanza il virus, anche in Veneto, è più presente.

Il confronto

Certo, l’estate scorsa l’Italia si era appena messa alle spalle un duro lockdown, ma se si mettono a confronto i contagi al 15 luglio 2020 con quelli a ieri esce un fotografia di odierna maggiore pervasività del virus che è inequivocabile. Gli attualmente positivi in regione, come detto, sono 5.745; il 15 luglio 2020 erano 438 (bollettino Azienda Zero). I ricoveri? Nove i pazienti nelle terapie intensive del Veneto e 129 nelle aree non critiche lo scorso anno; 18 i posti letto di terapia intensiva occupati oggi e 233 i pazienti in area non critica.

La criticità

La campagna vaccinale ha fatto segnare ieri il superamento del 42% della popolazione residente in Veneto immunizzata (oltre 2 milioni di persone). Con la Delta che corre, però, l’attenzione va fissata sugli over 60: uno su dieci in regione, non ha ricevuto nessuna dose di vaccino anti Covid (in Sicilia siamo al 21,8%, in Puglia al 7,2% considerando gli estremi). 

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