Contenuto riservato agli abbonati

La scienza veneta contro le varianti. Zooprofilattico, una rete che cresce

Nuova sede veronese, unità “genetiche” in quattro Ulss. Ricci: studiare il virus per migliorare i vaccini

VENEZIA. Sequenziare il genoma di un agente virale non rappresenta un esercizio di laboratorio, in tempi di varianti Covid è la chiave utile a definirne qualità e comportamenti, soprattutto in prospettiva vaccinale. Il Veneto, al riguardo, vanta saldamente il primato tra le regioni: oltre 1200 le sequenziazioni eseguite dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, circostanza che ha consentito di isolare le quattro varianti “Voc”, più contagiose e preoccupanti - Alpha inglese, Delta indiana e poi sudafricana e brasiliana - oltre a classificare alcune mutazioni genetiche «di interesse» (l’egiziana e quella del Camerun) che richiedono vigilanza costante.

I LABORATORI DEDICATI A DNA E RNA

«Il virus, messo sotto pressione, tende a cambiare e modificarsi,  quindi la scoperta di nuove varianti che mutano gli effetti sulla proteina Spike sono da considerarsi normali, occorre continuare a studiare per capire se sarà necessario modificare i vaccini, fin qui rivelatisi efficaci», il commento di Antonia Ricci, il direttore del centro scientifico di Legnaro, nel Padovano, epicentro di un sistema di controllo, ricerca e sorveglianza che conta dieci sezioni territoriali e sta allargando la rete di copertura. Attivate le inedite “unità genetiche” nelle Ulss di Venezia, Treviso e Vicenza, ieri - a Buttapietra - è stata inaugurata la nuova sezione veronese dello Zooprofilattico: dotata di un avanzato laboratorio di “amplificazione del materiale genetico” (leggi Dna e Rna), presidierà un’area caratterizzata da zootecnia e industria di trasformazione di rilevanza nazionale.

UN INVESTIMENTO IN SORVEGLIANZA

«Un investimento strategico», l’ha definito Luca Zaia, “pilotato” da Ricci nella visita al polo scientifico. Il benessere animale, la sicurezza alimentare e la prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo rappresentano la nuova frontiera della sanità e noi intendiamo percorrerla con decisione», le parole del governatore «l’esperienza pandemica ci ha insegnato l’importanza della profilassi: nella stagione estiva, per mia volontà, le Ulss effettueranno ogni giorno 30 mila tamponi, è un’artiglieria da zona rossa non bianca com’è il nostro caso, utile però a tracciare costantemente la circolazione dell’infezione».

In primo piano, la campagna vaccinale frenata dai ritardi nelle consegne con corollario di polemiche istituzionali: «Il problema non sono tanto i ritardi ma le quantità inadeguate, c’è un contratto europeo che è ridicolo e non è colpa di Figliuolo che l’ha ereditato, certo è che la “macchina” del Veneto avrebbe la capacità di somministrare almeno 100 mila dosi al giorno, invece siamo costretti a procedere a scartamento ridotto, 30-40 mila appena».

PERSONALE SCOLASTICO COPERTO ALL’86%

A proposito del generale, la sua lettera alle Regioni sollecita corsie vaccinali preferenziali per studenti, docenti e amministrativi in vista del nuovo anno scolastico. Al riguardo, il Veneto conta 107.469 dipendenti: 93.909 (85,9%) hanno ricevuto almeno la prima dose o quella unica, inclusi i 79.217 (73,71%) che hanno completato il ciclo; 13.560 (12,62%) quelli privi di ogni copertura... «Condivido l’appello e lo estendo anche agli operatori della sanità e alla cittadinanza in generale. Si parlava di varianti e cluster, ebbene, tra i 27 casi Delta fin qui identificati, la stragrande maggioranza è asintomatica, segno che l’antivirale a qualcosa è servito».

GARANTIRE A TUTTI LA LEZIONE IN PRESENZA

Al punto che qualcuno - è il caso di Agostino Miozzo, ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico- suggerisce di limitare l’ingresso in classe ai soli vaccinati... «Non sono d’accordo, penso che la scuola debba essere un ambiente libero e rispettoso delle libertà. «Però dobbiamo evitare che i veicoli d’infezione, magari i adolescenti che non avvertono disturbi, contagino i coetanei e, a cascata, i familiari. Bisogna incrementare il nostro progetto di scuole-sentinella, un radar puntato sullo stato di salute dei nostri giovani. La Dad? Spero che non esista più, e che i ragazzi possano seguire il corso di studi in presenza».

Video del giorno

Calcio, prima categoria Piemonte: allenatore rifila un pugno all'arbitro in campo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi