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Resta in carcere Jody Garbin, “re” degli assalti ai bancomat di mezza Europa

Jody Garbin e il carcere Due Palazzi di Padova

Nessuna incompatibilità tra la detenzione a Padova e il suo stato di salute. Via libera della Cassazione al mandato di cattura europeo, ma deve scontare altre pene

PADOVA. Resta in carcere a Padova Jody Garbin, 34enne di origine sinti, con residenza a Ponzano (Treviso), considerato il “re” degli assalti ai bancomat con l’esplosivo. La Corte d’appello di Venezia ha confermato la decisione del tribunale padovano che aveva bocciato l’alleggerimento della misura cautelare chiesta per presunti motivi di salute.

Il professor Gaetano Thiene (consulente della difesa) sosteneva l’incompatibilità tra la detenzione in carcere e le condizioni di salute di Garbin, affetto da problemi cardiaci e pure da anoressia. Niente da fare: secondo gli esperti della procura e del tribunale nessuna condizione tale da rendere necessaria la scarcerazione.

Il processo

Oggi e poi a luglio continuerà davanti al tribunale di Padova il processo che vede Garbin sul banco degli imputati (difeso dal penalista Fabio Crea) con il padovano Luca Marcato, 50enne di Legnaro (difensore l’avvocato Giorgio Zecchin); Emanuele Garbin, 47 di Trevignano, in carcere a Rovigo (avvocato Giovanni Gentilini); Vivian Johnny Garbin, 24 di Caerano San Marco in carcere a Venezia (avvocato Crea); Claudio Major, 31 di Giavera del Montello (avvocato Crea); e Maicol Major, 37 di Vedelago, in carcere a Treviso (avvocato Gentilini).

Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata a una serie di colpi ai bancomat “attaccati” con l’esplosivo, le cosiddette marmotte, infilate nel bocchettone dell’apparecchio Atm e poi innescate con una scintilla elettrica. Il primo colpo è del 16 febbraio 2019 nello sportello bancomat della Banca Popolare di Verona con sede a Limena.

Altri (consumati o tentati) si sono verificati a Mestrino, Campodarsego, San Giorgio in Bosco e Borgoricco; nel Vicentino a Mussolente, Torri di Quartesolo, a Quinto Vicentino, a Montecchio Maggiore; nel Veronese a Villaverla, San Giovanni Lupatoto e Zevio; nel Trevigiano a Casella d’Asolo, Maser e Trevignano; in provincia di Bolzano e Ferrara.

Inseguito dalla giustizia

Comunque vada il processo, per Jody Garbin, artificiere del gruppo di fuoco, non si esauriscono qui i guai giudiziari. L’11 febbraio 2020 la Corte di Cassazione ha dato il via libera al Mae (Mandato di cattura europeo) a carico del 34enne “a giustizia italiana soddisfatta”, ovvero una volta che avrà espiato tutte le condanne comminate dalla magistratura italiana.

La procura di Charleroi, in Belgio, dopo la consegna di una serie di atti di indagine da parte del pm padovano Benedetto Roberti, ha chiesto la cattura e la consegna di Garbin che faceva il “trasfertista” in Belgio per assaltare con l’esplosivo i bancomat.

Quei colpi avevano suscitato un grande allarme sociale nel Paese nordeuropeo dove, ora, sono già in carcere alcuni “colleghi” di Garbin, tra loro il suocero Radames Major, padre della compagna, specializzato nell’assalto ai blindati all’epoca di Felice Maniero.

A incastrare Garbin e i “suoi” le intercettazioni effettuate grazie a una cimice piazzata nell’auto che usava per i trasferimenti dall’Italia al Belgio e viceversa. Curiosa la “lezione” di linguaggio sinti che lui e Radames Major davano al “giovane del gruppo Vivian Johnny Garbin: kalashnikov è timaienghero, pistola è caramaschera, rapina si dice zorli mentre ghiera è la rapina a una bottega e la marmotta esplosiva è la stua.

Già condannato

Nel frattempo Garbin ha già accumulato una serie di condanne oltre a un bottino solo in parte (165 mila euro) scovato (era sepolto) nel giardino di casa sua in scatole ben sigillate. È definitiva la sentenza a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni per alcuni assalti ai bancomat, uno dei quali costò la vita al complice Manuel Major (figlio di Radames Major) ad opera della guardia giurata Massimo Zen in una strada di campagna di Barcon di Vedelago. Nel 2020 la Corte d’appello di Brescia ha pure confermato una condanna a dieci anni.

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