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Antonella Viola: «A Padova il centro mondiale sui mitocondri, i “motori delle cellule” del nostro corpo»

Il progetto firmato dalla professoressa Viola per la seconda torre della ricerca che sta per sorgere all’Irp Città della speranza. Servirà per la ricerca sui tumori, le leucemie, le malattie neurologiche o cardiologiche

PADOVAUn centro mondiale di medicina mitocondriale: Padova sfodera tutto l’orgoglio di culla della Medicina moderna per ricavarsi un ulteriore, nuovo spazio di eccellenza nel panorama internazionale della ricerca scientifica.

Già da qualche settimana si parla del progetto di una seconda torre accanto a quella di corso Stati Uniti, casa dell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza, principale centro italiano per la diagnosi e cura delle leucemie. La seconda torre sarà la casa di questo nuovo centro che nasce nella mente di chi l’ha pensato come riferimento mondiale.

L’ambizioso e innovativo progetto si deve alla professoressa Antonella Viola, attuale direttrice scientifica dell’Irp Città della Speranza, un’idea che trova spinta propulsiva nel prezioso bacino di competenze che l’Università di Padova assicura nell’ambito dello studio dei mitocondri. Fra queste il rettore della stessa Università di Padova, Rosario Rizzuto. È proprio per l’impegno che la professoressa Viola si è assunta per accompagnare la nascita di questo centro che nei giorni scorsi ha annunciato un anno di “allontanamento” dall’insegnamento accademico.

«L’idea è che per crescere dobbiamo sfruttare le grandissime competenze che ha Padova» sottolinea Viola, «che ha una storia di eccellenze ma anche un presente florido. Cito solo il professor Rizzuto, i colleghi Scarano e Bernardi o, ancora, il professor Salviati che nel nostro Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino è grandissimo esperto di malattie mitocondriali pediatriche. Quello sui mitocondri - che possiamo definire come il motore delle cellule - è un target che si è sviluppato molto negli ultimi anni, e che diventa centrale nel trovare nuove terapie non solo per le malattie mitocondriali propriamente dette, dovute alle alterazioni genetiche rare» rileva Viola, «ma in tutte le patologie in cui il mitocondrio contribuisce alla patogenesi: parliamo quindi dell’ambito oncologico, delle leucemie, di malattie neurologiche o cardiologiche».

L’ambizione è di mettere a sistema e dare nuova linfa all’enorme competenza che Padova vanta nella ricerca di base e anche diagnostica nell’ambito della medicina mitocondriale: «Lo scopo è trovare nuove cure» sottolinea la professoressa Viola, «per questo ho proposto il progetto alla Fondazione Città della Speranza, dopo essermi confrontata con alcuni colleghi, e la Fondazione ha risposto subito con grandissimo entusiasmo, cogliendone la portata».

Padova e l’Istituto di ricerca pediatrica sono forti di una schiera di scienziati di prim’ordine, e questo progetto saprà catalizzarne altri, anche dall’estero. «C’è un solo centro in Europa sui mitocondri, nulla in Italia, qualcosa negli Stati Uniti» appunta Viola, «ma il nostro progetto si pone con un approccio innovativo, come centro che sfrutta la ricerca di base per trasferirla in nuovi farmaci, un approccio quindi di medicina traslazionale, che si focalizza sul mitocondrio».

La professoressa Viola, uno dei “volti” scientifici più autorevoli sulla pandemia da coronavirus, nei prossimi mesi, esaurita  l’emergenza Covid, uscirà quindi dalla luce dei riflettori e tornerà a tempo pieno nei panni di scienziata in laboratorio, per tenere a battesimo un progetto che lancerà la medicina padovana nel mondo. —

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