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Omicidio di Isabella Noventa, la verità di Debora: «Fu la Cacco a darmi le armi»

Per il pm si tratta di calunnia. La Procura chiede la condanna di Freddy a 3 anni e 4 mesi. La sorella ha testimoniato in collegamento da Vicenza

PADOVA. La Procura ha chiesto una nuova condanna per Freddy Sorgato, 51 anni. Il pubblico ministero Giorgio Falcone ha infatti chiesto una pena di tre anni quattro mesi per la violazione del Testo unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza, in quanto Freddy non avrebbe denunciato di aver trasferito la detenzione di armi comuni da sparo (tre pistole e un fucile da caccia con le munizioni) dalla casa della madre alla villetta di sua proprietà dove aveva fissato la nuova residenza, a Noventa Padovana in via Sabbioni 11; e ancora di aver detenuto un quantitativo di cartucce (561) in numero superiore al consentito (il massimo è 150), oltre ad alcune “armi bianche” come un tirapugni, uno storditore elettrico e un coltello a scatto.

colpi di scena

Ma nell’udienza che si è celebrata ieri in tribunale ci sono stati alcuni colpi di scena in seguito alla testimonianza, resa dal carcere di Vicenza, della sorella Debora, 50 anni, che in relazione a queste accuse aveva invece patteggiato un anno.

Il pm ha infatti chiesto l’invio della testimonianza alla Procura affinché valuti i reati di falsa testimonianza e calunnia nei confronti di Manuela Cacco.

«Le pistole me le ha portate la Cacco cinque o sei giorni prima degli arresti perché aveva paura che venissero scoperte nel corso di una perquisizione», ha detto ieri Debora Sorgato, «io non sapevo cosa contenesse la scatola che mi aveva consegnato, l’ho scoperto cercando di metterla sotto un armadio quando sono cadute le pistole. E per tutelare mio figlio minorenne ho chiesto a Giuseppe Verde di tenerle da lui. In realtà è stato proprio lui a dirmi di portargliele. Mio fratello Freddy non sapeva nulla di queste armi».

Le parole della Sorgato non trovano però riscontro nelle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Procura in questi giorni. E alla contestazione del pm Falcone sul perché la presunta telefonata tra Debora e Cacco sulle pistole non fosse presente nelle trascrizioni, la donna non ha saputo dare una risposta se non che quella telefonata era realmente stata fatta. Una versione che non ha per nulla convinto il pubblico ministero che ha quindi chiesto che le parole della Sorgato siano mandate in Procura per contestarle i reati di falsa testimonianza e calunnia nei confronti della Cacco.

la richiesta di condanna

E ieri c’è stato il tempo anche per la requisitoria del pm che ha chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi per Freddy. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 3 febbraio per eventuali dichiarazioni spontanee di Sorgato.

Le pistole Beretta e Astra con le munizioni erano sono state scoperte all’interno di uno scatolone custodito a Camin in via Vigonovese nell’alloggio dell’ex fidanzato di Debora Sorgato, il maresciallo dei carabinieri (in congedo) Giuseppe Verde: gli appartamenti di lui e di lei, compagni nella vita fino a quelle settimane ma non conviventi, si affacciano sullo stesso pianerottolo.

sequestri

Il pomeriggio dell’8 marzo 2016 era stato il sottufficiale a chiamare i colleghi che hanno sequestrato il materiale alquanto delicato. Insieme c’erano anche 124 mila euro suddivise in mazzette, sequestrate e assegnate a Ofelia Rampazzo, la madre di Isabella, sempre come quota parte del ristoro che le spetta (500 mila euro). In merito a questo denaro Debora ha detto che apparteneva a lei e al fratello e che era custodito nell’appartamento di Verde perché giudicato un luogo più sicuro.

l’omicidio di isabella

È la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 quando l’impiegata di Albignasego Isabella Noventa, 55 anni, sparisce nel nulla dopo aver trascorso la serata con l’ex fidanzato Freddy. Un mese più tardi, il 16 febbraio, Freddy, la sorella Debora e l’amica Manuela Cacco sono convocati in questura da dove usciranno in manette.

Dopo tre gradi di giudizio Freddy Sorgato, camionista-ballerino 51enne di Noventa Padovana, ex fidanzato della vittima, e la sorella Debora, 49 anni di Camin, vengono condannati a 30 anni per omicidio volontario e soppressione di cadavere. Manuela Cacco, 58 anni, complice e amica di un tempo, tabaccaia veneziana, ex amante di lui e amica di lei, eterna rivale di Isabella, imputata per gli stessi reati ma anche per stalking e simulazione di reato, viene condannata a 16 anni e 10 mesi. Per la giustizia sono tutti colpevoli.

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