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Nel necrologio l’Iban per aiutare la figlia rimasta sola: a Lisa un aiuto per acquistare libri

Sonia Campagnolo, 47 anni, morta a causa di un tumore, ha voluto l’Iban sul necrologio. A Lisa un inaspettato dono dell’Associazione Alessandro Bolis

CARMIGNANO. Un dolore sconfinato unito ad una straordinaria solidarietà. Ieri la comunità di Carmignano ha dato l’addio a Sonia Campagnolo, spentasi a 47 anni, vinta dal male. Una chiesa piena, girasoli e rose bianche e blu sulla bara.

Sonia ha lasciato la figlia Lisa, 22 anni, ed ha passato i mesi di lotta contro la malattia con un unico, assillante pensiero: il futuro della sua ragazza. E per questo ha chiesto di inserire sull’epigrafe un Iban per sostenere Lisa, IT96E0103062470000001807112, con la causale “In memoria di Sonia”.

«Non mi aspettavo tutto questo affetto», la riflessione della giovane, «sono una persona riservata, non ho mai voluto apparire. Ma tutto ciò mi ha reso felice».

Lisa ha ricevuto il sostegno dell’associazione Alessandro Bolis: «Abbiamo deciso», le parole della compagna del compianto sindaco di Carmignano, Marta Liliana Boresi, «di donare a Lisa, socia dell’associazione, un buono per acquistare i libri che le serviranno all’università. Sonia ed Alessandro avevano incrociato le loro strade nel corridoio di oncologia. Stesso male, ma li univa soprattutto la stessa forza, la stessa grinta e la stessa voglia di vivere».

Il reggente, Eric Pasqualon, era presente al funerale e racconta un episodio che evidenzia una commozione diffusa, generale, che ha varcato i confini regionali: «Ieri abbiamo ricevuto una telefonata da una persona di Macerata, chiedeva conferma di questa storia, appresa alla tv: darà un contributo per gli studi di Lisa».

Un ritratto della mamma 47enne vittima del cancro è stato fatto dall’ex parroco di Carmignano don Luigi Chemello:«“Grazie a Sonia per la sua caparbietà, la sua grinta. Grazie per aver affrontato gli imprevisti di ogni giorno sempre con il sorriso. Ha dato speranza in tanti cuori che ha incontrato».

Un’amica – con cui condivideva la passione dei viaggi, in Grecia, a Londra, a Medjugorie, in Puglia, e le lunghe passeggiate in montagna: – ha raccontato il coraggio della donna: «La vita non ti ho risparmiato nulla, Lisa ti è rimasta accanto sempre. La tua voglia di farcela era tanta. Ti avevamo nominata presidente del nostro gruppo “Amiche della montagna”, adoravi cimentarti in percorsi difficili. Sonietta, ti chiamavo così, avevi un cuore grande, eri sempre pronta a privarti di qualcosa per darla agli altri».

Una storia forte, una solidarietà potente tra madre e figlia: «Insieme», ricorda Lisa, «ne abbiamo passate tante, non abbiamo avuto una vita facile, nell’ultimo periodo aveva paura per me, temeva per il mio destino. Si chiedeva sempre come avrei potuto andare avanti senza di lei. La sua preoccupazione principale era che terminassi gli studi, voleva vedermi laureata e realizzata. Le dicevo sempre quanto fossi stata fortunata ad avere una mamma come lei, spero di renderla orgogliosa di me».

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