Brugnaro: «Sempre con Draghi La svolta è merito di Renzi»

Il sindaco di Venezia e fondatore di Coraggio Italia intervistato dalla trasmissione Tg2 Post 

La novità

«Siamo in una situazione da dopoguerra, dobbiamo risollevarci. Appoggeremo il governo Draghi fino alla fine. E di questo cambio a palazzo Chigi dobbiamo ringraziare Matteo Renzi e la sua abile mossa politica. Con questo spirito affronteremo la sfida che ci si presenta davanti». Venti minuti, tanto è durato il manifesto politico di Coraggio Italia, il neonato partito fondato dal sindaco di Venezia insieme al presidente della Liguria, Giovanni Toti. Dagli studi di Tg2 Post, ospitato ieri sera alle 21 dal direttore Gennaio Sangiorgio e da Manuela Moreno, Brugnaro ha tracciato la rotta della sua discesa in campo nell’agone politico nazionale.


E non sono sfuggite le parole di elogio nei confronti del leader di Italia Viva. Non era stata casuale, del resto, la presenza di Matteo Renzi all’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia, il 29 maggio. La convergenza tra i due va ben oltre il buon sangue che corre fin dai tempi in cui l’ex segretario Pd sedeva a palazzo Chigi. In comune, infatti, c’è l’ambizione di riempire lo spazio politico dei moderati di centro. E l’orizzonte delle prossime elezioni è lontano solo due anni. Ecco perché, dopo la nascita del gruppo parlamentare alla Camera, Brugnaro ora punterà a far conoscere il suo nuovo progetto da nord a sud. «Ci collochiamo sì nel centro destra, ma guardiamo al centro», le parole del primo cittadino di Venezia in diretta al Tg2Post, «siamo una forza moderata, vogliamo fare politica con coraggio e sorriso. La pandemia dev’essere un’occasione per costruire politica diversa. Che il 60% del Recovery finisca al Sud è interesse anche per il nord Italia». Nel bagaglio politico della nuova formazione, Brugnaro ha l’intenzione di portare l’esperienza maturata da imprenditore e da sei anni di amministrazione cittadina. «A Venezia, quando ho deciso di candidarmi, c’era un problema serio in città legato al bilancio», ha spiegato Brugnaro, «nel corso degli anni, mi sono accorto che i problemi locali sono quelli di tutta Italia. Ho provato a convincere Berlusconi. Serve coraggio per cambiare le cose, e in tempi brevi. La nostra non è un’operazione di palazzo. Voglio conoscere e ascoltare. I corpi intermedi sono stati abbandonati».

Ed è proprio la “meritocrazia” la parola d’ordine che Brugnaro vorrebbe esportare dalla sua esperienza cittadina al resto d’Italia: «A Venezia un tale Morosini si è guadagnato la sua stima sociale perché era capace. I soldi che ti sei guadagnato sono diversi da quelli donati», il suo affondo, nemmeno troppo velato, al reddito di cittadinanza targato M5S, «non dobbiamo far andare via i giovani dall’Italia».

Le prossime tappe di Coraggio Italia riguarderanno la creazione dello statuto, poi del gruppo parlamentare anche al Senato e infine il tesseramento. Brugnaro è infine tornato sulla ripartenza di Venezia (“Il Redentore si farà”), sul futuro di una città visitabile solo su prenotazione e sul destino dell’imprenditore veneziano Marco Zennaro, scarcerato nei giorni scorsi dopo mesi di detenzione in Sudan: «Dobbiamo portarlo a casa, Palazzo Chigi è al lavoro». —

EUGENIO PENDOLINI

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