Anche all’aperto due Rsa su tre impongono visite con le barriere

VENEZIA

Ammonta al 61% il totale delle case di riposo venete che, ad oggi, prevede visite con barriere fisiche anche all’aperto. Ma la percentuale schizza all’86% nella provincia di Treviso e al 77% nell’Usl 8 Berica (Vicenza). Il dato è esito del monitoraggio condotto dalla Regione sulle 335 residenze per anziani delle sette province. «Questo dimostra che le case di riposo non stanno rispettando un’ordinanza che ora è diventata anche legge», commentano le segretarie generali venete dei sindacati dei pensionati Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil).


«Se le lettere di richiamo annunciate dall’assessora Lanzarin non bastano, la Regione deve intervenire in modo più determinante. Basta nascondersi dietro l’autonomia di queste strutture».

Sono mesi che i tre sindacati lamentano infatti la mancata attuazione del promesso allentamento delle misure di sicurezza nelle case di riposo, con una riattivazione delle visite, a seguito della vaccinazione praticamente a tappeto tra anziani e operatori. «Il benessere psicologico di questi anziani fragili dipende anche da gesti d’affetto. Finché sarà negato a qualcuno, significa che quel qualcuno subisce una privazione inaccettabile» sostengono le tre sindacaliste, chiedendo che i dati raccolti siano l’occasione per promuovere un rapido cambiamento.

«L’assessora ci ha promesso un aggiornamento entro la prima decade di luglio: questo monitoraggio va ripetuto e ampliato, perché tanti sono gli aspetti da verificare».

I tre sindacati infatti, sostengono di ricevere segnalazioni da parte di familiari che lamentano che alcune case di riposo non consentono le visite nel fine settimana, altre che permettono le visite per una durata di tempo troppo breve, o che non consentono l’ingresso di volontari, cosa invece assicurata dall’assessora nell’incontro con i sindacati del 7 giugno. Oltre a questo, i sindacati denunciano l’assenza nei siti di quattro Usl su nove (la 4 Veneto Orientale, la 5 Polesana, la 7 Pedemontana e la 8 Berica) dell’indicazione che indica ai familiari non vaccinati degli ospiti delle Rsa la possibilità di essere sottoposti gratuitamente a tampone nei Covid point, presentando l’autocertificazione con indicato il giorno in cui hanno prenotato la visita nella casa di riposo.

I sindacati concludono con i numeri della strage del Covid nelle Rsa: 4.042 decessi, di cui oltre duemila durante la seconda ondata.

«Sin da marzo 2020 chiedevamo interventi per evitare la strage che poi c’è stata. Strage in parte dovuta all’impreparazione di molte case di riposo sul fronte sanitario», concludono le segretarie. «Siamo convinte che questi numeri sarebbero ridotti se la Regione avesse fatto la riforma delle Ipab, attesa da 20 anni. La riforma, che fa rientrare questi centri nel sistema sociosanitario regionale, deve diventare ora una priorità proprio per affrontare le tante criticità emerse e per evitare una recrudescenza in autunno». —



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