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Il Veneto verso la zona bianca, stop alle restrizioni: via libera a piscine e cerimonie

L'assessore regionale Manuela Lanzarin

Uno studio del Cnr sul Veneto definisce «probabile» il passaggio della nostra regione in zona bianca dal 7 giugno. Ecco che cosa cambia, dai banchetti, alle fiere, ai congressi

VENEZIA. Braccato casa per casa, il virus invia i primi segnali di resa e gli indicatori epidemiologici concordano nel proiettare il Veneto in area bianca a partire dal 7 giugno, con conseguente cessazione di restrizioni e divieti. Al riguardo, fa sapere l’assessore alla Sanità snocciolando il nuovo report, oggi l’indice Rt di trasmissibilità dell’infezione si attesta a 0,74 (a discreta distanza dall’1 che comporta l’arancione) mentre l’incidenza dei positivi al test scende a 44, 9 ogni centomila abitanti laddove la dead line è rappresentata da 50.

Ancor più rassicurante l’andamento dei ricoveri ospedalieri: a fronte di soglie di rischio fissate rispettivamente nel 30 e 40%, il tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica coincidono sui 9 punti percentuali. Progressi confermati da altri parametri “sensibili” - a cominciare dal rapporto contagi/tamponi crollato allo 0,9% - che inducono Manuela Lanzarin ad un malcelato ottimismo.  

RIAPERTURA NEGATA ALLE DISCOTECHE

«La situazione migliora rapidamente, il calo della curva prosegue in modo costante e per la prima volta dopo molti mesi, nelle rianimazioni il numero dei degenti Covid scende sotto le cento unità. Tuttavia, per approdare in zona bianca dobbiamo mantenere questi standard per tre settimane consecutive e ciò richiede il contributo responsabile dell’intera comunità».

En passant, il conseguimento dell’obiettivo è ritenuto «probabile» da uno studio del Cnr elaborato dal matematico Giovanni Sebastiani, che colloca il Veneto immediatamente a ridosso del terzetto (Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna) più vicino al traguardo; ma cosa comporterebbe nel concreto l’abbandono del giallo?

«Al riguardo, l’articolo 7 del dl pubblicato il 2 marzo prevede la cessazione delle limitazioni alle attività economiche e sociali, con una significativa eccezione, e il mantenimento delle precauzioni in vigore», commenta Franco Botteon, il direttore dell’Avvocatura regionale «Nel dettaglio, il 7 giugno ripartirebbero le piscine coperte, i matrimoni con banchetto, i parchi tematici, le fiere e i congressi. Nulla da fare, invece, per le discoteche. Il coprifuoco? Abolito, immutate invece le regole di sicurezza circa l’uso di mascherina e il distanziamento».

TURISMO: L’INCONTRO CON LE IMPRESE

Tra i comparti che mordono il freno c’è senz’altro il circuito dell’accoglienza, reduce da un’annata disastrosa: «Ho incontrato i rappresentanti delle imprese turistiche: dal Garda alle spiagge già si preparano agli arrivi da Germania e Austria in occasione della Pentecoste, le prenotazioni sono in crescita e avverto un certo ottimismo. Tra le associazioni di categoria c’è ampia disponibilità a vaccinare il personale, noi saremo al loro fianco», promette Lanzarin.

SCINTILLE TRA LE REGIONI E FIGLIUOLO

Tuttavia, la volontà di assicurare il richiamo antivirale a quanti trascorrano le vacanze nelle località venete - espressa al governatore Luca Zaia - ha suscitato lo scetticismo della politica e l’altolà del generalissimo Paolo Francesco Figliuolo... «Confermiamo il nostro orientamento favorevole, oltretutto la gran parte dei turisti arriverà già vaccinata, quindi l’eventuale fabbisogno non sarebbe gran cosa. L’abbiamo ribadito stamani in conferenza delle Regioni, dove è emersa la richiesta di un confronto tra i presidenti e il commissario straordinario. Occorre ridefinire i target di priorità nella campagna vaccinale, superando alcune evidenti anomalie. Non chiediamo corsie preferenziali ma uniformità».

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