Olimpiadi Tokyo, il Veneto saluta Viviani e Rossi suoi portabandiera

Lui veronese di Isola della Scala, lei padovana adottiva di Ponso dove si allena. Una certa sorpresa per l’esclusione di Paola Egonu che sarebbe stata una scelta coraggiosa

Elia Viviani e Jessica Rossi saranno i portabandiera azzurri alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Tokyo. Una scelta che scrive la storia. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per la prima volta dall’introduzione della figura del portabandiera - i Giochi di Stoccolma 1912, quando il ruolo venne attribuito al ginnasta Alberto Braglia - ha deliberato una doppia designazione in vista di Tokyo 2020, in ossequio alle raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale.

E si tratta di una prima in senso assoluto: saranno infatti gli olimpionici Jessica Rossi ed Elia Viviani gli alfieri dell’Italia Team nella cerimonia di apertura della XXXII edizione dei Giochi Olimpici Estivi, in rappresentanza di Tiro a Volo e Ciclismo, due discipline che non avevano mai avuto l’onore di vedere nominati propri atleti in occasione del solenne momento che sancisce l’inizio della manifestazione a cinque cerchi. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha ufficializzato la scelta questa mattina alla Giunta che si è riunita al Salone d’Onore del Coni al Foro Italico.

Ciclismo e Tiro a Volo sono due discipline che hanno inorgoglito il palmares azzurro: insieme hanno conquistato quasi 100 medaglie olimpiche, il 15% del totale dell’Italia e circa un quarto delle medaglie d’oro complessive del palmares azzurro. I due alfieri azzurri vantano un albo d’oro da numeri uno.

Jessica Rossi, campionessa olimpica di Tiro a Volo nel Trap, è nata a Cento (Ferrara) il 7 gennaio 1992 e tesserata per le Fiamme Oro. Ragazza prodigio capace di vincere il Mondiale (Maribor 2009) e di conquistare il titolo europeo (Osijek 2009) a soli 17 anni, ha trionfato ai Giochi di Londra 2012, centrando l’oro grazie a uno strepitoso record del mondo, 99/100, diventando la seconda atleta azzurra più giovane della storia a vincere un oro olimpico individuale, battuta per pochi mesi solo da Federica Pellegrini.

È stata anche la prima atleta azzurra a diventare campionessa olimpica nella sua specialità, il Trap. Successivamente all’oro di Londra ha vinto l’oro ai Mondiali del 2013 a Lima e ai Mondiali del 2017 a Maribor. Complessivamente vanta anche 5 ori ai Campionati Europei e un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2013 a Mersin.

E’ di casa a Ponso, nella Bassa Padovana. Tira con la squadra locale. Nel 2013 ha comprato una casa nuova a Bresega di  Ponso dopo aver vissuto in affitto a Santa Margherita d'Adige. Vive con il compagno, il tiratore Mauro De Filippis, tarantino, anche lui nel giro azzurro. Perchè proprio a Ponso e non a Crevalcore dove è nata? Per essere più vicina alla struttura di Tiro al volo “Giorgio Rosatti” dove si allena e dove dove la campionessa vinse la sua prima gara a soli 12 anni, imbracciando un fucile che l'avrebbe portata, di lì a poco, a inanellare una serie infinita di successi.
Di Ponso è già cittadina onoraria.

La storia di Ponso, nella Bassa Padovana

Ponso, risalente quanto meno all’epoca romana come rivela un monumento funerario venuto alla luce in seguito ad alcuni scavi, riesce nella non comune impresa di tenere botta nei secoli fino a vantare nell’800 ben quattro chiese, di cui quella di Santa Maria dei Prà - chiamata dalla gente dell’epoca “la chiesazza” per il miserando stato in cui l’hanno ridotta le ripetute inondazioni dell’Adige - alla quale comunque i fedeli continuano a rimanere attaccati.

La si può ammirare ancora oggi, debitamente restaurata: merita una visita, non fosse altro perché si tratta di una delle più antiche chiese campestri del Padovano.

Una parte consistente del territorio comunale viene donata nel 1075 da Azzo VI della casa degli Estensi, in quella fase molto influente sull’intera Bassa padovana, alla celebre e potente abbazia della Vangadizza di Badia Polesine: regalo da quattro soldi, perché si tratta in realtà di terre paludose, in larga parte occupate dal cosiddetto lago di Ponso e Vighizzolo, formatosi a seguito di una delle ennesime e devastanti alluvioni determinate dalla rotta dell’Adige.

Elia Viviani, veronese, oro nell’Omnium a Rio 2016, è un ciclista universale: eccelle sia su strada sia su pista. È nato a Isola della Scala, in provincia di Verona, e ha iniziato ad autografare la sua favola agonistica nel 1998, collezionando numerosi successi a livello giovanile. Nel 2005 ha conquistato due ori al Festival della Gioventù Europea di Lignano Sabbiadoro, decretando il suo patto sacro con la maglia azzurra. Nel 2010 è stato scelto dal Team Liquigas, la sua prima squadra professionistica.

Nella sua carriera ha conquistato 12 medaglie complessive agli Europei su pista, in tutte le specialità (con 8 ori, un argento e 3 bronzi) e 3 podi Mondiali (due argenti e un bronzo). Attualmente tesserato per la Cofidis, su strada ha messo in bacheca un oro europeo (nel 2019) e un argento (2017), oltre alle innumerevoli vittorie in Coppa del Mondo e nelle classiche: ha messo la firma anche su alcune tappe del Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta.

La sua gemma, per sempre incastonata nella storia dello sport azzurro, è il successo su pista nell’ultima edizione dei Giochi. Gli ultimi podi olimpici su pista risalivano a Sydney 2000, grazie ad Antonella Bellutti (oro nella corsa a punti), Marco Villa e Silvio Martinelli (bronzo nell’americana), con quest’ultimo che firmò anche l’ultimo trionfo al maschile ad Atlanta 1996. Saranno Jessica ed Elia a far sventolare il tricolore il 23 luglio all’Olympic Stadium di Tokyo, illuminando le ambizioni di una missione che vuole stupire.

La soddisfazione di Zaia

“C’è qualcosa di meravigliosamente incredibile in questa storia di sport. Elia Viviani, il nostro campione di ciclismo di Isola della Scala, diventa portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Tokio un giorno prima che il Giro d’Italia 2021 arrivi nella sua, nella nostra Verona, con Elia, gran velocista, tra i papabili di tappa. Complimenti a Viviani e alla tiratrice Jessica Rossi che faranno coppia nella sfilata più emozionante dello sport mondiale”.

Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta l’indicazione del ciclista veronese e di Jessica Rossi come portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Tokio 2021.

“Oltre che essere un bravissimo ragazzo – aggiunge Zaia – Viviani è il simbolo del ciclista a tutto tondo: campione olimpico in pista, campione europeo su strada, pluricampione europeo su pista, campione italiano, maglia ciclamino al Giro 2018, e di certo dimentico qualcosa. E’ bello e giusto che il portabandiera italiano alle Olimpiadi sia lui. Lo aspettiamo domani sul traguardo di Verona, con la maglia 81 della Cofidis, per spellarci le mani di applausi”.

“A Viviani – conclude Zaia – va anche l’abbraccio dell’immenso mondo del pedale Veneto, una terra che fa parte della storia del ciclismo. Oggi più di ieri”.

Paola Egonu, disco rosso

2019 FIVB

Tra i candidati eccellenti c’era anche Paola Egonu, padovana, protagonista dell’incredibile stagione dell’Imoco Volley Conegliano, capace da sola di cambiare le sorti di una partita, ma anche di un’intera stagione.

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