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Campello motors a processo con l’accusa di evasione fiscale

Per la Procura avrebbe dichiarato spese inesistenti per 17 milioni di euro . False fatture di due broker. La difesa: «È innocente, imprenditore corretto»

VENEZIA. L’accusa mossa dalla Procura ad Andrea Campello, patron del colosso della rivendita auto Campello Motors, è quella di aver beneficiato di una “frode carosello” alimentata da centinaia di false fatture, dichiarando di aver avuto nel 2011, 2012 e 2013 spese per oltre 17 milioni di euro. Inesistenti per l’accusa. In questo modo - secondo la prospettazione della pubblico ministero Laura Cameli - l’imprenditore mestrino, legale rappresentante pro tempore della società, avrebbe abbassato i propri redditi ed evaso parte delle imposte dovute all’Erario.

A processo anche la portoghese con residenza a Mestre Maria Sonia Norbega Santos e il cagliaritano Alessandro Barcellini, rispettivamente amministratore di fatto e legale rappresentante della Lucromonica Comercio de Automovels Lda, accusati di aver emesso centinaia di false fatture per operazioni inesistenti: una frode carosello della quale la società mestrina di Campello sarebbe stata la destinataria finale.

Tutte accuse respinte con determinazione dalla difesa.

«Siamo fiduciosi nella giustizia e certi che si comprenderà l’assoluta regolarità del signor Campello, che è innocente e in buona fede ha comprato auto a prezzo di mercato», dice l’avvocato Michele Tiengo, al termine dell’udienza di ieri, «nel settore commercio auto, come in quello informatico, ogni tanto questi problemi accadono. Quando nelle filiere commerciali qualcuno a monte non presenta le documentazioni fiscali, ci rimettono poi - a valle - le persone serie, pagando il prezzo di ritrovarsi in queste spiacevoli situazioni. Imprese corrette che stanno sul mercato, dando lavoro a molte persone».

Per la difesa è accaduto che Campello si sia affidato per la sua attività «a una decina di broker, come fanno tutte le aziende del settore, per reperire dai fornitori le auto richieste dal mercato: non è che si acquistano cercandole su Internet.

Se a monte, alcune ditte della filiera, il fornitore del fornitore, non hanno presentato regolare dichiarazione dei redditi, non può essere sua responsabilità. La Campello ha sempre fatto regolare denuncia dei redditi».

L’elenco delle fatture contestate dalla Procura è lunga sei pagine, intestate a varie aziende: Jetset, Jetset Srl, Ivrea Fuoristrada Srl. ferrara Auto, Race Motors, Ivrea Fuoristrada Srl Spada Srl, Ab Motors Srl.

Ieri, la prima udienza, davanti alla giudice Ardita, che dopo aver sentito la testimonianza di un ispettore funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Venezia (che si è anche costituita parte offesa nel giudizio) ha rinviato l’udienza al 5 novembre.

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