Contenuto riservato agli abbonati

A Treviso la casa dove i padri separati possono incontrare i loro figli

La testimonianza di Aldo: «Ero solo e disperato, ho ritrovato attimi di serenità». L’appartamento offre ospitalità temporanea ai padri separati o divorziati in un ambiente adatto ad ospitare anche i figli. «La mia bambina è felicissima della cameretta in cui ritrova le sue cose, i pigiami, i giocattoli»

TREVISO. Se Aldo una sera non avesse trovato navigando in internet la Casa dei Papà chissà come sarebbe finita. «Ero solo, ferito, disperato, non sapevo più come fare per vedere mia figlia e uscire dal tunnel di una separazione devastante».

Trevigiano, 40 anni, una bimba contesa tra i genitori, la causa in Tribunale lunga e difficile con perizie tecniche, colloqui, udienze che si protraggono nel tempo e la piccola sballottata e confusa. «La casa era assegnata alla mamma e io non sapevo dove incontrare la mia bimba che ha 4 anni ritagliando per noi dei momenti sereni».

Ecco che il cammino di Aldo incontra i volontari della casa aperta due anni fa a Treviso in Galleria d’Alviano da un gruppo di associazioni con capofila Volontarinsieme, il Centro di servizio per il volontariato. «Ci sono entrato lo scorso ottobre e mi ha cambiato la vita», racconta Aldo che finalmente è tornato a sorridere.

L’appartamento offre ospitalità temporanea ai padri separati o divorziati in un ambiente adatto ad ospitare anche i figli. «La mia bambina è felicissima della cameretta in cui ritrova le sue cose, i pigiami, i giocattoli». Il progetto prevede uno stretto rapporto tra gli ospiti grazie anche alla cucina in comune dove si condividono i pasti ma anche le esperienze, i dubbi, le paure sentendosi meno soli. Una sorta di mutuo aiuto che produce effetti sorprendenti: i papà stringono amicizie cementate nel tempo da forti esperienze in comune, i figli si sentono meno “diversi”. Tutto ciò supportato dai volontari che garantiscono continuità al progetto e fanno parte delle associazioni “Dire e fare, “Figli e genitori separati”, San Cassiano, San Vincenzo, Sant’Egidio.

Da una delle volontarie di quest’ultimo gruppo è giunta la segnalazione a Luciano, papà con tre figli, che da quasi un anno vive nella casa in cui ha ricominciato a guardare al futuro con speranza. «Lavoro nei supermercati e con gli assegni di mantenimento non avrei potuto permettermi l’affitto di una casa». La sua è una separazione consensuale ma i problemi economici restano gravosi. «Ho visto padri che usciti di casa si trovano senza un tetto sulla testa, dormono in macchina e incontrano i figli nei centri commerciali», racconta Paolo Calzavara dell'associazione “Figli e genitori separati”.

La Casa dei Papà offre uno spiraglio a chi non ha alternative abitative e consente di riprendersi da un periodo buio della propria vita, creando legami nuovi. La figlia di Aldo, ad esempio, è considerata una sorellina acquisita dai figli di Luciano e quando sono tutti insieme sembrano un'unica grande e bella famiglia. Il progetto prevede altri supporti: psicologico, di accompagnamento alla gestione delle finanze, di aiuto nel trovare lavoro e una nuova casa. 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi