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Ostellari: «Fedez sbaglia, giovedì farò la relazione. Gay, disabili e anziani vanno tutelati»

Il senatore leghista Andrea Ostellari

Il presidente padovano  della commissione Giustizia, ribatte alle accuse del rapper dopo il concertone del Primo maggio 

PADOVA. Senatore Andrea Ostellari, il rapper Fedez l’ha attaccata duramente al concerto del Primo maggio organizzato dai sindacati: se l’aspettava di essere definito l’«uomo del momento» per aver bloccato il ddl Zan contro l’omofobia?

«Non mi interessano le polemiche. Fedez è un cittadino libero e può esprimere le sue opinioni. Lo ha fatto con grande clamore mediatico. Io ho un altro compito: gestire la commissione Giustizia e approvare leggi per le tutela dei diritti di tutte le persone. Fedez però deve dire la verità».


Secondo lei non l’ha detta?

«No. Non può dire che Ostellari ha rallentato, sonnecchiato o agito contro la maggioranza che sostiene il ddl Zan perché è una inesattezza. Quel provvedimento approvato dalla Camera era stato assegnato alla mia commissione a novembre 2020 con il Conte 2. E fino alla nascita del Draghi 1 la sinistra non l’ha mai indicato come una priorità. Prima di inserirlo nel calendario ho dovuto risolvere problemi tecnici, poi ho convocato i capigruppo perché è nata una grave spaccatura nella maggioranza che sostiene il governo di solidarietà nazionale. Ora il provvedimento è stato messo in calendario e giovedì ne parlerò io, come relatore. Non c’è una preordinata volontà di bloccare il testo perché Ostellari è brutto e cattivo. Basta con l’eterna guerra dei buoni contro i cattivi».

Pd e M5S dicono che lei si è autoproclamato relatore per affossare la legge?

«È una colossale bufala. Il presidente è il relatore di tutti i provvedimenti e ricopro questa carica perché sono stato eletto nel 2018 con il governo Conte 1 e poi rieletto con il Conte2. Ho preso più voti di Piero Grasso, la maggioranza ha scelto me perché sono super partes. Non mi sono autoproclamato presidente e ora si parte con la discussione, le audizioni e gli eventuali emendamenti».

Quindi siete pronti a entrare nel merito?

«Certo, ma non esiste solo il ddl Zan. Ce ne sono altri quattro già depositati e domani arriverà anche quello della Lega come ha annunciato Salvini. Noi proponiamo un’aggravante del 30% della pena da infliggere a tutti coloro che commettono reati nei confronti delle persone deboli. Non solo gli omosessuali e i disabili ma anche gli anziani, gli obesi e altre categorie da proteggere. Certo, io dissento dai reati di opinione puniti dal ddl Zan. Su questo non sono d’accordo, ma bisogna trovare il consenso dei partiti in commissione. Non esiste che Fedez si svegli alla mattina e dica: quella di Zan è la legge che va bene per tutti. Altrimenti lui mi attacca ai concerti. Io non mi lascio tirare per la giacca da nessuno né intimidire».

Ma cosa ne pensa di quella frase del consigliere regionale ligure dalla Lega, Giovanni De Paoli, che aveva detto: se avessi un figlio omosessuale lo brucerei?

«Quella frase è una schifezza e ritengo che abbia assolutamente sbagliato a pronunciarla. Io sono con gli omosessuali e voglio condividere con loro questa battaglia. Sono a fianco dei trans, degli eterosessuali, degli obesi e dei disabili: chiunque abbia bisogno di essere tutelato va difeso. Abbiamo pensato a un’aggravante che aumenta la pena di tali reati di un terzo e non può essere bilanciata da alcuna attenuante. In parole povere chi picchia un gay è giusto che abbia una condanna più elevata e lo stesso vale nei confronti di anziani e disabili».

Il ddl Zan parte proprio da questi presupposti: cosa vi divide allora?

«Zan interviene sulla libertà di opinione, incide sul tema della famiglia e dell’educazione quando prevede una giornata contro l’omofobia in tutte le scuole da tenere ogni 17 maggio. Se la maggioranza condivide queste proposte io ne prendo atto, ma le mie riserve non rientrano: qui ci dividiamo».

Allora quando si parte?

«Mercoledì si va in aula al Senato e in base alle urgenze fisseremo il calendario. Credo che giovedì prossimo io potrei fare la relazione sul ddl Zan e le altre 5 proposte depositate, compresa quella della Lega».

Mano tesa a Fedez e a Zan?

«Non sono mai stato ostile. Se vuole parlare di mano tesa ci può stare. Non sono io a cercare lo scontro».

Cosa ne pensa delle polemiche che mettono a dura prova l’equilibrio della Rai?

«Non mi occupo di tivù». —




 

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