Ddl Zan, Fedez dal palco attacca la Lega e contesta la Rai

Fedez al concerto del Primo Maggio

Il cantante ha detto: “Il senatore Andrea Ostellari è l’uomo del momento», fa parte di uno schieramento politico, la Lega, che non solo negli anni si è distinto in chiave anti gay ma oggi lotta per bloccare il ddl Zan”

PADOVA. Il senatore Andrea Ostellari «è l’uomo del momento», fa parte di uno schieramento politico, la Lega, che non solo negli anni si è distinto in chiave anti gay ma oggi lotta per bloccare il ddl Zan. Lo ha detto Fedez nel suo monologo dal palco del Concertone del Primo maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riferendosi alle posizioni anti gay manifestate nel tempo e in più sedi da esponenti politici della Lega, e citando in particolare per l’appunto Ostellari, che presiede la commissione Giustizia e nell’incardinare il ddl Zan sull’omofobia ha tenuto per sè il ruolo di relatore, innescando così un’ondata di critiche. 

Fonti della presidenza della Rai sottolineano che la nota diffusa da Viale Mazzini su Fedez e il concerto del primo maggio non era stata sottoposta all'approvazione del presidente, come, sottolineano le fonti, è consuetudine

LA REPLICA DI SALVINI 

«Adoro la Libertà. Adoro la musica, l'arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti».

Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su Facebook, dopo l'intervento del noto cantante durante il concertone del primo Maggio. «Il diritto alla vita ed all'amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell'utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l'ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno”.

"Non scherziamo. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo».

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