Covid, in Veneto via alla cure con gli anticorpi monoclonali dai 50 anni in su

Evelina Tacconelli, docente di malattie inveffive all'Università e direttrice del reparto all'ospedale di Verona

Presentato "Mantico": la scelta è stata fatta da Aifa, verranno coinvolti 1.260 pazienti nella fase precoce della malattia da Covid. Non dovranno ancora aver bisogno dell'ossigeno. Ecco chi può accedere

VENEZIA. Il Veneto scelto a livello nazionale come capofila di uno studio sugli anticorpi monoclonali. L'ha annunciato il presidente Luca Zaia e la professoressa Evelina Tacconelli, docente di Malattie Infettive all'Università e direttore dell'Unità operativa dell'ospedale Verona.

E' stato avviato uno studio (il nome è "Mantico") che verrà fatto sugli over 50 con sintomatologia.

Lo studio è nazionale ma è condotto dall'ospedale di Verona con la rete infettivologica veneta che viene coinvolta. Tutti i dati confluiranno nella città scaligera. L'anticorpo monoclonale è efficace se utilizzato subito, nelle prime fasi della malattia», ha spiegato Evelina Tacconelli.

La scelta è stata fatta da Aifa, verranno coinvolti 1.260 pazienti nella fase precoce della malattia da Covid. Non dovranno ancora aver bisogno dell'ossigeno.

La professoressa Tacconelli ha specificato che attualmente su 420 dosi di anticorpi monoclonali effettuati in Veneto (all'incirca 2.000 in Italia) 115 ne ha fatte Verona, a metà fra maschi e femmine.

Sono tutte persone con più di 70 anni con una sintomatologia e fattori di rischio. I pazienti vengono presi in carica su indicazione del medico di medicina generale».

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