Teatri, alla Fenice ritorna in scena l’opera. Il Goldoni apre con dodici spettacoli

Il sovrintendente Ortombina: «Speriamo di esserci il 26 aprile con un concerto. Tutta l’estate a tempo pieno»

VENEZIA. Ritornerà l’odore del velluto, il parquet scricchiolerà di nuovo sotto i tacchi e i bisbigli, dietro le mascherine, animeranno i foyer. Dopo quattordici mesi disperatissimi, i teatri veneziani si preparano alla riapertura con il cuore il gola, le colonnine di gel all’ingresso e il protocollo anti covid sulle dita.
Dal 26 aprile, tutto quello che è stato negato ritornerà possibile, ma solo in parte. Capienza limitata, prenotazione obbligatoria, distanza tra gli spettatori - almeno un metro - obbligo di mascherina disciplineranno il ritorno nei teatri, che cautamente festeggiano.
 
Il cartellone
 
«Naturalmente siamo felicissimi e il Goldoni riaprirà il prima possibile, indicativamente ai primi di maggio - dice il presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto - stiamo lavorando sul programma, abbiamo già una dozzina di spettacoli pronti».
 
Il Goldoni, che virtualmente non ha mai chiuso totalizzando oltre 400 mila visualizzazioni con il cartellone online, resterà aperto tutta l’estate (tranne agosto), offrendo una programmazione che risarcirà il suo pubblico delle stagioni perdute.
 
«Faremo tutto quello dobbiamo fare in sicurezza - continua Beltotto - noi siamo nati pronti, lo eravamo già due mesi fa. Ma una volta che ci sarà la ripresa dell’attività, tuttavia, non si dovrà più chiudere».
 
Le brevi aperture a singhiozzo, i contratti saltati, le maestranze a casa, le compagnie in bilico, interi cartelloni cancellati hanno prostrato il settore dello spettacolo che ora aspetta fine mese per ritornare, se non a lavorare da subito come prima, almeno a immaginare di farlo.
 
L'estate
 
Con un’estate davanti ancora da delineare, il presidente del Teatro Stabile guarda già a ottobre e a quella che annuncia come «un’inaugurazione straordinaria, pirotecnica, con grandi nomi, grande testo, grande scenografia». «Quest’anno investiremo tutte le nostre energie per recuperare il pubblico di Venezia - continua Beltotto - la città ritornerà centrale anche in vista dei quattrocento anni del teatro, nel 2022».
 
Prepara il proprio ritorno graduale alla normalità anche la Fenice, che dopo essere entrata nelle case dei veneziani e dei melomani di tutto il mondo con i concerti in streaming, ora è in attesa del riscatto di fine aprile.
«La notizia della riapertura ci conforta molto e speriamo di esserci il 26 con un concerto - spiega il sovrintendente Fortunato Ortombina - ma prima dobbiamo sapere quali saranno le linee guida del decreto. Di certo la capienza della sala sarà ridotta, e poi ci sono i protocolli di sicurezza per i lavoratori, oltre che per gli spettatori».
 
La Fenice, da quando si potrà, non perderà un giorno. Giugno, luglio e agosto saranno a tempo pieno, con la speranza, da inizio estate, di poter riportare l’opera, e non solo in concerti, tanto in campo San Fantin quanto al Malibran.
 
«Tra qualche giorno definiremo la programmazione dell’estate - continua il sovrintendente Ortombina - In questi mesi di chiusura abbiamo fatto praticamente solo concerti, esplorando anche nuovi repertori. Ma dalla seconda metà di giugno vorremmo andare di nuovo in scena con l’opera».—
 
RIPRODUZIONE RISERVATA

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi