Contenuto riservato agli abbonati

Il sindaco di Treviso Conte difende Salvini. La base leghista lo critica 

Matteo Salvini e Antonio Conte

Valanga di reazioni negative a un post del primo cittadino della provincia più leghista del Veneto per essersi schierato a fianco del segretario "lumbard" nel rinvio a giudizio per il sequestro di 147 naufraghi

TREVISO. Dicono che il sindaco all’inizio non ci credesse. Poi ha dovuto prendere atto di una cosa alla quale, se gliel’avessero raccontata, non avrebbe creduto.
 
La vicinanza con Matteo Salvini fa male, in termini di popolarità e gradimento (e cioè di voti) per un leghista veneto.
 
Lo ha scoperto dopo aver pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui difendeva l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo il rinvio a giudizio deciso dalla magistratura per il sequestro di persona di 147 naufraghi raccolti in mare dalla nave di salvataggio Open Arms.
 

‼️ A processo per aver applicato una linea politica con rigore. Esprimo la massima solidarietà a Matteo Salvini che, da...

Pubblicato da Mario Conte su Domenica 18 aprile 2021
 
Dopo aver concluso il suo post con un “No a processi politici”, forse il sindaco l’ha pubblicato a cuor leggere, credendo, come in passato di trovarsi in “territorio amico”.
 
Invece è stata una valanga di rimbrotti da parte di suoi sostenitori.
 
Molti, che nei commenti si dichiarano apertamente dalla stessa parte del sindaco di Treviso gli contestano questa presa di posizione.
 
Si va dal: “Lei è un buon sindaco, non si sporchi con Zaia”, a chi gli fa notare senza mezzi termini di aver fatto “un brutto scivolone, anche per chi la difende come sindaco a spada tratta”.
 
Molti eleogiano apertamente Conte per il suo operato, ma lo avvertono: "Così perde punti". Altri trevigiani lo pregano di lasciare separata Treviso da una "squallida vicenda di bassa propaganda fatta sulla pelle di povera gente".
 
Pochissimi i “salviniani”, la stragrande maggioranza delle reazioni sono negative e invitano il sindaco a prendere le distanze dal segretario “lumbard”. C’è anche chi dopo aver elogiato Conte per essersi sempre dato da fare, gli chiede di stare lontano da un “soggetto” (cioè Salvini) “che in vita sua ha sempre lavorato molto poco”.
 
Ma è sull'indipendenza dell'amministrazione locale dai giochi politici nazionali che molti battono. "Continua ad amministrare bene Treviso e stattene lontano da personagi indifendibili". Oppure il leghista che scrive: "Spero solo che questa posizione sia divuta a ordini dall'alto. Lei ha la mia stima e sono certo che non si sarebbe comportato così".
 
Insomma, nella provincia più leghista del Veneto stare dalla parte di Salvini viene considerato uno scivolone politico. Anzi, peggio: un autogol.
 
Ma con Conte, dalla parte di Salvini, si schiera anche l'ex sindaco di Verona ed ex segretario veneto della Lega Flavio Tosi.
 
«In un Paese democratico non può essere la Magistratura a stabilire la politica migratoria. In un Paese democratico sono Parlamento e Governo (o il popolo attraverso elezioni e referendum) a dover esprimere tutte le scelte politiche», dichiara commentando il rinvio a giudizio di Matteo Salvini per la vicenda Open Arms, «Altrimenti  in quella nazione c'è un equilibrio non sano tra i poteri dello Stato».
 
E conclude: «Per questo è inaccettabile e ingiusto mandare sotto processo Matteo Salvini per delle scelte squisitamente politiche prese in veste di Ministro dell'Interno. Siamo di fronte a un gigantesco vulnus istituzionale. Le idee si possono contestare, è il sale della dialettica politica, ma non processare».
 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi