Zaia: ora il confronto sulle regole, a giugno l’incubo Covid sarà svanito

Luca Zaia e il ministro Giancarlo Giorgetti

Il presidente della giunta regionale: «Mi sono battuto per la riapertura  chiedo a tutti il rispetto ossessivo delle misure di sicurezza»

VENEZIA. Si è ritagliato il ruolo del poliziotto buono, contraltare pragmatico di Matteo Salvini, e ha dato voce all’ansia di ripartenza del circuito di imprese e lavoro sull’orlo di una crisi di nervi.

Ha giocato - silenziosamente - di sponda con il manovriero Giancarlo Giorgetti, evitando accuratamente la polemica istituzionale, fino a prendere le distanze dagli attacchi a Roberto Speranza, il ministro “rosso” della Salute bersaglio prediletto del condottiero leghista e della destra.

Infine, scommettendo sulla volontà di svolta di Mario Draghi, ha avocato al Veneto la formulazione delle linee guida del riavvio delle attività, diventate la proposta unitaria della Conferenza delle regioni al premier.


Comprensibile, all’indomani della riapertura annunciata dal Governo a partire dal 26 aprile, la soddisfazione di Luca Zaia, consapevole peraltro che la partita non è conclusa. Perché la settimana che si apre sarà scandita dal negoziato al tavolo tecnico romano sulle modalità e i limiti del ritorno alla sospirata zona gialla.

Bar e ristoranti, piscine e palestre, terme e fiere, sport e musei, e poi cinema e teatri, con gli spostamenti tra regioni di diverso colore regolate da un pass. Inevitabile, allorché si entra nel concreto, il riaffiorare del braccio di ferro tra rigoristi e aperturisti. Il rischio di un’impennata dei contagi e decessi- avvertono da più parti i virologi - è in agguato: quale sarà la stella polare?

«Anche attraversare le strisce pedonali comporta un pericolo, blindarsi in casa è più sicuro ma alla lunga diventa insostenibile. Il ripristino della normalità non può attendere la scomparsa completa e definitiva del Covid: dobbiamo coesistere con il contagio, limitando al minimo i danni grazie alla campagna vaccinale e al rispetto ossessivo delle regole di sicurezza».

«Timori? Ci saranno finché perdura la pandemia. La dico tutta: io mi sono battuto con forza per uscire dall’empasse, avvertendo la sofferenza umana di intere categorie in ginocchio. Mi conforta però il pensiero che la valutazione delle nostre proposte, da parte dell’esecutivo, avvenga nel rispetto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Aldilà della babele televisiva di specialisti, si tratta dell’unico organismo di esperti competente e titolato a tracciare un percorso».

Come immagina il mese di maggio? «Sarà una fase di transizione, molte attività, dai bar ai ristoranti, saranno frenate dalla mancanza di spazi all’aperto che consentano l’attività serale. So che molti sindaci hanno accolto il mio appello e stanno agevolando le imprese di ristorazione aumentando loro il plateatico disponibile, anche gratuitamente. È un aiuto concreto ma temo non basterà, in ogni caso va corretto il parametro dei due metri di distanza tra i tavoli: l’ho detto e lo ripeto, è un requisito insostenibile per i più, così i ristoranti chiudono anziché riaprire».

Scene di un futuro passato. il presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, saluta «la decisione coraggiosa», augurandosi «non si debba tornare indietro con l’effetto fisarmonica dei mesi scorsi che ha messo ancora più in difficoltà le imprese». «Maggio sarà un mese di transizione», replica il governatore «per la gran parte dei cittadini più che l’ingresso nei locali la vera novità sarà rappresentata dall’uscita dai confini comunali, con possibilità di circolare liberamente, anche in altre regioni. La vita della comunità tornerà a pieno regime in giugno quando l’incubo svanirà». —


 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi