Over 90 e operatori socio sanitari. Il Veneto in ritardo sull’immunità

Il raffronto fra regioni: Toscana e Lombardia più avanti sulle due categorie, l’Emilia apre agli over 60

VENEZIA. Regione che vai campagna vaccinale che trovi. E in futuro sarà sempre di più così. Perché fatti salvi i principi di priorità inderogabili (over 80, fragili, persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni) da fine maggio arriverà il via libera agli over 30. E a decidere la gerarchia delle chiamate toccherà alle Regioni.

LE CIFRE


Tuttavia già nei numeri del percorso (a ostacoli) compiuto fin qui sono rintracciabili le diverse scelte locali sulle quali ha ovviamente inciso anche la percentuale di adesioni nelle classi coinvolte. Ad esempio, il Veneto al top per utilizzo delle dosi consegnate (89,8%, primo in Italia) è in ritardo rispetto alle “regioni campione” in particolare per quanto riguarda over 90, ospiti delle case di riposo e operatori socio sanitari. I numeri – giusto per sgomberare il campo da equivoci – sono quelli del Commissario straordinario per l’emergenza Covid: gli unici in grado di consentire un confronto omogeneo.

A COLPI DI DOSE

In testa per copertura degli over 90 è la Toscana che ha somministrato una dose al 96,3% di questa coorte anagrafica e conta già il 70,7% con ciclo vaccinale completato (due dosi). Anche Emilia Romagna (89,9% con una dose, 73,1% con due dosi), Lombardia (83, 9%, 62,1%) e Piemonte (83,4%, 62,6%) sono più avanti del Veneto che conta l’81,6% degli ultra 90enni con una dose somministrata e solo il 35,6% immunizzato. Meglio fa il Veneto nelle fasce 80-89 anni (89,1% con una dose ricevuta e 50,1% immunizzato) e 70-79 (45,6%, 3,5%) anche se qui la chiusura del cerchio è assai distante.

CATEGORIE

Altro aspetto con cui dover fare i conti in vista del rompete le righe è quello delle categorie. E rispetto ai raggruppamenti disponibili per regione, emerge che tra gli operatori socio sanitari il Veneto è tra le ultime sei regioni per copertura con prima dose (85,5%, 77% gli immunizzati). Lombardia e Toscana sono al 100% con una dose, peggio del Veneto fa l’Emilia Romagna. Tra gli ospiti delle case di riposo, invece, il Veneto è all’82,8% con una dose (66,2% immunizzati) mentre la Lombardia, ad esempio, è al 100% con una somministrazione (doppia dose per l’87,6%). Anche sul personale scolastico, vista la riapertura totale delle aule, si può fare un confronto: la Lombardia ha corso con la prima dose (88,1%), un po’ meno con la seconda (1,5%); in Veneto ha completato il ciclo il 4,2% del personale scolastico ma la somministrazione della prima dose si è ferma al 73 per cento.

SCELTE FUTURE

Dietro ai numeri adesioni diverse ma anche scelte. Dai metodi per la prenotazione (il Veneto, ad esempio, non ha aderito alla piattaforma di Poste Italiane), all’istituzione delle liste dei riservisti (la Toscana ha previsto l’iscrizione come “riservisti” per i centri vaccinali raggiungibili entro 30 minuti dalla chiamata) e più in generale all’organizzazione. La Lombardia, ad esempio, ha individuato otto vax manager (nome, cognome e numero di telefono) chiamati a fare in modo che prenotazioni e vaccinazioni per estremamente vulnerabili o disabili gravi procedano senza intoppi. C’è poi chi ha già buttato il cuore oltre l’ostacolo. L’Emilia Romagna, infatti, ha annunciato il via della campagna per gli over 60: dal 26 aprile prenotazioni aperte per i 65-69enni, dal 10 maggio per i 60-64enni. Forniture permettendo, ovviamente. Ma tanto basta. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha fiutato l’aria e sta mettendo a punto un piano completo per anno di età. —

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