Il “ponte dell’infinito” Maeg costruisce a Dubai un gioiello da 90 milioni

Lavoro durato cinque anni sarà concluso entro un mese È l’ennesima grande opera del gruppo trevigiano negli Emirati Arabi 

Treviso

Un’opera grandiosa, in cui architettura e ingegneria si fondono. È la trevigiana Maeg di Vazzola a firmare il “ponte dell’infinito” di Shindagha a Dubai, così chiamato per la forma a otto rovesciato che simboleggia l’eterno. Eterno no, ma lungo sì è stato il lavoro, e complesso: la fase di progettazione è iniziata nel 2016, quella di realizzazione vera e propria nel 2018. Ora manca un solo mese al taglio del nastro: l’opera è praticamente conclusa.


Un arco in acciaio avvolge il viadotto in calcestruzzo di 12 corsie, costituito da 46 segmenti che raggiungono l’altezza di 67 metri e la lunghezza della campata di 135 metri. L’opera arriva a pesare 2. 500 tonnellate. Maeg, nata nel 1978, general contractor specializzato in costruzioni in acciaio, è stata chiamata a realizzare questo avveniristico ponte dagli emiri di Dubai – opera da 107 milioni di dollari (circa 90 milioni di euro) – dopo aver firmato altre opere grandiose: ponti in mezzo mondo, cupole (Place Vendôme in Qatar), stadi (ancora in Qatar, ma anche quello nuovo dell’Atalanta ed è in corsa per il nuovo San Siro), aeroporti, grattacieli. «La forma, le dimensioni e la leggerezza delle 2.500 tonnellate di acciaio testimoniano la capacità delle persone di fare squadra», spiega, descrivendo il nuovo ponte, Alfeo Ortolan, fondatore e titolare della società con la famiglia, «I lavori sono stati portati avanti in tempi difficili con modalità nuove imposte dalla pandemia. Rispettare con rigore le regole ha aggiunto impegno a impegno. Era necessario fare squadra e la squadra c’era già e la giovane età, in media di circa 40 anni, ci ha dato una mano».

Il gruppo trevigiano ha fornito la progettazione e la posa in opera delle strutture metalliche realizzate nei propri stabilimenti veneto-friulani da dove sono usciti lavori verso ogni parte del mondo. Il montaggio è stato compiuto in due tempi: nella prima fase si è lavorato per ancorare le basi con la gettata di calcestruzzo, nella seconda, quella finale di questi ultimi tre mesi, sono state completate tutte le parti visibili che rendono il nuovo ponte un gioiello di tecnologia ed arte quasi sospeso tra cielo e acqua. Il progetto fa parte dello Shindagha Corridor, un’estensione di 13 chilometri per migliorare il flusso del traffico in uno dei più antichi quartieri della città, accogliendo anche traffico marittimo all’interno del Dubai Creek.

Maeg Spa ha un portafoglio ordini per un anno e mezzo di lavori, l’82% previsti all’estero. Il fatturato 2020 ha superato gli 80 milioni di euro. —



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