Pedemontana veneta apre al traffico il tratto di 35 km tra Bassano e Montebelluna

Oggi viene completato lo scavo della galleria di Vallugana a Malo Adesso le ruspe sono alle prese con il traforo di Castelgomberto 

VENEZIA

Non è come il traforo del Monte Bianco, iniziato nel 1957 e concluso nel 1965, ma ieri Luca Zaia ha annunciato con orgoglio il traguardo per l’opera omnia dei suoi 11 anni di governo: la galleria di servizio della Pedemontana a Malo è completata.


Niente fuochi d’artificio, il brindisi si farà tra qualche settimana, quando verrà aperto al traffico il tratto Bassano-Montebelluna, 35 chilometri d’asfalto in trincea, che tagliano un paesaggio immortalato nelle tele dei grandi maestri del Rinascimento, trasformato nel dopoguerra in un formicaio di fabbriche e case seminate nella campagna. Il miracolo del Nordest corre lungo i distretti della pedemontana, con Bassano baricentro di un’area che si snoda tra Cittadella, Thiene, Schio, Montebelluna e Castelfranco, il cuore industriale del Veneto e del consenso leghista.



Dopo l’inaugurazione di due anni fa con Salvini e mezzo governo, Zaia non anticipa tagli del nastro solenni con brindisi al Prosecco: il Covid non lo consente. Ma ai grillini che in Regione con Jacopo Berti e a Roma con i ministri Costa e Toninelli gli hanno messo i bastoni tra le ruote, manda un messaggio chiaro: chi sperava che la Pedemontana diventasse una ferita aperta sul territorio come la Salerno-Reggio Calabria ha preso un abbaglio. L’autostrada sta per essere completata.

Ci vorrà ancora qualche anno perché la vera galleria, quella di 6 chilometri tra Malo-Priabona-Cereda-Castelgomberto, è un osso duro e presenta sempre brutte sorprese. Sta per cadere l’ultimo frammento di roccia.

Ma ora inizia la parte più delicata: lo scavo del terreno. Si procede a ritmo lentissimo: 70-80 centimetri, forse un metro al giorno. Ce ne sono da percorrere 792 sul lato Nord e 1.190 in quello Sud. Zaia parla di un anno, ma forse si potrà percorrere il tunnel solo nel 2023, con la speranza che nel frattempo Rfi e A4 Holding completino il raccordo con il nuovo casello a Montecchio per collegare la A4 con la Pedemontana.



«Sono contento che siano conclusi i lavori nella galleria di Vallugana, gli operai e i tecnici hanno fatto i salti mortali per non bloccare i cantieri durante la pandemia, con tutti i vincoli e le restrizioni imposte dalle norme sanitarie» ha spiegato il presidente.

«Per i cittadini di Malo è la fine dei disagi per i rumori e le vibrazioni causate dagli scavi con l’esplosivo e i martelloni. Purtroppo sulla galleria la magistratura ha aperto un’inchiesta in seguito alla morte di un operaio e il cantiere è stato bloccato un paio d’anni. Ma sono convinto che la più grande opera pubblica che l’Italia sta eseguendo verrà conclusa nel pieno rispetto dei vincoli contrattuali.

Decisiva sarà l’apertura al traffico del tratto Bassano-Montebelluna ai primi di maggio, poi si procederà in direzione Treviso. Questi 35 km si sommano agli altri 30 da Malo a Breganze, con l’innesto sulla A31 Valdastico», ha detto il presidente Zaia.



A memoria, come se recitasse il rosario, poi ha snocciolato le cifre: 94 km da Montecchio a Spresiano, 2 miliardi 258 milioni la spesa, 14 caselli uno ogni 5,9 km e altri 68 km di viabilità di collegamento. 300 i milioni versati ai contadini per gli espropri. A osservarla delle colline vicentine, la Pedemontana è una “muraglia” scavata tra le risorgive con rondò e tangenziali stile Dallas. A Montecchio ci sono 8 corsie, 4 per l’autostrada e altre 4 per le tangenziali con due caselli chiesti dai sindaci, che speravano di non far pagare il pedaggio ai residenti. Non sarà così. In dirittura d’arrivo anche i cantieri da Montecchio a Trissino-Brogliano-Castelgomberto, dove inizia l’imbocco della galleria di Malo, vero ostacolo che non si arrende alle ruspe. —



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