Jonix verso la Borsa «Meglio la quotazione dell’apertura ai fondi»

Mantovan, presidente dell’azienda di sanificazione dell’aria «Capitali per la crescita senza vendere alle multinazionali»

Padova

La quotazione come strumento di sviluppo che non implica né la cessione di parte del controllo della propria società né tantomeno la diluizione del patrimonio industriale del territorio in grandi multinazionali. Sono queste alcune delle motivazioni che hanno spinto il presidente di Jonix Mauro Mantovan, anche amministratore delegato della padovana Hiref, a scegliere la via della quotazione per il gioiello della sua scuderia. Jonix è infatti una Pmi innovativa che progetta, produce e distribuisce soluzioni 100% Made in Italy per la sanificazione dell’aria indoor basati sulla tecnologia NTP (Non-Thermal Plasma o Plasma Freddo) che è stata protagonista di una crescita esponenziale nell'anno della pandemia. Una crescita che l'ha portata dai 635mila euro di ricavi nel 2019 ai 5,99 milioni nel 2020. Durante l'anno scorso Jonix ha registrato un Ebitda adjusted pari a circa 1,7 milioni di euro (il 30,6% del fatturato) e un utile netto da circa 1 milione di euro, con un'incidenza del 17,9% sui ricavi. Un risultato ottenuto a fronte di una posizione finanziaria netta negativa per circa 21 mila di euro.


Proprio nei giorni scorsi l'assemblea dei soci di Jonix ha approvo quindi un progetto di quotazione al Aim di Borsa Italiana, in aumento di capitale, che ha per obiettivo la raccolta di un massimo di 8 milioni di euro. «Il nostro scopo è quello di reperire sul mercato risorse per permettere l'accelerazione del nostro piano industriale» spiega Mauro Mantovan, presidente di Jonix «favorendo operazioni di M&A e crescita per linee esterne, proseguendo nello sviluppo di nuovi prodotti ma anche rafforzando la nostra brand awareness e la riconoscibilità del nostro marchio sul mercato, sviluppando una rete commerciale che guarda all'area Emea ma pure all'America Latina e al Sudafrica, e infine adeguando un'infrastruttura produttiva che comunque già ora è insediata in un nuovo stabilimento a San Pietro Viminario nel Padovano. Un progetto che prevede l'assunzione di nuovo personale durante l'anno».

Un'operazione, quella della quotazione, che è frutto di una precisa idea di sviluppo. «Abbiamo preferito la Borsa al private equity perché questa scelta ci permette di tenere ben salde le redini della società» ha detto Mantovan. «Ad ogni modo quello della quotazione è strumento che ritengo estremamente interessante per raccogliere capitali per la crescita senza necessariamente disperdere il patrimonio industriale all'interno di gruppi multinazionali che, credo, tendono a diluire l'identità territoriale delle nostre imprese».—



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