Zaia, porte aperte al turismo, “no” alle isole Covid free e una frecciata a Crisanti

La spiaggia di Jesolo

Lo scienziato è consulente della Sardegna: «Purtroppo è diventata zona rossa...». Scuole-sentinella, 666 test in due superiori a Venezia e Verona, un unico positivo

VENEZIA. «Il circuito veneto dell’accoglienza conferma la stagione estiva, apriamo di sicuro, poi vedremo come declinare l’offerta. Di sicuro la vacanza non può diventare una penitenza scandita da quarantene, tamponi e interrogatori continui: da noi, chi è vaccinato o ha il certificato di negatività al Covid non avrà problemi. Bisognerà ripartire con gradualità, affrontare questa nuova frontiere e convivere con il virus rispettando le regole. Personalmente sono fiducioso, gli operatori mi dicono che si avverte già un incremento di prenotazioni».

Incontrando la stampa estera, Luca Zaia prova a lanciare un messaggio rassicurante a fronte della débâcle (-54% di presenze turistiche, - 68% di visitatori stranieri) rimediata l’anno scorso. I giornalisti evocano città d’arte e spiagge, camping e grandi navi, Dolomiti e lago di Garda; il governatore replica promettendo porte spalancate e ringrazia pubblicamente il virologo Anthony Fauci, zar anti-Covid degli Stati Uniti: «Ha dichiarato che non vede l’ora di tornare in Italia, lo aspettiamo».

Accesso in sicurezza allora, ma guai a parlare delle “isole Covid free” ventilate dai sindaci dell’arcipelago siciliano, ovvero di località attrattive privilegiate nella campagna vaccinale rispetto ai territori circostanti? «La nostra isola si chiama Veneto», taglia corto «tutti i cittadini hanno eguale diritto ad essere immunizzati. Punto. Se qualcuno vuole agire diversamente, lo faccia con i vaccini propri, senza sottrarne ad altri. Semmai, le uniche precedenze che riconosciamo sono quelle contemplate dal piano nazionale: anziani, soggetti vulnerabili e persone disabili».

Ma quando avrà inizio la sospirata ripartenza? «L’allentamento delle restrizioni potrà avvenire tra fine aprile e inizio maggio, allorché si comincerà a rendere meno severi divieti», è la previsione «Sarà una manovra lenta e graduale perché in fase di pandemia l’interruttore on/off non esiste».

Al riguardo, ricorda l’assessore alla Salute Manuela Lanzarin, la Conferenza dei governatori ha affidato al Veneto il coordinamento dei tavoli tecnici riguardanti le linee guida in materia di rischio epidemiologico e ripartenza: «Nell’ambito sanitario si lavora a semplificare e revisionare gli originari 21 parametri che determinano i colori alla luce della mutata situazione rispetto a un anno fa. Le riaperture, invece, comprenderanno nell’ordine bar, ristoranti, sport, palestre, piscine, teatri e cinema. Giovedì i nostri tecnici presenteranno le proposte alle Regioni, poi saranno discusse con i rappresentanti del Governo» .

Nel frattempo, il report di giornata conferma il costante calo dei contagi e dell’incidenza percentuale dell’infezione pur se il flusso di ricoveri resta importante: «Sono numeri da zona gialla», commenta Zaia «tuttavia dobbiamo ammettere che il virus circola ancora e ci ha abituato a cambi repentini, pensiamo alla Sardegna che purtroppo è balzata dal bianco al rosso». Un’allusione maliziosa, seppure indiretta, perché il consulente scientifico dall’isola è il microbiologo Andrea Crisanti, onnipresente guru televisivo e tenace oppositore della Regione leghista.

Che altro? In coincidenza con il ripristino delle lezioni in presenza, decolla il progetto delle scuole-sentinella, destinato a verificare la diffusione dell’epidemia. Due le medie superiori, tra Venezia e Verona, esaminate dalle dalle équipe universitarie di Vincenzo Baldo ed Evelina Tacconelli: al “Corner” i test su 416 ragazzi hanno intercettato un positivo; nell’istituto scaligero, a fronte di 250 controlli, zero assoluto. —


 

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