Dovuto al blocco della sanità un terzo delle vittime in più del Veneto

Appello di oncologi, cardiologi ed ematologi: «Serve un “piano Marshall” della sanità per recuperare tagli di personale medico, infermieristico, posti letto e prestazioni» 

VENEZIA. Il 2020 è stato un anno tremendo per la sanità italiana e veneta, completamente travolta dalla valanga coronavirus. Gli ospedali sono stati quasi totalmente trasformati, per rispondere all’impatto del virus, ma non è bastato. Lo dimostrano i decessi da record registrati da gennaio e dicembre: il 21% in più rispetto a quelli contati nel 2019. Uccisi dal Covid, ma non solo, perché, delle 108.178 vittime “inattese”, il 31% sarebbe stato ucciso da altre patologie.

Lo sostengono i medici della Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), chiedendo al Governo un vero e proprio «piano Marshall della sanità italiana». Una richiesta che si basa su dati facilmente immaginabili, dato che la sanità, nell’ultimo anno, è stata quasi esclusivamente votata al contrasto allo sconosciuto nemico.

Solo in Veneto, nel 2020, le visite oncologiche si sono ridotte di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, ma sono diminuiti anche gli interventi per i tumori e poi i ricoveri per infarto (-16%) e ictus (-23%). Sono crollate le diagnosi di qualsiasi tipo – le visite di controllo sono diminuite di oltre il 30% – e il rischio concreto è che questo non sia altro che l’innesco di una reazione a catena che avrà effetti anche a lungo termine.

Dicono i medici di Foce: «Nei prossimi anni assisteremo a un consistente aumento di mortalità legata alla mancata assistenza di pazienti affetti da malattie oncoematologiche, per le quali già si stanno verificando notevoli ritardi diagnostici» spiegano i medici, affiancando anche una seconda spiegazione: «I tagli indiscriminati di personale medico e infermieristico, posti letto e prestazioni».

Secondo la confederazione, in Italia sono 11 milioni gli “altri” malati (non di Covid), affetti da patologie oncologiche, ematologiche e cardiologiche, che hanno subito lo stravolgimento della sanità dovuto alla cura del virus. A questi, si aggiungano i 5-6 milioni che, ogni anno, si sottopongono agli screening oncologici: il 20% in meno, nel 2020. Serve un piano di riorganizzazione della sanità.

I medici puntano tutto su prevenzione primaria (sport e alimentazione), secondaria (screening, visite cardiologiche e controlli: almeno il 40% dei pazienti non segue adeguatamente le terapie prescritte e ha saltato o rinviato le visite con gli specialisti) e sensibilizzazione di pazienti e loro assistenti.

La richiesta dei medici di Foce è appoggiata dall’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti: «Il governo, ma soprattutto le Regioni che gestiscono la sanità, raccolgano l’appello di Foce per ripristinare la piena operatività anche ambulatoriale delle strutture di oncologia, cardiologia ed ematologia» le parole dell’eurodeputata.

«Tra le azioni prioritarie» ha aggiunto «chiediamo il completamento delle vaccinazioni ai pazienti a rischio e la garanzia che la rete di prevenzione cardiologica venga mantenuta nella piena operatività e la chirurgia oncologica abbia la priorità assoluta».




 

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