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Sole, mare e vacanze. Ecco quando e come riparte la costa veneta

Pronti a riaprire il 15 maggio per il weekend dell'Ascensione che in Germania è l'inizio delle vacanze, ma il governo deve ancora decidere. Intanto a Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo Cavallino, Lido e Sottomarina fervono i preparativi e ci sono tante novità in vista

Estate 2021, la partenza ufficiale sarà nel fine settimana dell’Ascensione che cade il 13 maggio, ma il compromesso è partire il 15. Insomma: il tempo che i turisti sistemino i bagagli,  visitino Venezia e poi tutti in acqua. Parola di Alberto Maschio, presidente dell’Aja, associazione jesolana albergatori. Per quella data, forse si metterà in costume pure lui che solitamente è incravattato anche a 30 gradi all’ombra.
Ma quest’anno ci sarà, forse anche per fare un tuffo in mare. Perché sarà una data storica, la fine di un lungo incubo che sta esaurendo tutti: albergatori, commercianti, attività di ogni genere, cittadini e lavoratori stagionali che non sanno quale sarà il loro destino.
Gli albergatori delle spiagge venete chiedono al Governo "date certe per le aperture" dopo la fase critica del Covid, perché alle strutture ricettive servono "almeno tre settimane per andare pienamente a regime". Secondo il presidente dell'Associazione Jesolana Albergatori, Alberto Maschio, tutto viaggia ancora sui binari dell'incertezza, "per un comparto che ha, invece, necessità di avere certezze per potersi riorganizzare in vista della prossima stagione". "È evidente - aggiunge - che entro la terza settimana di aprile sarà fondamentale, rispetto all'andamento della situazione pandemica, avere indicazioni certe sull'avvio della stagione che, mi auguro, possa essere entro la metà di maggio".
"Va programmata anche la promozione - conclude Maschio - sulla base delle date di reale apertura delle strutture e tenendo conto di alcune dinamiche di consumo del prodotto turistico. Altrimenti si rischia di fare 'spot' e non promozione, con risultati che potrebbero non essere all'altezza degli importanti investimenti fatti". 
Ma intanto al Lido di Jesolo ci sono 360 alberghi  pronti per aprire e dare lavoro a oltre 6 mila addetti. Un esercito in trincea. La Pasqua, quest’anno bassa nel calendario, è persa e ormai anche il mese di aprile. Un duro colpo se si pensa che oggi le spiagge sarebbero già piene almeno nel fine settimana.
«Noi stiamo pensando di partire nel weekend dell’Ascensione», spiega, «quindi dal 13 al 16 di maggio, ma va bene anche il 15, ovvero una data che potrebbe essere punto di riferimento anche per una ripartenza importante con i primi turisti italiani e probabilmente anche stranieri. Vedremo quest’anno cosa decideranno di fare e come si regoleranno i turisti austriaci e tedeschi. Certo, dobbiamo essere prudenti tra nuovi Dpcm, normative italiane e straniere che si intrecciano, ma credo che alla metà di maggio tutto potrà tornare quasi alla normalità da noi come oltre i confini. Avremo, subito dopo, un altro fine settimana importante per il turismo, ovvero quello della Pentecoste il 20-23 di maggio».
«Per quelle date potremo contare almeno sulla metà se non oltre degli alberghi aperti»,aggiunge Maschio, «e per la fine di maggio incrementare ancora fino alla quasi totalità delle strutture ricettive. Sempre per maggio potremo avere delle certezze sul fronte della sicurezza sanitaria e in particolare dell’immunizzazione, perché tra chi già ha avuto il coronavirus e chi sarà vaccinato anche nella nostra categoria, con tutti gli addetti, potremo contare su un valore aggiunto che sarà l’immunizzazione del settore turismo. Io credo che se la scorsa estate siamo arrivati al 90% di alberghi aperti», conclude il presidente degli albergatori jesolani, «quest’anno arriveremo a toccare di fatto il 100%. E se la scorsa  stagione abbiamo chiuso a meno%, quest’anno arriveremo a circa meno 20% e sarebbe un risultato importante verso una ripresa progressiva».
Si attendono novità anche dal Caribe Bay, il parco a tema acquatico di Luciano Pareschi, che non ha ancora comunicato la data di apertura che quest’estate dovrebbe essere confermata. La spiaggia dovrebbe essere pronta, tra ripascimenti e attrezzature installate, per metà maggio con tutti i consorzi e stabilimenti aperti. Le normative di sicurezza saranno più elastiche rispetto alla scorsa estate, pur restando la prenotazione, le distanze, ma con una prevalenza del buon senso e senza più lo spettro del plexiglas che poi non era mai stato preso in considerazione. —
Prenotazioni in crescita, entusiasmo alle stelle tra  Caorle e Bibione. La parte est della costa veneziana intravede segnali di grande ripresa del turismo nell’estate 2021. E la speranza è di fare meglio dell’anno scorso per iniziare a tornare progressivamente ai livelli del 2018 e 2019.
A Caorle ci sono già richieste di prenotazioni dall’estero, in primis Austria e Germania. «Le prenotazioni dagli stranieri stanno arrivando con la fiducia e l’entusiasmo del 2019, almeno da giugno in poi», spiega l’assessore al Turismo, Alessandra Zusso, «gli italiani, turismo domestico, prenotano come di consueto all’ultimo minuto, prediligono i weekend lunghi, molte le richieste di informazioni che si trasformano in prenotazione già adesso. Tutti gli operatori del turismo saranno vaccinati prima della stagione e garantiremo massima sicurezza sanitaria».
Loris Brugnerotto, presidente Federalberghi Caorle, appare rassicurante: «Ci sono segnali incoraggianti, la gente vuole muoversi e sta cercando di fare il possibile per organizzare la vacanza. Riteniamo di migliorare rispetto allo scorso anno, anche se resteranno delle restrizioni, perché ormai la gente ha capito e si è adeguata».
Corrado Sandrin, presidente Ascom Caorle, che ha circa 1500 attività tra negozi e pubblici esercizi, lancia la spiaggia per l’estate 2021. «Noi siamo entusiasti, gli operatori sono pronti ai nastri di partenza», dice, «la spiaggia, grazie al consorzio arenili, sta procedendo con i nuovi pontili e l’organizzazione. Le attività vogliono iniziare una stagione in linea con quelle degli ultimi anni. Certo speriamo nell’apertura delle frontiere con l’estero».
E anche a Porto Santa Margherita ci sono delle curiosità: «Abbiamo la spiaggia praticamente tutta prenotata», dice il presidente dell’associazione proprietari, Lauro Catto, «i posti ombrellone sono ricercatissimi anche quest'anno, molto più dell'anno scorso. Grande la richiesta di appartamenti anche in inverno sia per affitti sia per l’acquisto».
Il sindaco di San Michele Bibione, presidente dei sindaci della costa veneta, Pasqualino Codognotto, pensa a una vera rinascita: «È il termine appropriato visto che siamo in clima pasquale. I vaccini saranno determinanti per l’organizzazione di questa stagione estiva che potrebbe ripartire davvero al meglio».
Andrea Drigo, presidente dei balneari di Bibione, ha una visione globale della spiaggia che totalizzava prima della pandemia oltre 6 milioni di presenze. La prima spiaggia no fumo, con gli ampi spazi garantiti grazie a piazzole enormi e l’app per le prenotazioni. «Noi siamo ottimisti», commenta, «vista l’esperienza del 2020 possiamo garantire un soggiorno in sicurezza assoluta. La nostra spiaggia è vasta e ha spazi garantiti. Le varie associazioni sono sempre in contatto e in sintonia. Attendiamo sia italiani sia stranieri. La campagna vaccinale, inoltre, va avanti». —
A Jesolo invece  è boom di richieste di informazioni ma prenotazioni estive ancora ferme in attesa di nuove certezze sull’accesso alle spiagge. I segnali sono positivi, ci sono molte richieste di preventivi e informazioni via mail e telefonate sia dall’Italia sia dall’estero, ma per ufficializzare la prenotazione o incassare le caparre ci vorrà ancora del tempo.
Nessuno azzarda ancora a programmarsi l’estate 2021 che vedrà anche quest’anno sostanzialmente una prevalenza del mercato interno. Se un tempo, fino a 2 anni fa, i turisti stranieri, soprattutto in località come Jesolo e in particolare Bibione e Cavallino Treporti, superavano abbondantemente gli italiani fino all’80 per cento, la tendenza si è ora invertita. Il turismo è in ogni caso pronto a ripartire e l’Italia, in particolare la costa veneziana, è una delle mete più richieste.
Da Bibione a Chioggia, 100 chilometri di arenile e 32 milioni di presenze, metà di quelle di tutto il Veneto, con alberghi, pubblici esercizi e soprattutto una Sanità che funziona, autentico valore aggiunto oggi per chi deve scegliere dove trascorrere le sospirate vacanze estive.
Il presidente dell’Aja, associazione jesolana albergatori, Alberto Maschio, è prudente. «Un po’ di movimento c’è soprattutto nella parte centrale della stagione estiva, tra metà di luglio e agosto», spiega, «non solo dall’Italia, ma anche da Germania e Austria. I segnali sono discreti, ma l’avvio della stagione è il vero punto di domanda e questo vale per tutti in Italia o all’estero».
 «Dovremo puntare su un turismo di vicinato», riflette Roberto Dal Cin, delegato al turismo di Confapi per Jesolo, «è chiaro che quest’anno sarà così. Le prenotazioni arriveranno per la maggior parte dall’Italia con una percentuale attorno al 65-70 per cento». —
«I camping del litorale stanno concludendo le manutenzioni e gli interventi di rinnovamento per farsi trovare pronti a ricevere i turisti già da fine aprile. Una buona partenza stagionale vale fra il 40% e il 50% del fatturato di tutto l’anno». La richiesta di poter aprire la  stagione prima della Pentecoste arriva dall’associazione di categoria Assocamping che riunisce la quasi totalità dei camping di Cavallino-Treporti, leader europea per il turismo all’aria aperta.
Le strutture ricettive del litorale nord garantiscono circa 3. 500 posti di lavoro, prevalentemente ai residenti e a chi abita a Jesolo, Venezia e in tutto il Veneto orientale. I campeggi, infatti, necessitano di manutenzioni continue per la cura del verde, degli impianti di climatizzazione, delle piscine, degli esercizi pubblici ospitati all’interno.
«Le richieste di informazioni e le prenotazioni non mancano», conferma Francesco Berton, «la sensazione che ci arriva dall’estero è che nel momento in cui sarà possibile viaggiare, i nostri ospiti ritorneranno a trascorrere le loro vacanze a Cavallino-Treporti, in assoluta sicurezza. —
Tra cantieri in corso e ristrutturazioni stagionali, fervono i preparativi per la stagione estiva anche al Lido. Da qualche settimana la spiaggia dei veneziani è uscita dal letargo e gli stabilimenti si stanno dando da fare per dare il via alla stagione della riscossa, dopo le difficoltà del 2020 dovute al Covid.
Le incognite non mancano, su tutte la data d’apertura. Eppure in tanti hanno deciso di investire per migliorare l’offerta. Anche quest’anno i protocolli sanitari resteranno in vigore. E quindi, oltre al distanziamento sociale, ecco di nuovo i termoscanner agli ingressi. Varrà per gli stabilimenti di Venezia Spiagge, recentemente acquisita al 100% dal Comune, che dovrebbero aprire tra fine aprile (Blue Moon) e fine maggio (gli stabilimenti).
In questi giorni, cantieri non stop per finire la piscina del Blue Moon, a due passi dal mare, costata circa 3 milioni di euro. Obiettivo: concludere entro giugno. «Un anno fa navigavamo a vista», spiega il presidente di Venezia Spiagge, Gianpaolo Zanatta. «Abbiamo aperto a fine maggio e siamo riusciti a salvare la 
stagione. Quest’anno speriamo nei vaccini. Tra le novità, saranno aumentati gli accessi a riva per disabili».
Le prenotazioni sono state aperte solo nelle ultime settimane, ma i segnali sono buoni. A differenza di località come Jesolo e Sottomarina, il Lido raccoglie soprattutto residenti e famiglie con bambini che decidono di affittare le capanne per la stagione. Nella maggior parte dei casi le tariffe sono rimaste invariate rispetto a 12 mesi fa. Una capanna in prima fila in “Zona A”, sul lungomare D’Annunzio, costa 5.025 mila euro per l’intera 
stagione; 3.630 per la seconda fila e 3.576 per la terza; 1.390 per la tariffa mensile. Diciassette euro per chi vuole un lettino in prima fila (con supplemento di 8 euro per il lettino). Un ombrellone per la stagione intera costa 1.368 euro.
Se il Consorzio aprirà il 15 maggio, lavori di sistemazione in corso anche per gli stabilimenti ex Ciga (Des Bains, Quattro Fontane ed Excelsior). Dopo le polemiche dell’anno scorso per i ritardi nelle aperture, la data di inizio stagione per le 1.300 capanne è l’1 giugno.
Se sul futuro del Des Bains regna ancora la massima incertezza, una capanna in prima fila ai piedi del celebre hotel costa fino a 10 mila euro per un tucul, 8.150 euro per una prima fila (e giù fino ai 620 euro per lo spogliatoio). Tutto rinnovato anche al Pachuka, ai piedi della diga di San Nicolò. «Abbiamo provato a rendere più moderno lo stabilimento – spiega il titolare, Roberto Ceolin – e abbiamo ingrandito l’area cani. Siamo pronti ad aprire tra fine aprile e inizio maggio».
Anche i titolari del Kuyaba, alla fine del lungomare Marconi, hanno approfittato dei mesi estivi per rinnovare i locali del bar e aprire al primo piano un nuovo ristorante affacciato sul mare,“Alla Diga”. «Inaugureremo il 22 maggio con i protocolli sanitari anti-contagio» spiegano. Con 80 capanne, qui si va dai 3.800 euro a stagione per una prima fila ai 2.500 euro per le mini-capanne.
Novità anche al Miramare, dove è stata ricavata una terza fila di capanne (in tutto sono 140) a un costo di 3 mila euro per la stagione. «Ancora non sappiamo di preciso quando apriremo» spiega il titolare, Paolo Piccolotto. «Nel 2020 tanti clienti degli stabilimenti vicini, viste le incertezze sulle date di apertura, avevano deciso di trasferirsi da noi. Vedremo quest’anno. Le richieste stanno iniziando ad arrivare». —
Ordinare una birra ghiacciata o un gelato direttamente da sotto l’ombrellone a Sottomarina si può. Gli stabilimenti balneari di Sottomarina e Isola Verde, nonostante le limitazioni attualmente imposte per fronteggiare il Covid, si stanno attrezzando per la stagione estiva. Se un tempo era la Pasqua a determinare l’agenda della spiaggia, ora si punta a aprire in tutta sicurezza a maggio.
Ma è proprio la possibilità di essere serviti al tavolo, o meglio sotto l’ombrellone, la vera novità dell’estate 2021. Già presenti con alcune applicazioni nella passata stagione, ora le associazioni di categoria puntano a coprire l’intera rete degli stabilimenti attraverso le prenotazioni on line di lettini e ombrelloni e anche se una data certa di apertura ancora non c’è, i trattori sono già al lavoro per preparare la spiaggia ed accogliere al meglio i turisti.
«L’obiettivo è di aprire la spiaggia già nel mese di maggio», dice Gianni Moretto, presidente di Gebis. «Verranno allargati maggiormente gli spazi tra gli ombrelloni e, soprattutto, ci sarà un maggior distanziamento tra i lettini, oltre all’introduzione di importanti e nuovi accorgimenti per la sanificazione delle strutture. Il nostro obiettivo è garantire la massima sicurezza, rispettando quelle che saranno le disposizioni governative, tenendo conto dell’evoluzione della pandemia. I nostri servizi saranno sempre più digitalizzati: dalle prenotazioni on line, alle ordinazioni di cibi e bevande che si potranno fare direttamente da sotto l’ombrellone. In pratica puntiamo a spiagge eco sostenibili e sempre più inclusive».
Anche Cisa Camping è sulla stessa linea degli stabilimenti balneari, con i campeggi che ugualmente si stanno preparando per l’inizio della stagione 2021, ma allo tempo stesso gli operatori lamentano anche l’assenza di sostegni economici per la categoria, in virtù anche delle mareggiate invernali che, in molti casi, hanno inghiottito gran parte della spiaggia. —
Su Google Maps sono pubblicati, grazie anche alla collaborazione di un’azienda di Padova, i tracciati delle piste ciclabili di Bibione e dell’entroterra, per un totale di 151 chilometri. Tra poche settimane la rete di piste crescerà con la riapertura al traffico di via Baseleghe, dove sono in fase di ultimazione altri 10 chilometri di corsie per le bici.
Le piste ciclabili della località balneare veneta sono certificate per la modalità Bike e sono ben visibili su Google Maps anche le interconnessioni coi territori limitrofi di Caorle (per il comprensorio della Brussa e di Vallevecchia) e di Concordia Sagittaria. La modalità Bike appare sul programma Google Maps con l’icona delle due ruote.
Quella di Bibione è stata una corsa contro il tempo: si voleva a tutti i costi comparire su Google Maps entro l’inizio della stagione turistica 2021. L’azienda MAP360 di Padova ha dato il suo contributo. L’obiettivo è proporre ai ciclisti un itinerario di viaggio con la medesima esperienza di navigazione fino a oggi riservata agli automobilisti. Sulle mappe virtuali del più importante motore di ricerca mondiale compaiono la pista ciclabile di ingresso, e soprattutto quella che collega il Faro di Bibione a Porto Baseleghe, realizzata in superficie lignea lungo la spiaggia.
Poi ci sono le piste ciclabili disegnate lungo l’asse centrale che collega Corso del Sole a via Maja; e quelle ricavate lungo l’argine del fiume Tagliamento, che si interconnettono con la parte alta dell’entroterra di San Michele, a pochi metri dal vicino Friuli. Su ciclabile si può risalire il corso del Tagliamento fino a Gemona, per poi interconnettersi con la Ciclovia Alpe Adria che attraverso l’ex ferrovia e numerose gallerie porta i ciclisti fino a Tarvisio e a Villach.
«Bibione»spiega Giovanni Mazzarotto, presidente di Bibione On Line e tra i padri dell’ingresso delle piste ciclabili di Bibione su Google Maps «ha costruito un’offerta per gli appassionati della bicicletta di assoluto pregio, pertanto avere inserito e certificato tutti gli itinerari nelle mappe di Google permetterà ai nostri ospiti di pedalare in sicurezza e in tutto il territorio, collegandosi ai comuni limitrofi e cogliendo appieno la bellezza di una vacanza all’aria aperta».
L’amministrazione comunale è entusiasta. I lavori di via Baseleghe, ancora chiusa al traffico, si stanno avviando verso la fase conclusiva. «Con la riapertura della strada che collega l’ingresso di Bibione al Porto di Baseleghe» ricorda l’assessore al turismo e vicesindaco di San Michele, Gianni Carrer « si formerà un anello ciclabile che garantirà percorribilità e sicurezza. Partendo dal Faro si può raggiungere il porticciolo sia pedalando sulla nuova ciclabile di via Baseleghe, disponibile dal 30 aprile circa; sia sulla pista ciclabile in spiaggia e tra le pinete».
L’estate bussa alle porte e a metà primavera si attendono numerosi ciclisti. Quando 15 anni fa l’allora sindaco Sergio Bornancin propose di realizzare le piste sulla spiaggia non ci credeva quasi nessuno. L’ingresso dei percorsi su Google Maps sembra quasi una rivincita di chi aveva visto giusto e lontano, non venendo però inizialmente creduto. —

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