Dopo il caso Pandolfi, Il Vimm arruola tre big della medicina per scegliere il direttore scientifico
 

lI professor Mantovani dell’Humanitas guiderà il team. Dopo il caso Pandolfi tra i requisiti richiesti ai candidati dall'istituto veneto di medicina molecolare anche la “solida integrità”

PADOVA. A quasi un anno di distanza dal caso Pandolfi, il Vimm (Istituto Veneto di Biologia Molecolare) è – quasi – pronto a indicare il nuovo direttore scientifico chiudendo definitivamente la porta sulla vicenda che la scorsa primavera aveva portato alla nomina e immediata destituzione del celebre genetista dopo la scoperta dell’accusa di molestie a suo carico oltreoceano. 
 
Ora la Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata ha individuato e nominato la commissione di esperti incaricata di definire la rosa dei candidati per la scelta del nuovo direttore scientifico che succederà al professor Gianpietro Semenzato che ha svolto l’incarico pro tempore.
 
Il team sarà composto dai professori Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca Humanitas di Milano, Maria Grazia Roncarolo, direttore dell’Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine di Stanford, in California, e Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Mario Negri di Milano: avranno il compito di vagliare ed esaminare le candidature pervenute in risposta al bando internazionale pubblicato a gennaio sul sito del Vimm oltre che su prestigiose riviste nazionali ed internazionali. 
 
 
Una volta completato lo screening e la preselezione dei candidati, la commissione invierà al Cda della Fondazione la lista con i nomi tra cui scegliere il nuovo direttore scientifico. «Siamo grati a tutti per aver accettato il nostro invito e per il supporto che ci daranno nella scelta della figura chiamata a proiettare il Vimm verso una dimensione di eccellenza e internazionalità sempre più rilevante» commenta il professor Francesco Pagano, presidente della Fondazione. 
 
Del resto il nuovo direttore scientifico sarà chiamato a definire la visione strategica per la crescita della ricerca di base e traslazionale e a supervisionarne l’implementazione nei 20 gruppi di ricerca impegnati nelle diverse aree: neuroscienze, oncologia, biomedicina, metabolismo mitocondriale e biologia muscolare.
 
Tra le richieste specifiche per ricoprire questa posizione, un’esperienza complessiva di leadership scientifica significativa e un successo dimostrato come manager a livello di presidente, direttore o leader di programma acquisito all’interno di un centro clinico o di ricerca; la capacità di portare innovazione, cambiamento e successo a un’organizzazione sia a livello di produttività che di riconoscimento; una comprovata capacità di pensare strategicamente e motivare gli investigatori e il personale al successo; dimostrata capacità di articolare una visione interdisciplinare per promuovere e integrare la ricerca di base e traslazionale.
 
E, ancora, eccezionali precedenti di significativi autofinanziamenti continui e pubblicazioni di alto livello sottoposte a revisione paritaria, presentazioni a conferenze internazionali, premi e una capacità di aumentare le entrate e attrarre finanziamenti esterni da istituzioni e liberalità. 
 
Infine, tra le richieste non sindacabili, un solido precedente di integrità, credibilità, in conformità con il Codice Etico, nonché reputazione nella comunità scientifica internazionale e una capacità dimostrata di costruire rapporti di fiducia, con uno stile consapevole, un atteggiamento amichevole e genuino a tutti i livelli. L’incarico, con stipendio negoziabile, ha una validità triennale rinnovabile per ulteriori due. 

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