Un padovano alle feste “clandestine” in Brasile: i social si indignano e la polizia fa il blitz

Paride Modenese, al centro, in costume leopardato

Paride Modenese, 31 anni di Casale di Scodosia, contestato per il tour e i party di lusso organizzati in Amazzonia mentre si registra il record di decessi 

PADOVA. La Polizia civile dell’Amazzonia sale su una delle barche, giubbotti antiproiettili al petto e mitra in mano. Nel corso del blitz, chi è all’interno della nave viene fatto uscire, vengono passate al setaccio le cabine e si guarda anche dentro agli zaini.

Le immagini degli agenti in azione vengono diffuse direttamente dal Governo dell’Amazzonia, attraverso la pagina ufficiale di Instagram. I toni sono duri: «La Polizia civile dell’Amazzonia ha intercettato, questo martedì, tre imbarcazioni di lusso che hanno tenuto, per almeno cinque giorni, feste clandestine con visite a comunità indigene e lungo il fiume» si legge nel testo che accompagna il video «Circa 60 persone, tra brasiliani e stranieri, sono state portate alla stazione di polizia». Persone che – scrive lo stesso Governo – saranno indagate per inosservanza delle misure sanitarie anti-Covid. Tra le persone identificate c’è anche un padovano: è Paride Modenese, trentunenne di Casale di Scodosia, figlio di un’importante famiglia di mobilieri ma ormai da cinque anni stabile a Dubai.



Modenese, da dipendente della società Bella Vita Group, era uno dei promotori di “Amazon Immersion”, la cinque giorni di turismo di lusso che martedì ha subito il blitz della polizia brasiliana.

Nel Brasile dei 321 mila morti di Covid e dei 4 mila decessi quotidiani per il virus, quella crociera è risultata essere un vero colpo allo stomaco dell’opinione pubblica. Non a caso video e immagini delle feste di “Amazon Immersion” sono state rilanciate dall’account Instagram @brasilfedecovid, 402 mila followers, fortino di resistenza alla gestione della pandemia del governo Bolsonaro: la pagina da mesi denuncia le decine e decine di feste che si tengono in Brasile in barba alle restrizioni. L’indignazione è stata notevole, tanto da far scattare l’operazione della polizia e la condanna del governo locale.



Modenese, che fino a qualche anno fa gestiva le partite internazionali della Modenese Luxury Interiors, l’azienda di Casale nata nel 1818 e cresciuta con nonno Gastone, si difende: «La società con cui collaboro organizza viaggi e party di lusso nel pieno rispetto delle leggi. Quella cinque-giorni di crociera lungo il Rio Negro era regolare: le attività turistiche sono ammesse in Amazzonia, e noi nel caso specifico operavamo con la licenza di un hotel». Modenese parla di quattro barche per 150 persone, arrivate da tutto il mondo (pure Los Angeles e New York). Costo del viaggio: fino a 5 mila euro.

«Prima di imbarcarsi bisognava presentare il Pcr (test molecolare, ndr) e tutti i presenti erano risultati negativi» continua «Il tour prevedeva anche delle soste per vivere qualche ora con le comunità indigene: ci hanno accusato di portar il virus a queste popolazioni, ma oltre a essere tutti negativi al Covid siamo anche ben accolti da questa gente. Portiamo sostentamento, non certamente contagi».

Il blitz della polizia è arrivato all’ultimo giorno di crociera: «Sono arrivati dopo la denuncia social. Tutto era regolare. Forse qualche trasgressione a livello di assembramento è arrivata al momento delle feste, quando si sono riuniti gli ospiti delle quattro barche. Da qui a dire che siamo degli irresponsabili, però...». Non la pensano così i sostenitori di @brasilfedecovid e i commentatori dei post della Polizia brasiliana, dove più di qualche epiteto sgradevole - complici anche le foto del giovane in tuta leopardata - è stato speso nei confronti dell’italiano. —

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