Cancro, allo Iov di Padova avviata terapia sperimentale contro il glioblastoma

Giuseppe Lombardi e Vittorina Zagonel

Mix di due farmaci di nuova generazione somministrati alla prima paziente italiana, e tra le prime al mondo, per curare una delle forme più aggressive di tumore al cervello

PADOVA. Nasce una nuova speranza per le persone colpite da tumore cerebrale all'Istituto Oncologico Veneto di Padova. È stata trattata oggi la prima paziente italiana, e tra le prime al mondo, con recidiva di glioblastoma con una nuova terapia sperimentale che prevede la combinazione di due farmaci di ultima generazione.

Si tratta di una donna di 61 anni, residente in Friuli-Venezia Giulia, che ha ricevuto la terapia sperimentale: Regorafenib in associazione a Nivolumab.

Il Regorafenib è un farmaco già utilizzato in precedenza in monoterapia nei tumori cerebrali presso lo Iov, che agisce riducendo la vascolarizzazione e la proliferazione delle cellule tumorali attraverso l'inibizione di specifiche alterazioni molecolari presenti nelle cellule tumorali.

Il Nivolumab è un farmaco immunoterapico che rende più efficace il sistema immunitario ad uccidere le cellule tumorali.

L'equipe che cura i tumori cerebrali allo Iov

Lo studio internazionale «Rego-Nivo», appena partito a Padova, coinvolgerà 210 pazienti per valutare l'efficacia di questo nuovo trattamento mai sperimentato in precedenza sul glioblastoma. Oltre ai pazienti con glioblastoma potrà essere utilizzato anche in pazienti con alcuni tumori gastro-intestinali. I risultati contribuiranno alla cura di una delle forme più aggressive di tumore cerebrale.

Il coordinatore internazionale dello studio sul glioblastoma è il dottor Giuseppe Lombardi, dirigente medico dell’Oncologia 1 dello IOV diretta dalla dottoressa Vittorina Zagonel, principal investigator di tutto lo studio, coordinatore del gruppo neuro-oncologico interaziendale di Padova, tra i coordinatori delle linee guida sui tumori cerebrali dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), membro del Gruppo europeo per la cura dei tumori cerebrali (EORTC brain tumors).

«La sperimentazione mette in luce l’eccellenza della ricerca dello IOV in ambito neuro-oncologico – afferma il direttore generale, Patrizia Benini -. Grazie alla partecipazione dello IOV alle sperimentazioni cliniche nazionali e internazionali che prevedono l’utilizzo di nuove terapie, i pazienti possono avere nuove chance di cura alcuni anni prima della commercializzazione».

Negli ultimi tre decenni, si è registrato un lento ma progressivo aumento di incidenza dei tumori cerebrali, soprattutto negli over 65, ma non sono rari i casi nei più giovani. «Il glioblastoma è una forma molto aggressiva di tumore che colpisce il sistema nervoso centrale – spiega il dottor Giuseppe Lombardi, dirigente medico dell’Oncologia 1 -. Sebbene si manifesti quasi esclusivamente nel cervello, il glioblastoma può anche apparire nel tronco cerebrale, nel cervelletto e nel midollo spinale. La terapia sperimentale, che prevede la combinazione di Regorafenib e Nivolumab, potrebbe cambiare le prospettive di cura per gli oltre mille pazienti colpiti ogni anno in Italia da glioblastoma recidivato. L’obiettivo dello studio è dimostrare se questo trattamento aumenta in maniera significativa la sopravvivenza, rispetto al percorso di cura più tradizionale».

L’attività dell’equipe tumori cerebrali è in continua crescita e oltre all’attività clinica si è aggiunta anche l’importante attività di ricerca traslazionale. Negli anni l’unità ha assunto i profili di un vero e proprio centro di eccellenza internazionale per lo studio e la cura dei tumori cerebrali.

Il gruppo neuro-oncologico, che ha come coordinatore il dottor Lombardi, è passato da 30 prime visite nel 2010 a 450 nel 2020. Numerosi pazienti arrivano da fuori Regione, a testimonianza dell’alto livello di cure specialistiche erogate. «Di notevole importanza è la cura del paziente in ambito multidisciplinare – specifica il dottor Lombardi - dove oltre all’oncologo sono presenti numerosi altri specialisti quali il neurochirurgo, neuro-radiologo, radioterapista, psicologo, medico-nucleare, anatomo-patologo, neurologo, fisiatra, psichiatra e psicologo per valutare insieme ogni singolo paziente ed impostare nel modo migliore il percorso diagnostico e terapeutico».

«In questo modo garantiamo al paziente la possibilità di ottenere la migliore qualità di vita che rimane essenziale soprattutto in questo tipo di tumore che può comportare importanti deficit neurologi – spiega la dottoressa Vittorina Zagonel, responsabile del dipartimento di Oncologia e direttore dell’Oncologia 1 dello IOV -. Inoltre, la possibilità di utilizzare terapia sperimentali e quanto più personalizzate risulta fondamentale nel campo neuro-oncologico».

Sono, infatti, attivi presso lo IOV molteplici protocolli di ricerca di interesse nazionale e internazionale sul glioblastoma ma anche in altri tipi di tumori cerebrali con l’obiettivo di dare al paziente la possibilità di eseguire sempre nuovi trattamenti sperimentali.

Il dottor Lombardi coordina presso lo IOV numerosi altri protocolli sperimentali. Tra i più interessanti vi è lo studio AG-881, studio internazionale che valuta per la prima volta al mondo una terapia mirata verso la mutazione IDH in pazienti con gliomi di basso grado e lo studio STELLAR, che valuta l’efficacia di un nuovo trattamento in pazienti con un più raro tumore cerebrale chiamato astrocitoma anaplastico. A breve, partirà lo studio internazionale GBM Agile che vedrà l’utilizzo del Regorafenib in pazienti con nuova diagnosi di glioblastoma.

Lattuga al forno con alici e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi