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Maxi gara per i pasti negli ospedali, altri 9 ricorsi contro Azienda Zero

Dussmann non ci sta e chiede che sia un commissario a occuparsi dell’assegnazione dell’appalto

VENEZIA. Cinque nuovi ricorsi al Tar contro la (seconda) aggiudicazione di una parte del servizio di ristorazione negli ospedali veneti, un’istanza contro il no parziale alla richiesta di accesso agli atti avanzata e altri tre ricorsi al Consiglio di Stato affinché sia dato corso a precedenti sentenze.

A distanza di oltre quattro anni, Dussmann Service – colosso della ristorazione ospedaliera, aziendale e scolastica – ha scaricato altri nove ricorsi contro Azienda Zero. E questa volta chiede anche la nomina di un commissario ad acta che provveda a rifare la gara al posto dell’azienda regionale che si occupa della gestione socio-sanitaria accentrata di acquisti, gare, concorsi e accreditamenti.

Braccio di ferro

Di acqua sotto i ponti dalla pubblicazione del primo maxi-bando (28 dicembre 2016) ne è passata parecchia, ma a quanto pare non abbastanza. E così l’assegnazione di un appalto che vale oltre 303 milioni di euro è diventata il terreno di scontro tra Azienda Zero, che a più riprese affida il servizio alla vicentina Serenissima Ristorazione, e Dussmann che risponde colpo su colpo mettendo in discussione l’articolazione della gara e le valutazioni che hanno portato alle aggiudicazioni.

Su una delle gare regionali più ambite (visto il giro d’affari in ballo) ed essenziali (visto che parliamo dei pasti da servire negli ospedali veneti) pende ancora la spada di Damocle dell’annullamento con dichiarazione di inefficacia e anche una corposa richiesta di risarcimento danni. Un’incognita che quattro anni di contenzioso non sono riusciti a scongiurare.

La storia

Tutto ha inizio a fine 2016, con la Regione che pubblica un bando di gara, diviso in sei lotti, per l’affidamento del servizio di ristorazione nelle aziende sanitarie venete. A febbraio 2018 arriva l’aggiudicazione: il lotto 1 va al raggruppamento temporaneo d’impresa Euroristorazione e Serenissima Ristorazione e i lotti 2-3-4-5-6 a Serenissima Ristorazione. Dussmann, che partecipa ma esce sconfitta, presenta sei ricorsi al Tar per ottenere l’annullamento degli atti di gara e dell’aggiudicazione. Il Tribunale amministrativo regionale rigetta le istanze e condanna Dussmann a pagare le spese legali.

Non finisce qui, arriva il ricorso del colosso della ristorazione al Consiglio di Stato ma limitatamente ai lotti 1-3-6 per un importo di 152,8 milioni di euro. E questa volta le sue istanze vengono accolte. Si entra così nel terzo atto della vicenda, Azienda Zero ricorre in Cassazione che, però, respinge le richieste dell’azienda regionale.

Siamo a luglio 2019, Azienda Zero apre una nuova procedura per i tre lotti oggetto delle pronunce del Consiglio di Stato (Ulss 1 Dolomiti, Ulss 2 Marca Trevigiana, Ulss 3 Serenissima, Ulss 5 Polesana, Ulss 6 Euganea, Ulss 7 Pedemontana), che sulla base della pesante censura dell’Autorità Nazionale Anticorruzione riduce la durata da 7 a 4 anni dell’appalto e lo suddivide in sei lotti anziché in tre.

L’Anac, nonostante le modifiche al bando, vede comunque il rischio di monopolio. Ma questa è un’altra storia. A dicembre 2020 arriva la nuova aggiudicazione: i lotti 2 e 6 vanno a Euroristorazione, 3-4-5-6 a Serenissima (l’1 non viene aggiudicato perché non si fa avanti nessuno).

Ultimo atto?

Ancora una volta Dussmann non ci sta e impugna al Tar gli atti e i verbali di gara. Di più, ricorre contro il parziale diniego opposto da Azienda Zero alla sua richiesta di accesso agli atti e con altre tre istanze chiede al Consiglio di Stato che vengano ottemperate le precedenti sentenze e la condanna al risarcimento dei danni subiti. Sollecitando, inoltre, la nomina di un commissario ad acta affinché questo si occupi di rifare la gara al posto di Azienda Zero. —

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