Sport dimenticato dal Sostegni «Il governo stanzi 700 milioni»

PADOVA

«Il mondo dello sport ha lottato per più di un anno, non si è mai lamentato e non si è arreso. Ma adesso non ce la fa più e dobbiamo intervenire». Marco Marin (nella foto), deputato padovano di Forza Italia, ha raccolto il grido di dolore del mondo dello sport nazionale e veneto predisponendo due emendamenti al decreto Sostegni per evitare che, dopo un’agonia lunga un anno, molte società sportive si vedano costrette a chiudere i battenti.


Nel decreto Sostegni, infatti, di aiuti per loro non c’è quasi traccia. «Le associazioni sono la cellula vitale del mondo dello sport e oggi sono in grandissima difficoltà per la mancanza di entrate, le rette, e costi che devono continuare a sostenere» prosegue Marin. «Per questo ho predisposto due emendamenti che puntano a misure di ristoro e di sostegno in favore delle attività sportive, per la manutenzione degli impianti, per compensare le perdite di iscrizioni. È prevista anche la proroga dei versamenti contributivi, l’allungamento della durata delle concessioni, la riduzione dei canoni di conduzione degli impianti. Necessaria inoltre l’estensione del bonus energetico 110% agli impianti sportivi complessivamente considerati. Il secondo emendamento punta invece sulle detrazioni d’imposta al 50% a favore della pratica sportiva diffusa per tutti per gli anni 2021 e 2022».

Le misure hanno bisogno di una copertura complessiva di 700 milioni di euro, circa il 2% dello stanziamento totale da 32 miliardi di euro del Sostegni. «Siamo fiduciosi che il governo Draghi segni un cambio di passo anche per quanto riguarda il mondo dello sport» prosegue ancora Marin. «Giustamente il premier, nei giorni scorsi, ha detto che tutti i partiti hanno la loro bandiera da difendere, ma la tutela dello sport e del valore sociale che questo ha è una bandiera di tutti. Aiutiamo chi ha lottato senza risparmiarsi ma che oggi è in ginocchio, la cifra necessaria è più che sostenibile. Si parla, da fonti Coni, di un 15-20% di società che non ce la faranno a superare questa crisi ma altre dovranno fondersi per sopravvivere finendo, però, per impoverire l’offerta sul territorio».

Lo sport, conclude l’ex olimpionico, «è una priorità, giusto sostenere i collaboratori sportivi ma non bisogna dimenticarsi delle società. Sono convinto che tutti capiranno l’importanza del provvedimento, le società hanno bisogno di ossigeno. Infine bisogna dare un messaggio di speranza: con la campagna vaccinale che sta prendendo piede, si fissi una data per la riapertura delle strutture e delle attività». —

m. mar.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi