Zaia: portale unico per vaccinarsi con le prenotazioni dirette on line

Sarà attivo tra una settimana: «I disguidi? Chiedo scusa ma l’incertezza sulle forniture non ci aiuta» 

venezia

L’impegno è apprezzabile, gli esiti un po’ meno. Nel Veneto la campagna antiCovid procede a singhiozzo tra lunghe code domenicali, cittadini regolarmente convocati e rispediti a casa senza vaccinazione, siti di prenotazione inaccessibili e numeri verdi intasati. C’è incertezza sul calendario, molte persone fragili non sanno a chi rivolgersi e - a dispetto delle disdette senza preavviso - la lista degli anziani in attesa è ancora lunga. Forse è mancata una regìa nel circuito delle aziende sanitarie - dove gli exploit si alternano alle frenate - certo la sovrapposizione di lettere, chiamate, sms e accessi ai siti ha ingenerato confusione.




«Chiedo scusa per i disguidi, è uno sforzo senza precedenti per la nostra sanità già provata da un anno terribile e non è facile programmare l’attività in assenza di garanzie sulle forniture di vaccini», le parole di Luca Zaia. Che prova a tappare in corsa le falle del sistema organizzativo: «A partire da martedì prossimo sarà attivo un nuovo portale accessibile online in maniera agevole e veloce. In che modo? Il software, già sperimentato nel modello base all’Ulss Serenissima, avvisa che a partire da domani si aprono le vaccinazioni di una classe d’età ed è possibile prenotare l’appuntamento direttamente dal pc di casa o via cellulare, senza aspettare che qualcuno chiami. Chi non usa il computer potrà effettuare l’operazione in farmacia oppure in municipio. Istituiremo anche un numero verde regionale a supporto di quelli esistenti; ma si sappia fin d’ora che non è materialmente possibile rispondere a migliaia di chiamate concentrare in poche ore».



Un’altra novità riguarda gli over 60 ricoverati - «Abbiamo deciso che siano vaccinati nell’atto della dimissione ospedaliera» - mentre persistono le incognite sui flaconi: «Moderna ci sta facendo penare, il lotto previsto sabato non è arrivato e forse slitterà anche l’invio di questa settimana»; un ritardo stimato in circa 30 mila dosi a fronte delle 12. 623 in freezer; anche Pfizer, vitale per garantire i richiami, è agli sgoccioli (16 mila i composti rimasti) mentre le riserve di AstraZeneca ammontano a 93. 979, ventimila delle quali bloccate dalla magistratura. Tuttavia, nei prossimi giorni sono attese ulteriori 134.370 dosi e l’obiettivo resta ambizioso. «Entro la prima settimana di aprile vogliamo mettere in sicurezza tutti gli ultraottantenni, ne abbiamo già vaccinati 151 mila, il 37% del totale, daremo priorità assoluta ai restanti 255 mila, traguardo possibile grazie all’impegno diretto dei medici di famiglia e all’arrivo di Johnson & Johnson, monodose e in abbondanti quantità».



E l’andamento del virus? Dà lievi segni di decrescita, con l’incidenza dei positivi sui tamponi che flette al 6%, sebbene i ricoveri si mantengano a quota duemila («Temo che nel giro di qualche giorno raggiungeremo il picco di degenze di un anno fa») con discreto affollamento delle terapie intensive «dove il target da aggredire è quello degli uomini oltre i 65 e delle donne over 75». Venerdì il ministero della salute procederà alla riclassificazione delle fasce rischio: se il trittico pasquale sabato-domenica-lunedì sarà rosso in tutta Italia, la speranza del governatore è di rientrare in arancione nei giorni feriali. Che altro? Se troppi docenti rinunciano alla vaccinazione senza preavviso, tra i genitori cresce l’opposizione alla didattica a distanza: «La chiusura delle scuole è una sconfitta e colpisce soprattutto i più piccoli e le loro famiglie, capisco disagi e proteste, fin quando ho potuto ho tenuto le classi aperte fino alla prima media ma con la zona rossa la dad è obbligatoria, non decide la Regione, avviene per legge ed è competenza del Governo». —



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