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Il monito di Crepet: «Stiamo attenti al “liberi tutti” estivo in Veneto. Porterà ancora caos e risse in spiaggia»

Lo psichiatra Paolo Crepet immagina la fine della zona rossa per i giovani. Dopo mesi senza sport e con la scuola a distanza, sarà un disastro

Nicola Cesaro
3 minuti di lettura
Lo psichiatra Paolo Crepet 

VENEZIA. «Gli effetti devastanti della pandemia nei giovani e negli adolescenti non termineranno con la vaccinazione». E ancora: «Non oso immaginare cosa succederà al prossimo “liberi tutti”: da Caorle a Jesolo non conteremo le risse e le bagarre tra giovani». Paolo Crepet è psichiatria, sociologo ed educatore tra i più noti e stimati in Italia. E gli scenari che dipinge, alla luce dell’attuale pandemia e soprattutto in un’ottica generazionale, sono tutt’altro che confortanti.

PROBLEMA GENERAZIONALE

Crepet parte da un episodio avvenuto nel Padovano. Sedici adolescenti, tutti italiani, dai 14 ai 18 anni, hanno letteralmente devastato una multisala, il Cineplex di Due Carrare, causando danni per almeno 70 mila euro. Per quattro mesi hanno distrutto vetrine, distributori e casse, hanno messo fuori uso la sala giochi, vandalizzato muri e scalinate, arrivando poi a svuotare il contenuto di alcuni estintori in almeno quattro sale. Hanno pure firmato i loro misfatti con la scritta a vernice “Baby gang”. Sono stati tutti denunciati.

Dopo l’intervento delle autorità, solo una famiglia ha voluto incontrare i titolari della multisala per chiedere scusa e per far sì che in qualche modo il figlio partecipasse alla pulizia degli ambienti. Crepet parte da una premessa: «Qualcuno pensa che episodi come questo – ma potremmo parlare anche di una rissa tra giovani a Jesolo – siano dovuti al Covid e alla “domiciliarizzazione imposta”, e alla conseguente ira funesta di chi è soggetto a restrizioni: chi la pensa così è un povero illuso. Il vero virus non è il Covid e il caso zero non è il lockdown, ma decenni di mancata educazione». Insomma, bisogna risalire alle radici: «Se ci occupiamo solo dei ragazzi, non abbiamo capito niente. Il problema è a monte, il problema è chi non educa».

Crepet parla di «problema generazionale. La totale incapacità educativa degli ultimi decenni ha prodotto disastri. Un esempio? Il mancato ricambio generazionale nelle aziende del Nordest: giovani venuti su senza regole, senza studiare, senza voglia di far niente se non a riempire serate di spritz, che non sono in grado di prendere le redini dai loro genitori».

Uomini e donne, questi, «che ora sono diventati genitori, e che invece di educare e punire si affidano al “condono educativo” che, ad esempio, li porta ad andare dai professori a protestare se i loro figli prendono un 4». dad deleteria Episodi come quello del Padovano, tuttavia, sono anche il frutto della pandemia. E si moltiplicheranno, da qui ai prossimi mesi.

Spiega Crepet: «Il Covid ha avuto un effetto tsunami sulla fascia dell’infanzia e sull’adolescenza. In questo, governo e giunte regionali hanno delle colpe evidenti: hanno scelto, come strumento di prevenzione al contagio, di fermare la scuola e imporre la Dad. Come se la scuola, la più importante agenzia nazionale, valesse quanto un teatro o un cinema, con tutto il rispetto per cinema e teatri».

I danni, per Crepet, sono enormi: «La Dad sta creando problemi neurologici davvero importanti nei bambini e negli adolescenti. Sta acuendo, ad esempio, la sindrome online brain, che porta a mancanza di memoria breve, a difficoltà di concentrazione, situazioni di isolamento. Si parla non a caso, in riferimento a quest’ultima situazione, della cosiddetta sindrome cavernicola: a fronte dei 16 vandali che distruggono un cinema o dei ragazzi che nei fine settimana scatenano risse a Jesolo, ce ne sono forse ancora di più che non escono per giorni dalle loro camere. Non sono meno preoccupanti dei vandali o dei rissosi, anzi».

E ancora: «Si parla di reparti di Rianimazione saturi, ma non si parla dei posti letto che scarseggiano nelle Neuropsichiatrie infantili: ci sono ragazzi depressi, ragazze che si tagliano avambracci, adolescenti bulimici, altri con condotte suicidarie».

L’ESPLOSIONE

«Scelte come la Dad portano a uno scenario davvero pericoloso: l’affidamento di bambini e ragazzi esclusivamente a famiglie non educanti, che hanno già alzato bandiera bianca da tempo in fatto di educazione». Ma quanto si vede oggi non è nulla in confronto a ciò che riserva il futuro: «Se qualcuno si illude che questo problema si chiuderà con la vaccinazione, o è un imbecille o è un furbetto che fa finta di niente. Ci troveremo a parlarne seriamente dopo la pandemia: un anno e mezzo senza scuola produrrà una generazione con molti vuoti. Se ne accorgeranno gli imprenditori del futuro, al momento delle assunzioni: si troveranno uomini e donne incapaci, con forti ed evidenti vuoti, e dovranno andare in cerca dei più giovani o dei più anziani. Temo davvero per il futuro dei bambini di oggi».

E più a breve termine: «Faccio il profeta: chissà cosa succederà al “liberi tutti” della prossima estate. Esploderanno situazioni come quella del cinema devastato di Due Carrare e sarà una serie infinita di risse tra Caorle, Jesolo e la riviera romagnola. Ricordo che ci sono ragazzi a cui manca lo sport da mesi, che non hanno potuto sfogare le esigenze naturali anche semplicemente facendo il tifo a una partita o bevendo una birretta in compagnia. E a questi, si aggiungeranno anche trentenni e quarantenni che comunque hanno vissuto parimenti restrizioni e limitazioni. Pensiamo alla bolgia della scorsa estate e triplichiamola. Ci saranno problemi, anche in termini epidemiologici: non so quanto sarà possibile contenere il contagio se non ci sarà una copertura vaccinale che difficilmente sarà così ampia entro l’inizio dell’estate». Crepet non vede nulla di buono per i prossimi mesi: «Sarà l’ira di Dio, ne sono sicuro». —

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