Banchi a rotelle, esposto alla Corte dei Conti: chi ha pagato, chi ci ha guadagnato

I banchi a rotelle vicino a quelli normali

Denuncia da parte della deputata Businarolo e di due attivisti del Movimento 5 Stelle: si mette in discussione il comportamento dell'assessore regionale Donazzan. "Sono stati consegnati a chi ne aveva fatto richiesta"

VENEZIA. Per mesi hanno infiammato accese polemiche e vigorose prese di posizione, ora giacciono dimenticati in qualche magazzino. Ma i tanto discussi banchi a rotelle, prima ordinati e poi rifiutati, potrebbero tornare alla ribalta se la Corte dei Conti di Venezia deciderà di dare seguito all’esposto sulla «verifica di danno erariale per il mancato uso dei banchi con le ruote in molte scuole secondarie nella provincia di Padova e in Veneto».

A firmarlo sono la parlamentare del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo insieme a Diego Boscarolo e a Luca Martinello del Movimento 5 Stelle.

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Dopo aver ricostruito i passaggi che hanno portato alla maxi commessa di 9 mila banchi con le ruote per il Veneto e aver ricordato le prese di posizione critiche dell’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan e del presidente della Provincia Fabio Bui, gli autori dell’esposto affermano che qualcuno aveva ordinato questi banchi che poi nessuno ha voluto.

«In Veneto sono stati inviati 9 mila banchi con le ruote alle scuole che ne avevano fatto richiesta», ricordano passando poi al caso di Padova: «Il 18 agosto in una intervista il Presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, preoccupato per i possibili ritardi annunciava la presentazione di un “Bando d’urgenza” per acquistare autonomamente 4175 banchi monoposto di cui 956 banchi con le ruote, per fare fronte alle richieste dei 69 plessi scolastici di Padova e Provincia. Costo previsto 1 milione di euro».

E ancora: «Con Determina Dirigenziale del 25 settembre 2020 viene stabilita la procedura per l’acquisto di sedute innovative con un importo base di 212.750 euro». Ma quando i banchi sono stati consegnati alle scuola sono iniziate le contestazioni. Particolarmente eclatante quella del sindaco leghista di Cadoneghe Marco Schiesaro: il video con cui documenta il “respingimento” di 160 banchi a rotelle è stato rilanciato sui social da Matteo Salvini e ha totalizzato due milioni di visualizzazioni.

Anche il presidente della Provincia di Padova Bui, lo scorso febbraio, ha dichiarato che «i banchi a rotelle sono piccoli, scomodi e traballanti, di qualità pessima e con forma incompatibile con l’utilizzo che dovrebbero avere». Nello stesso intervento si scopriva «che al momento della consegna sono stati i presidi di parte degli Istituti superiori di Padova ed alcuni comuni limitrofi (Calvi, Ruzza, Scalcerle, Fermi e Nievo di Padova, Liceo Caro di Cittadella), a rimandare questi banchi (quasi 900) nei magazzini della Provincia».

Per gli autori dell’esposto invece «i dirigenti scolastici non dovevano “ certificare i banchi”, ma semplicemente siglare un documento di regolare ricezione della fornitura con il relativo verbale di collaudo, al fine di attestare che le forniture richieste, fossero state consegnate e conformi a quanto richiesto, come sempre avviene in ogni scuola al ricevimento di qualsiasi tipo di attrezzatura. Se al momento della consegna si fossero riscontrati, difetti o irregolarità tecniche, o incongruenze rispetto a quanto pattuito nell’ordine di acquisto, o il verificarsi di eventuali danneggiamenti, avvenuti durante il trasporto o nella produzione, lo dovevano segnalare per iscritto e comunicarlo agli uffici Provinciali o regionali».

Contestate anche le affermazioni dell’assessore Donazzan sul fatto che le sedute provocassero il mal di schiena e non fossero a norma: «i banchi sono omologati, certificati, rispettano tutte le misure sulla sicurezza» ricordano i tre firmatari, che ora chiedono alla Corte dei Conti di fare luce sull’intera vicenda ed accertare eventuali responsabilità sul mancato uso dei banchi.

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