Il Veneto piange oltre diecimila vittime Covid, ecco le storie che più hanno turbato e commosso

Moglie e marito una vita insieme morti a brevissima distanza l'uno dall'altro, il medico contagiato dai suoi pazienti, la strage senza un perché del falconiere e della sua famiglia, l'amato professore e l'assistente sociale

Oltre diecimila decessi per Covid in Veneto dall'inizio dell'emergenza, il triste record raggiunto a un anno esatto di distanza da quel nove marzo 2020 che fu il primo giorno di lockdown nazionale, proclamato dal governo Conte per l'inasprirsi della crisi scoppiata non tanto tempo prima. 

Non ci sono decessi di serie A o di serie B. Ci sono tante, troppe storie. Ne abbiamo raccontate molte, certo non tutte. Alcune di queste sono riassunte qui. E' un modo per ricordare tutti i nostri cari che non ci sono più, un saluto collettivo che ci riempie il cuore di dolore e di amarezza.

Memorie.it, il portale per ricordare chi non c'è più

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Adriano Trevisan, l'Italia piange la sua prima vittima

La prima vittima, non solo del Veneto ma di tutta l’Italia. Il Covid lo portò via alle ore 22:07 di venerdì 21 febbraio 2020, in un letto della Rianimazione dell’ospedale di Schiavonia. Aveva 77 anni. Si era ammalato nella sua Vo’ una settimana prima, la febbre, il ricovero, la polmonite. Nemmeno i medici, allora, immaginavano di essere davanti al primo attacco di quel virus di cui leggevamo solo sui giornali e che, ancora, ci pareva così lontano. Invece tutto ebbe inizio.

Renato Turetta, l'amico delle briscole al bar con diagnosi a 24 ore

Lui e l’amico Adriano Trevisan, i primi due contagiati dal Covid in Veneto. Renato e Adriano, compagni di tante partite di briscola al bar, nella piccola Vo’. Chissà se si siano contagiati lì, non è mai stato stabilito. Idraulico, Renato Turetta entrò a Schiavonia giovedì 20 febbraio 2020, il giorno dopo gli fu diagnosticato il coronavirus. Fu trasferito poi all’ospedale di Padova, dove morì il 10 marzo.

Francesco Saverio Pavone, il nemico numero uno di Felice Maniero

Il magistrato che aveva sconfitto Maniero perse la sua battaglia contro il Covid il 15 marzo 2020, in un letto della Rianimazione dell’ospedale dell’Angelo, a Mestre. Vi era stato ricoverato due settimane prima. Negli anni Ottanta aveva smantellato la Mala del Brenta. Nato a Taranto il 25 marzo 1944, era andato in pensione nel 2016 da procuratore capo di Belluno. Ma era a Venezia che si era svolta la parte più rilevante della sa carriera professionale.

Paolone Sartori, il Non Plus Ultras per le pantere dell'Imoco Volley

Il capo della curva dei tifosi dell’Imoco Conegliano, il leader dei “Non plus ultras” della fortissima squadra di volley femminile. Morto ai primi di aprile 2020. Aveva solo 58 anni. Abitava a San Fior, faceva l'autotrasportatore. Lo piansero le figlie Stefania, Eleonora e Cristina e i tanti amici, nonché la società delle pantere, con un commovente tributo sulla pagina Facebook.

Samar Sinjab, la dottoressa fedele a Ippocrate sino alla fine

E’ stata il primo medico di base a morire di Covid in Veneto, il centesimo in Italia. Il suo sacrificio per onorare fino in fondo la sua professione, che è anche una missione, in ossequio al giuramento di Ippocrate. Dottoressa a Mira, contrasse il virus a contatto con i suoi assistiti, continuando a seguirli con la generosità e l’altruismo che l’hanno sempre contraddistinta. Il marito della dottoressa, scomparso 13 anni fa, era un affermato pediatra di base siriano che dagli anni Novanta si era stabilito a Mira. La dottoressa Samar Sinjab, laureatasi in Medicina a Damasco, lo aveva raggiunto negli anni Ottanta.

Arturo Filippin, addio al maestro della ristorazione di Marca

Fu il fondatore della catena “El Toulà”, uno dei ristoratori più affermati, non solo in Veneto. Il marchio di uno stile inconfondibile, dalla Costa Smeralda alla Cina, dal Canada a Roma. A Treviso il suo “Da Arturo”, in via Collalto, uno dei “templi” della miglior cucina. Il Covid lo portò via il 14 aprile 2021, dopo tre settimane di ricovero in terapia intensiva, all’ospedale Ca’ Foncello.  Aveva 79 anni. Era arivato nella Marca dall'Oltrepò pavese alla fine degli anni Cinquanta, lavorando dapprima a Villa Condulmer di Mogliano. Nel 1961 l’apertura del ristorante in città. Un maestro per tanti ristoratori trevigiani, un volto simbolo della vita cittadina.

Davide Frisoli, il profe mestrino lascia sgomenti figli e studenti

Una delle vittime con meno di sessant’anni, un uomo che non aveva patologie pregresse. Davide Frisoli è morto ad aprile del 2020, all’età di 59 anni, all’ospedale dell’Angelo, Mestre. Sposato con Alessandra Visentin, insegnante di Lettere al Liceo Berto di Mogliano, aveva due figli di 11 e 14 anni, con cui viveva a Mestre, nel quartiere di Carpenedo. Per anni era stato dirigente degli istituti comprensivi Viale San Marco e Querini, a Mestre, a cui aggiungere i Licei Scientifico Bruno e Classico e Linguistico Franchetti, per un totale di 11 scuole. Da settembre dell’anno scorso, il nuovo incarico: i due Licei mestrini e i due veneziani Benedetti – Tommaseo.

Simonetta De Piccoli, una vita troppo breve al servizio della comunità

Aveva 44 anni, una delle vittime più giovani nella Marca trevigiana. Simonetta De Piccoli, di Visnà di Vazzola, era la coordinatrice delle assistenti domiciliari per i servizi sociali del Comune di Conegliano, attraverso la cooperativa Insieme si Può. Umanità e professionalità, spirito di iniziativa e coinvolgimento, integrazione e inclusione, questi sono i suoi valori. Faceva parte della Pro loco di Visnà, aveva attivato servizi di doposcuola e creato dei gruppi con bambini al centro Vicinalis. Il contagio molto presto, a fine febbraio, il ricovero, la morte nell’aprile 2020 all’ospedale di Bassano del Grappa.

Rudi De Gasperin, anche il volontariato piange le sue vittime

Rudi De Gasperin, imprenditore di Sedico nel settore della climatizzazione, titolare della Digiclima, nato a Cesiomaggiore e conosciuto nel mondo politico-amministrativo e in quello del volontariato, aveva solo 59 anni. Nel 2013 si era candidato alla Camera con la lista “Fare per fermare il declino”. E’ morto ad aprile 2020 all’ospedale di Belluno.

Giuseppe Barbisan e Anna Maria Guerrini, insieme anche nella fine

Dopo quasi sessant’anni di matrimonio non poterono nemmeno dirsi addio. A 48 ore di distanza l’uno dall’altro, distanziati di qualche stanza del Ca’ Foncello, muoiono Anna Maria Guerrini, 81 anni, e il marito Giuseppe Barbisan, 85, pensionati di Visnadello, alle porte di Treviso. Eravamo nella prima decade di aprile del 2020. Erano stati ricoverati in ospedale con i chiari sintomi del coronavirus a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Per un paio di settimane lottarono contro il virus. Ma non ci fu nulla da fare.

Ivan, Gianni, Gina Busso: il falconiere e la sua famiglia sterminata senza un perché

Una famiglia sterminata dal Covid, a Malcontenta, nel Veneziano. Per primo se ne andò Ivan, il figlio, 42 anni, falconiere. Si era ammalato il 3 dicembre. Una decina di giorni dopo toccò ai suoi genitori. Sotto le feste di Natale, poi, Ivan si era negativizzato, ma una subdola infezione ai polmoni prese a minare il suo fisico. In pochi giorni la situazione precipitò nuovamente, fino alla morte, il 4 gennaio 2021. Il 15 gennaio la stessa sorte toccò alla mamma, il 19 al papà. Un tragico destino, un mistero non ancora spiegato dalla scienza. Amici di Ivan hanno lanciato una sottoscrizione per aiutare la moglie di lui e la figlia piccola, una raccolta di fondi che in poche ore raggiunse subito decine di migliaia di euro.

Elvi Viel, quanta commozione per l'amico degli scout

Originario di Longarone dove ha vissuto molti anni, conosciuto per il suo lungo impegno nel volontariato con gli scout Fse, è stato un punto di riferimento per diverse generazioni di ragazzi come formatore e si ricorda anche la sua disponibilità nel volontariato parrocchiale, ma anche nella Pro loco di Longarone. Si è spento a fine dicembre all’ospedale di Belluno, dove era ricoverato in Rianimazione.

Grazie a Giuseppe Basso, il professore che ha salvato tanti piccoli angeli 

L’angelo dei bambini ammalati di tumore, l’ex primario dell’Oncoematologia pediatrica di Padova, se ne andò il 16 febbraio 2021, dopo settimane di battaglia contro il virus. Lui che aveva salvato la vita a centinaia di bambini. Uno dei medici più stimati e amati in Veneto e non solo. Aveva 73 anni ed era andato in pensione da tre. È stato professore ordinario di Pediatria, presidente dell’Istituto di ricerca Città della Speranza, direttore del dipartimento Salus Pueri, nonché presidente del corso di laurea in Infermieristica pediatrica. La sanità del Veneto gli deve tantissimo.

Antonio e Giuseppe De Barba: una vita insieme così come il "dopo"

Fratelli nella salute e nella malattia. Il Covid-19 si è portato via Antonio e Giuseppe De Barba, a metà  dicembre, a distanza di due giorni l’uno dall’altro. Antonio è deceduto all’ospedale San Martino di Belluno lunedì 14 e Giuseppe mercoledì 16. Entrambi erano positivi al coronavirus e avevano rispettivamente 86 e 83 anni. Erano cresciuti insieme e abitavano da parecchio tempo nello stesso condominio di via dell’Anta, nel quartiere cittadino di Borgo Prà. Tutta una vita.

Bruna ed Emilietta Panizza: Padova piange le sorelle insegnanti

Accomunate in vita dalla passione per l’insegnamento, unite anche nella morte, che è venuta a prenderle a distanza di sei giorni l’una dall’altra. Le sorelle Bruna ed Emilietta Panizza erano state una bella pagina della pedagogia a Padova. La prima ad andarsene, il 4 gennaio 2021, è stata Bruna, 79 anni. Per decenni era stata un’apprezzatissima docente in materie umanistiche in numerose scuole superiori della città, tra cui il liceo classico Concetto Marchesi. Emilietta è morta il 10 gennaio. Aveva 82 anni. Anche la sorella più anziana, per un lungo periodo, si è dedicata alla diffusione della cultura in generale ed in particolare all’insegnamento. Per decenni è stata professoressa di Lingua e letteratura spagnola all’Università di Padova e una filologa molto nota in tutta Europa. Ha pubblicato vari libri per le case editrici Cleup, Ibs e Il Libraccio.

Giacomo, Primo, Battista Pedron: cinque giorni per un triplo addio

Tre fratelli di Cadoneghe, uccisi dal Covid nel giro di appena cinque giorni. Battista, per tutti “Antonio” o più semplicemente “Toni”, è morto il 4 gennaio 2021 all’età di 82 anni. Il primo dell’anno era mancato il fratello Giacomo, di un anno più vecchio, seguito il giorno successivo dal suo gemello Primo. Nessuno dei tre si era sposato. Avevano vissuto insieme, condividendo il lavoro da imbianchini e lo stesso tetto, fino alla fine di dicembre, quando le loro condizioni di salute erano peggiorate tanto da richiedere un ricovero ospedaliero.

Fabio Enzo, il rigore di tacco stavolta non è riuscito

Attaccante del Venezia e della Roma, e di altre squadre di serie a A e B, divenne famoso per un calcio di rigore calciato di tacco, in un Cesena-Casertana. Lo chiamavano “Bulldozer” per la sua stazza. Nato al Cavallino (Venezia) si spense per il Covid all’età di 74 anni. Il cordoglio della società giallorossa su Twitter: «Un tuo gol che decide il Derby è qualcosa che non si può descrivere».

Massimo De Vallier, l'ex sindaco che faceva il geometra

L’ex sindaco di Rocca Pietore che lottò per i confini della Marmolada. Massimo De Vallier è morto il 26 gennaio 2021, all’età di 64 anni. Era ricoverato all’ospedale di Belluno. Dopo i due mandati da sindaco, negli anni Novanta, il geometra De Vallier si era ritirato completamente dalla vita amministrativa e si era dedicato alla professione: con la moglie aveva un’agenzia immobiliare a Caprile, che porta il nome della montagna del suo paese, la “Marmolada”.

 

 

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