Covid, chiudono le scuole nei distretti di Asolo, nell'Alta padovana e Veneto orientale

La decisione della Regione Veneto sulla base dell'incidenza del Covid sulla popolazione di quei territori. Prevista la dad al 100 per cento a partire dalla seconda media

VENEZIA. Indice di contagio sopra i 250 casi ogni 100 mila abitanti, scattano le chiusure delle scuole in alcune aree del Veneto: si tratta del distretto di Asolo in provincia di Treviso, nell'alta padovana e nel distretto del Veneto orientale.

Oggi, 8 marzo, la Regione Veneto ha fornito i dati relativi all'indice di contagio per 100 mila abitanti. Nel distretto di Asolo (268 su 100 mila abitanti), Alta padovana (272), Veneto orientale (302).  Da notare come il Veneto orientale, in provincia di Venezia, copra il territorio della Usl 4 e comprenda ben 21 comuni: Annone Veneto, Caorle, Cavallino-Treporti, Ceggia, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Jesolo, Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Portogruaro, Pramaggiore, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza, Teglio Veneto e Torre di Mosto

In queste zone scatterà la didattica a distanza a partire dalla seconda media. 

Lo ha annunciato Francesca Russo, a capo del dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto sulla base dell'analisi dei dati raccolti nell'ultima settimana: si tratta infatti del tasso di incidenza inteso come dato cumulativo a 7 giorni. 

 
"La chiusura non sarà immediata", ha annunciato Russo, "lasceremo alle scuole il tempo di organizzare la didattica a distanza". Secondo quanto comunicato, la chiusura dei plessi scolastici che insistono sui territori indicati dalla Regione partirà da giovedì 11 marzo, ma la data è in corso di definizione 
 

ASILI APERTI. - «Anticipiamo già che per la fascia 0-6 anni non verranno chiuse le scuole, tranne in casi estremi, dove ci sia un'infezione dilagante nell'asilo o nella scuola elementare», ha puntualizzato il presidente della Regione Veneto.

I CRITERI. "Sulla base del nuovo dpcm è prevista la chiusura delle scuole nei territori dove il contagio supera i 250 casi per 100 mila abitanti", ha spiegato Russo, "per questo noi continuamente analizziamo i dati della Regione, delle province, delle aziende Usl e dei singoli distretti che all'incirca corrispondono ai territori delle vecchie Usl". Scartata l'analisi per singolo Comune: "In questo modo i centri più piccoli sarebbero stati penalizzati", ha continuato la dirigente regionale.

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