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Contagio a scuola, il virus circola se tutti hanno la mascherina? In dieci grafiche ecco tutte le variabili

VENEZIA. Una classe di 20 studenti. Il prof che inizia la sua lezione parlando a voce alta in un’aula di 50 metri quadrati dove gli studenti trascorrono 5 ore. Tutti indossano la mascherina chirurgica (come d’obbligo) e le finestre sono chiuse.

Ecco, in una situazione simile, se l’insegnante fosse positivo al Covid-19, rischierebbero di essere contagiati un numero massimo di cinque alunni. Un rischio che aumenterebbe notevolmente senza l’uso della protezione individuale (con un numero di contagi che salirebbe a 12) e che invece si ridurrebbe drasticamente con l’utilizzo delle Ffp2 (solo un caso).

Come si può, dunque, abbattere questi rischi per garantire la frequenza dei ragazzi in presenza a scuola dopo mesi di didattica a distanza. Ecco i principali accorgimenti.

Ventilazione in aula

La differente tipologia di mascherina da indossare non è il solo fattore che determinata una diminuzione della possibilità di contrarre il coronavirus in classe (si ricorda che è impossibile prevedere con certezza se una persona infetta trasmetterà o no il virus a qualcun altro). Come emerso da numerosi studi universitari, infatti, incidono la ventilazione dell’aula e anche l’uso di un microfono degli insegnanti che andrebbe di fatto a ridurre l’emissione di particelle potenzialmente infette in aula.

Per quanto riguarda la ventilazione, tenendo sempre le finestre aperte (in aggiunta ovviamente alle mascherine), il rischio individuale di restare infettati si riduce al 2,2% e il numero massimo di studenti contagiati è di 2. Considerato che, nelle giornate meno calde, non si possono sempre tenere le finestre aperte, si potrebbe arrivare a un risultato simile se venisse installato un impianto di ventilazione meccanica di almeno 3 volumi d’aria l’ora (ricambio totale dell’aria ogni venti minuti). In alternativa, ci si potrebbe dotare anche di purificatori d’aria.

Microfono

Se l’insegnante utilizzasse il microfono wireless ad archetto (come quello dei relatori nelle conferenze) invece che spiegare la lezione ad alta voce, il rischio di contagio individuale si limiterebbe a 1,3% (con solo un caso). Se poi vengono aperte le finestre 10 minuti ogni ora il rischio individuale di contagio cala ancora a 0,8% (sempre con l’uso delle mascherine chirurighiche). Con le finestre sempre aperte si scende allo 0.4%.

Mascherina Ffp2

Se tutti in classe indossano mascherine Ffp2 i rischi di contrarre il virus si abbattono notevolmente. Con le finestre chiuse e parlando ad alta voce il rischio di infezione individuale si contiene al 1,5% con un numero massimo di 2 contagiati. Se il prof parla al microfono scendiamo allo 0,3%. L’uso della Ffp2 in classe viene auspicato anche da Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano. «Nelle scuole, dove la diffusibilità è elevata, utilizzare una mascherina di questo genere può essere molto sensato» ha infatti dichiarato.

Ambienti chiusi

Quindi, occorre incentivare la ventilazione degli ambienti. Anche perché le aule, soprattutto quelle con un volume ridotto e tempi di permanenza elevati rappresentano un luogo in cui il rischio contagio inevitabilmente si alza. Questo perché trascorrendo più tempo al chiuso la concentrazione di particelle potenzialmente infette aumenta, senza un adeguato ricambio d’aria.

(dal Messaggero Veneto)

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