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Vaccini Covid, parenti di insegnanti e operatori “imbucati” nelle liste di prenotazione

Il personale della scuola in attesa di fare il vaccino in Fiera a Padova

Simoncello (Dipartimento Prevenzione): «Stesso codice fiscale con più nominativi, così hanno creato solo nuovi disguidi»

PADOVA. Non solo l’ostacolo dell’elenco del personale scolastico bloccato per motivi di privacy. A complicare il servizio messo in piedi dall’Usl 6 Euganea di prenotazione del vaccino contro il Covid per insegnanti e operatori della scuola, ci si sono messi anche i diretti interessati.

Si tratta di alcuni insegnanti e operatori che nella prima giornata in cui il link per le prenotazioni sul sito dell’Azienda sanitaria è rimasto attivo, oltre a prenotare per sè, hanno utilizzato il loro codice fiscale per fissare la somministrazione del vaccino anche ai familiari.

Sono stati gli stessi addetti del Dipartimento Prevenzione ad accorgersi lunedì mattina delle anomalie. Con il risultato che la riattivazione del servizio ha subìto un nuovo ritardo. Intanto, e giustamente, la rabbia contagia tutti: insegnanti e operatori che ancora non hanno potuto avere il loro appuntamento per l’agognata iniezione e la stessa Usl che, come non fosse già una partita abbastanza complessa quella dei vaccini, deve anche occuparsi di scovare gli imbucati.

La protesta degli insegnanti

Tiziana Vidotto Bonifazi è la docente responsabile della scuola media Pascoli, Istituto comprensivo Ardigò e, a 62 anni e non un solo giorno di didattica a distanza da settembre, il vaccino lo avrebbe voluto fare il prima possibile. «Quando ho provato a prenotarmi venerdì pomeriggio non sono riuscita a farlo, non risultavo fra gli aventi diritto, e come me nessun altro collega sopra i 55 anni. Poi l’Usl ha rimediato a questo problema» racconta l’insegnante, «peccato però che ormai non ci fossero più molte possibilità di scelta per fare il vaccino: Padova era al completo, e io, che vivono in città, ho potuto prenotarlo solo a Loreggia e in orario di lavoro".

"Colleghi più giovani lo faranno prima e comodamente a Padova. E come sempre quando si cerca qualcuno che risponda del gravissimo disservizio, si scarica tutto sui più vari problemi tecnici». Pierluigi D’Agostino, professore al Belzoni, 66 anni, il suo vaccino ancora non è riuscito a prenotarlo: «Un’odissea da venerdì scorso» denuncia, «sono anche andato in via Scrovegni dove mi hanno mandato avanti e indietro per diversi sportelli, poi in via Ospedale e nessuno ha saputo dirmi nulla. Il link sul sito non è attivo e io non so ancora se e quando potrò fare il vaccino. Posso capire i problemi tecnici, ma possibile che non ci sia nessuno in grado di fornire all’utenza le corrette informazioni?».

Il dipartimento prevenzione

Risolto un problema se ne scopre un altro. «Dopo che l’Ufficio scolastico provinciale non ci aveva fornito l’elenco dei nominativo del personale scolastico e ci siamo rivolti al Miur» ribadisce la direttrice del Dipartimento Prevenzione Ivana Simoncello, «gli elenchi giunti da Roma erano incompleti, arrivavano fino al personale di 55 anni. Sistemato questo, abbiamo fatto una nuova brutta scoperta: incrociando i dati durante le operazioni di riattivazione del link» svela Simoncello, «ci siamo accorti che con il medesimo codice fiscale, che viene richiesto per prenotare il vaccino, si erano iscritti più soggetti. Probabilmente pensavano che una volta che si fossero presentati con la prenotazione nessuno avrebbe fatto caso al codice fiscale, ma preso per buono solo il nominativo. E dire» sbuffa la direttrice, «che si era proceduto con questo sistema proprio per evitare che chi non ne ha il diritto di intrufoli in questa finestra della campagna vaccinale».

Per ora l’unico risultato ottenuto è quello di aver creato ulteriori, pesanti, disguidi, e da parte sua l’Usl valuterà se e quali provvedimenti assumere nei confronti di queste persone. —

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