Vaccinazioni a ostacoli, sul web uno su tre esprime un giudizio negativo. Si salva solo Moderna

Opinione condizionata da efficacia, distribuzione e sperimentazione. L'analisi Reputation Science: «Preoccupanti livelli di disinformazione» 

LA RICERCA. Mentre il governo cerca di accelerare la campagna vaccinale tra dose unica e nomina del nuovo commissario all’emergenza Covid, un italiano su tre esprime un giudizio negativo sui vaccini. Efficacia, distribuzione e percorso di sperimentazione generano una quota ampia di opinioni negative in un quadro che vede il 26% tenere (ancora e nonostante tutto) una posizione neutrale mentre il 41% evidenzia un giudizio positivo.

L’INDAGINE

Il quadro emerge da una ricerca condotta da Reputation Science, società specializzata nell’analisi e gestione della reputazione, che ha scandagliato 140mila contenuti tra conversazioni social e online su vaccini e vaccinazioni.

«La conversazione online è polarizzata al momento su tre vaccini, Pfizer-BionTech (48,8% del totale), AstraZeneca (21,1%) e Moderna (19,8%)» dice Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Science. «Il 34% dei contenuti è negativo e sono legati a temi di distribuzione, efficacia e percorso di sperimentazione. La reputazione delle stesse aziende farmaceutiche ha un impatto importante sulla percezione dei vaccini prodotti (10,3%)".

"Si registra una forte componente ideologica e preoccupanti livelli di disinformazione che si innestano nelle tante sacche no-vax in rete. Non è un caso se nei social si concentra il maggior attrito nelle opinioni sui vaccini (37% negativo contro 36% positivo). Aziende e istituzioni devono essere attente nei riguardi di questo fenomeno, che è già in pieno sviluppo e può creare resistenza ai piani vaccinali, danneggiare la salute e ritardare l’uscita dalla crisi con tutto quello che ovviamente ne consegue».

IL FRONTE DEL NO E DEL Sì

Gli aspetti dei vaccini che hanno maggiormente determinato un orientamento negativo sono stati, oltre alla distribuzione (con il 35% dei contenuti pubblicati) e l’efficacia (26,2% dei contenuti), considerazioni sulla casa farmaceutica (10,3%) e sui percorsi di sperimentazione (9,9%). Tra gli eventi che hanno maggiormente impattato sulle positività, invece, si ritrova nella categoria “efficacia” l’approvazione da parte dei regolatori (Ema e Aifa) dei vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca; le notizie relative agli ottimi dati – relativi agli studi clinici – su sicurezza ed efficacia dei vaccini Moderna e AstraZeneca del 94–95% e del 100% sulle forme gravi; le notizie riguardanti l’efficacia del vaccino Pfizer contro le varianti inglese e sudafricana del virus".

"C’è, inoltre, un’attesa positiva sull’arrivo del vaccino Sputnik, omologato in 16 paesi, ritenuto «molto efficace», secondo un’analisi dei test clinici pubblicata dalla rivista medica Lancet e validata da esperti internazionali indipendenti, e sicuro oltre il 90% contro le forme sintomatiche di Covid. Per quanto riguarda i contenuti che hanno espresso un orientamento negativo, si legge sempre nell’analisi condotta da Reputation Science, i più rilevanti sono collegati all’annuncio, di Pfizer e AstraZeneca, di ritardi nella distribuzione; ai casi di effetti allergici di un lotto del vaccino Moderna dopo la prima somministrazione in America, ai 23 decessi, in Norvegia, dopo la prima dose Pfizer alle reazioni avverse in Italia, sempre al vaccino Pfizer.

GIUDIZI DIVERSIFICATI

Il vaccino che registra il valore di impatto reputazionale migliore è Moderna, seguito da Sputnik. Pfizer, invece, è l’unico vaccino con reputazione negativa, mentre AstraZeneca registra un valore tendente allo zero a causa dell’opinione fortemente contrastante. Considerando infine l’apporto reputazionale dei vaccini nel loro complesso, ne risulta un valore positivo, ma analizzando il trend lungo il periodo temporale, si nota un andamento poco stabile: a una crescita iniziale, dovuta alle notizie sull’arrivo e sull’efficacia testata dei vaccini, segue una significativa decrescita a partire da metà gennaio per i ritardi degli approvvigionamenti e quindi delle somministrazioni. —



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