I coccodrilli, le morti cerebrali e perché i giornali sbagliano, quando sbagliano

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Qui sotto, tratta da una delle newsletter precedenti, vi proponiamo un articolo su una questione davvero delicata e scabrosa. Gli errori derivanti dalla fretta, su una materia di per sé fortemente problematica.

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I coccodrilli, i moribondi, il tasto "pubblica" e un caso che mi ha molto colpito

di Paolo Cagnan

Qualche giorno fa è morto Fausto Gresini, stroncato dal Covid. Aveva solo 60 anni ed era stato pilota del Motomondiale, vincitore di due titoli nella 125 (anni Ottanta) e divenuto poi manager della Gresini Racing. Una gran parte dell’informazione di casa nostra l’ha fatto morire molte ore prima. 

Ansa, ore 21.18 del 18 febbraio

COVID: FAUSTO GRESINI IN CONDIZIONI CRITICHE

L'ex campione di moto è ricoverato a Bologna da fine dicembre

(ANSA) - BOLOGNA, 18 FEB - Sono molto gravi le condizioni dell'ex campione di motociclismo Fausto Gresini, ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Maggiore di Bologna per le conseguenze del Covid-19. «Purtroppo, sono sopraggiunte delle complicanze che rendono il quadro clinico critico», è l'aggiornamento del medico Nicola Cilloni, diffuso dal team Gresini Racing. «I sanitari continuano a curarlo con la massima intensità possibile nella speranza di una ripresa delle funzioni d'organo gravemente compromesse. È sempre sostenuto da un respiratore meccanico e in coma farmacologico», prosegue il dottor Cilloni. Il fondatore e team principal del team che porta il suo nome e che corre con l'Aprilia in MotoGp, 59 anni, è ricoverato da fine dicembre. (ANSA).

Spoiler: “condizioni critiche” tradotto significa “sta per morire”. Giornali e siti si attrezzano, preparano un coccodrillo e tengono le orecchie aperte aspettando la notizia, pronti a schiacciare il tasto “pubblica”.

Ansa, ore 22.55 del 22 febbraio

COVID: MOTO; È MORTO FAUSTO GRESINI

Iridato della 125 negli anni '80, adesso era a capo team MotoGp

(ANSA) - ROMA, 22 FEB - L'ex campione del mondo di motociclismo Fausto Gresini è morto oggi a Bologna, a causa di complicazioni legate al Covid. Lo si è appreso da fonti vicine al team di MotoGp di cui Gresini era a capo. Lo scorso 23 gennaio aveva compiuto 60 anni. Iridato nella classe 125 nel 1985 e 1987, Gresini era ricoverato da fine dicembre per una polmonite causata dal coronavirus. (ANSA).

Ansa in questo caso arriva prima: per un’agenzia, è un requisito essenziale, insieme alla verifica delle fonti e all’accuratezza di ogni dettaglio. “Fonti vicine al team”, traduco per i non addetti ai lavori, vuol dire quasi sempre una sola cosa: “Ce l’hanno detto loro, chiedendo di restare anonimi”. L'agenzia AGI batte a sua volta la notizia alle 23.01, non citando alcuna fonte nel suo lancio.  Alle 23.14 Ansa lancia un servizio lungo e accurato, con la biografia: il coccodrillo, appunto. Tre minuti dopo, alle 23.17,  Italpress annuncia a sua volta la morte del manager. Anche qui, nessuna fonte ufficiale, né virgolettati.

Quasi un’ora dopo la prima notizia della morte, alle 23.42, arriva la smentita, data nell’ordine (inverso rispetto al presunto scoop) da Italpress, AGI e Ansa:

BOLOGNA (ITALPRESS) - «Nonostante le notizie in circolazione, attualmente Fausto è ancora tra noi, seppur in condizioni critiche». Lo ha scritto su twitter Gresini Racing, la scuderia di Fausto Gresini, smentendo così la notizia della morte dell’ex pilota, che rimane comunque in gravissime condizioni. «Voglio ringraziare la stampa che ha avuto così tanto tatto nel comunicare e divulgare una notizia non verificata, siete proprio avvoltoi! Il mio grande babbo sta molto male, ma il suo giorno non sarà oggi» le parole su facebook del figlio di Gresini, Lorenzo.

= COVID: TEAM GRESINI SMENTISCE MORTE, «FAUSTO ANCORA TRA NOI» = (AGI) - Roma, 22 feb. - «Nonostante le notizie in circolazione, attualmente Fausto è ancora con noi, seppure in condizioni critiche. È quanto si legge in una nota diffusa via Twitter dal team »Gresini Racing« in merito alla notizia, circolata in serata, relativa alla morte per covid del pilota di moto due volte campione del mondo.

++ TEAM  GRESINI, «FAUSTO GRAVISSIMO, MA ANCORA TRA NOI» ++ Il gruppo di cui è presidente l'imolese interviene

(ANSA) - ROMA, 22 FEB - «Nonostante le notizie in circolazione, attualmente Fausto è ancora fra noi, seppure in condizioni critiche». Lo puntualizza il team del quale l'ex pilota imolese è presidente. (ANSA).

Abbiamo parlato sinora di agenzie, ma la morte viene annunciata praticamente ovunque, dalle tivù ai siti d'informazione. Tutti ovviamente costretti a rapido dietrofront. Gresini muore il giorno dopo, primo lancio d’agenzia alle 10.42 del 23 febbraio. Come se la cavano le agenzie?

Con incisi come questo: “Gresini, la cui morte era stata annunciata erroneamente ieri sera (…)”

Considerazioni.  Io non so come sia andata, non ho nemmeno trovato scuse ufficiali tranne quelle di Fanpage che però suonano quasi lugubri perché, fatte sull'onda della prima smentita, non danno poi atto della successiva morte "fortunatamente smentita".

Credo di sapere come queste cose possono accadere. Perché sono accadute diverse volte, nei giornali in cui ho lavorato. A volte, sono figlie di circostanze incredibili, ma sullo sfondo c’è sempre quel difettuccio di fondo: l’ansia di arrivare per primi, ad ogni costo.

In genere capita con le morti cerebrali, e scusate la sincerità apparentemente cinica. Pazienti spacciati, dati per morti prima ancora che lo siano davvero.  La procedura per il prelievo di organi da cadavere a cuore fermo, così si chiama, prevede regole molto rigide e precise rispetto all’accertamento della morte.

Per questo, accade la maggior parte dei pasticci. Perché la morte legale non corrisponde, spesso, a quella effettiva, che la precede ma non ha alcun crisma di ufficialità. Vi racconto un solo, incredibile episodio per capire cosa può succedere. Tempo fa pubblichiamo sul sito la notizia di un bambino morto a seguito di un brutto incidente. Non nell'immediatezza, ma diverse ore dopo. Ci vuole poco perché arrivino in redazione le prime telefonate di protesta da parte della cerchia familiare, subito avvisata: “Non è vero. E' ancora vivo, siete solo sciacalli" etc.

Profondo sentimento di vergogna, verifica immediata: “Ma chi ci ha dato la notizia?”

“Il padre”

Come, il padre? Ma chi la smentisce?

“Uno zio”

Cosa è successo veramente: i medici dicono al poveraccio che il figlio ha le ore contate, che di fatto è morto anche se non lo è ancora dal punto di vista medico-scientifico, né legale.  Il padre sconvolto va dal parroco a predisporre il funerale. Forse allontana così da sé l’immenso dolore. Impossibile mettersi nella sua testa.

Il parroco avvisa il corrispondente di paese che porta la notizia in redazione. Nel frattempo abbiamo cancellato il lancio sul sito e il post su facebook, dove fioccano insulti da gregge, anche da parte di gente che neppure sa di chi e di cosa si parli.

Il bimbo morirà poche ore dopo. Ma non lo era ancora, quando l’abbiamo scritto. Avremmo dovuto dire “Scusate ma il suo papà l’ha detto al parroco che l’ha detto al nostro corrispondente che l’ha detto al caposervizio che ha avvisato la redazione web che ha pubblicato la notizia fidandosi”?

E’ accaduto che persino il direttore generale di una Unità sanitaria locale ci abbia dato conferma di un decesso in realtà non ancora avvenuto, e qui il problema è ancora più serio perché la fonte è di primo grado e autorevole, il massimo dell’autorevolezza. Quali altre verifiche dovremmo mai fare, chiamare i parenti come gli impresari delle pompe funebri per chiedere loro se stanno già piangendo?

Frullato di fragole, carote e semi oleosi

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