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Covid, ecco come proseguirà la campagna dei vaccini in Veneto a marzo

Obiettivo 370 mila dosi in tutto il mese. La prossima fase riguarda i soggetti con altre patologie, oncologici, trapiantati e affetti da fibrosi cistica. Dall'8 marzo via anche con i centenari, fin qui esclusi. Verso l'accordo con i medici di base per la somministrazione

VENEZIA. Obiettivo 370mila dosi nel mese di marzo: è il piano del Veneto per accelerare sul fronte dei vaccini contri il Covid dopo le lentezze (comuni a tutt'Italia) dei primi due mesi. "Siamo in grado ora di mollare un po' i freni - ha annunciato il direttore della Sanità della Regione Veneto Luciano Flor - perché abbiamo messo in sicurezza il magazzino: ora abbiamo le scorte per garantire la seconda dose a tutti coloro che hanno ricevuto la prima".

Trecentosettantamila dosi in un mese significherebbe raddoppiare la media tenuta sin qui, se è vero che, in due mesi, il Veneto ha somministrato 335mila dosi, arrivando a immunizzare (cioè a fornire la doppia dose) solo 113 mila persone su una popolazione di 5 milioni di abitanti, per una percentuale quasi irrisoria (2,3 per cento). 

Quasi completata la fase 1 del calendario vaccinale (quella riservata a medici, personale sanitario, personale delle case di riposo, anziani ospiti delle case di riposo), quasi conclusa la vaccinazione della corte dei nati nel 1941 (gli ottantenni), in Veneto si sta ora somministrando la prima dose (Pfizer o Moderna) ai nati nel 1940 mentre sta per iniziare (dall'8 marzo) la coorte dei nati nel 1939.

Iniziata poi quasi in tutte le province la vaccinazione dei lavoratori dei servizi essenziali: in Veneto si è deciso di dare priorità a insegnanti e appartenenti alle forze dell'ordine.

Due le novità annunciate oggi nel corso della conferenza stampa del presidente Luca Zaia. La prima: dalla prossima settimana (quindi dall'8 marzo) si inizierà a vaccinare i centenari, cominciando dai più vecchi per scendere, fino a "ricongiungersi" con gli ottuagenari. Si colmerà così una lacuna che aveva fatto molto discutere (con la scelta di iniziare dai meno anziani, gli ottantenni). 

La seconda novità riguarda l'inizio della vaccinazione dei soggetti "fragili", intendendo ricompresi in questa categoria di persone gli oncologici (ventimila), i trapiantati e gli affetti da fibrosi cistica. L'assessore Manuela Lanzarin ha spiegato che la Regione ha inviato l'input ai relativi centri di riferimento, affinché inizino a convocare le persone alla vaccinazione.

Per dare un'accelerazione alla campagna vaccinale molto si punta anche sulla collaborazione dei medici di famiglia e in questo senso è avviata una trattativa con le sigle sindacali che, negli auspici della Regione, dovrebbe approdare a un accordo entro la fine di questa settimana. 

 

 

 

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